ZERI IN LIBERTA’/1

post su “Tempi”:

In tema di TAV Torino-Lione, le cifre fornite da “TEMPI” non sono quelle giuste. C’è uno zero in più… forse portato dal vento di tramontana. Nell’editoriale del n. 48/2012 (cartaceo), lo slancio keynesiano del settimanale gli fa dire che

“la Val di Susa, dove un’opera pubblica da 200 miliardi e migliaia di posti di lavoro è stata appaltata agli spaccatutto…”.

I miliardi non sono 200, ma 20.

Collego questo dato all’altro, sempre da “Tempi”, a www.tempi.it/blog/quattro-milioni-di-miliardi-di-euro-di-debiti-parliamo-della-grecia-no-della-cina#.UMXYguT8KSo, 24 ottobre scorso, dove il settimanale segnala allarmato la notizia destabilizzante dell’enorme debito pubblico della Cina: fra locale e centrale, all’incirca 6.000 miliardi di euri.
Ma, momento: quanto è il debito del nostro Paese?… 2.000 miliardi di euro, minimo… caspita, è un terzo di quello cinese. Nonostante noi si sia molto, molto più piccoli della Cina!

Ora, all’ingrosso 2.000 miliardi di debito (guardare al contatore del debito pubblico, su http://brunoleoni.it/debito.htm fra un po’ l’annuncio è ufficiale), poco che sia dovrebbero essere circa 70 miliardi l’anno solo di interessi. Ce la fa l’Italia a pagarla, questa cifra, oltre che a ridurre la quota di capitale?

Ancora. Ho detto che, grosso modo, i miliardi della TAV Torino-Lione sono 20. Però, l’esperienza ha insegnato che i costi della TAV, ad esempio sia sulla Torino-Milano che sulla Firenze-Bologna (paragone quest’ultimo più calzante, trattandosi di opera tutta in galleria), sono aumentati, vado sempre per ordine di grandezza, di circa CINQUE VOLTE rispetto al preventivo originario.

Quindi, non ci sarebbe da stupirsi se, alla fine dei giochi, da 20 i miliardi diventassero 100. Tutti rigorosamente pubblici, tutti da aggiungere al mega-debito pregresso di 2.000 mld, che già non si sa come poter onorare.

Comunque, si tratta di altri 100 miliardi di euro pubblici per un keynesiano buco in terra che non serve a nulla, come in passato ho già documentato, in massimo dettaglio, sui commenti Facebook di “Tempi”, raccolti nel blog https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/.

Non so se ci rendiamo conto dell’ordine di grandezza. Sono poco meno di DUECENTOMILA MILIARDI DELLE VECCHIE LIRE, una iper-vagonata di soldi spremuti ai contribuenti da questo (S)stato di per sé già sull’orlo della bancarotta, e che si smania dall’urgenza di buttare dalla finestra. Anzi, in questo caso in un pozzo senza fondo.

E, per “Tempi”, se fossero QUATTROCENTOMILA, i miliardi, invece che duecentomila, sarebbe ancora meglio. A tal punto arriva la lucida follia keynesiana.

Oppure, tornando ai 100 miliardi di euro, la TAV Torino-Lione andrebbe a rappresentare UN VENTESIMO dell’intero debito pubblico. E, a “Tempi”, sarebbero contenti se fosse UN DECIMO del debito. Non so se rendo.

Lascio a voi il giudizio. E’ sano questo modo di ragionare? E’ sano entusiasmarsi per una simile prospettiva, auspicarla energicamente, come fa “Tempi”?

Peraltro, la cosa politicamente e psichicamente drammatica è che la posizione del settimanale è tutt’altro che un’eccezione. Anzi, essa si pone nella linea del mainstream che detta legge!

Nel nostro caso, è come se in una famiglia inchiodata dai debiti, il capofamiglia firmasse entusiasta per l’acquisto di una Ferrari. Sostenendo che così la famiglia si salverà, perché lui lavora alla Ferrari, e perciò lavoro e stipendio sono assicurati!…
Ma l’ordine di grandezza delle due cifre, prezzo dell’auto e stipendio mensile, è ben diverso. Poi, tra l’altro, la fuoriserie va mantenuta, e non rende, proprio come la TAV. In più, nel nostro caso, c’è la differenza peggiorativa che, almeno ufficialmente, la Ferrari viaggia con capitali privati. Mentre nella TAV, che è tutta pubblica, i soldi del capitale di investimento derivano dall’erario, cioè propriamente e prevalentemente dalle tasche del nostro sconsiderato operaio-padre di famiglia. Il quale vede pericolosamente aumentare la quota del debito pubblico in testa a lui e a ciascuno dei suoi familiari, con tutte le conseguenze nazionali e internazionali che sappiamo. Quindi, non occorrono grandi studi per vedere l’harakiri del “nostro” su tutta la linea.

Come ciò sia potuto avvenire, e come praticamente tutti si siano lasciati irretire da questo meccanismo perverso, ho cominciato a spiegarlo nel già citato blog https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/.

Solo alla ottava puntata, dopo aver posto le premesse “filosofiche” della TAV, ho potuto esprimere un giudizio motivato sull’opera.
In realtà, la parte più interessante, quella delle valutazioni politiche sul ruolo di noi cattolici nella vicenda, deve ancora venire. Mi ci vuole un po’ di tempo. Il blog è nato, puntata dopo puntata, sull’urgenza di arginare, pur con pochi mezzi, la disinformazione dilagante sulla TAV. Ora sento il bisogno, prima di procedere, di strutturare il blog in modo più completo, per poi sviluppare il tema centrale con più accuratezza.

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Un pensiero su “ZERI IN LIBERTA’/1

  1. Pingback: IL SENATORE ESPOSITO VUOLE VEDERCI CHIARO SULLA TAV TORINO-LIONE. SPERIAMO ANCHE IL MINISTRO LUPI… E ANCHE “TEMPI”. | lafilosofiadellatav

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