L’hai fatta la tua, don Piero!….

Come si fa, come si fa a non spezzare una lancia in favore di don Piero Corsi, il parroco di San Terenzo di Lerici che l’ha fatta davvero grossa?…. credo che un tale clamore mediatico non l’abbia sollevato nemmeno Martin Lutero, quando affisse le sue famose 95 tesi sulla porta della chiesa del castello di Wittenberg.

Che disastro ha combinato il parroco?… Ebbene, ha osato affiggere sulla porta della sua chiesa un articolo del sito cattolico “Pontifex”, dove si diceva che le violenze sulle donne sono causate anche dalle donne stesse, quando si vestono in abiti succinti. Ebbene, credo che se avesse voluto provocare apposta uno sdegno corale in tutta l’Italia, e mobilitare tutti, ma proprio tutti i media, don Piero non avrebbe potuto far di meglio.

E’ uno strano Paese, questo. Dove tutti si indignano per un Fiorito che ha speso, in cene e  varie amenità, qualcosa come un milione di euro in contributi elettorali. Scorretto, certo. Ma si sa, questo è un limite della democrazia rappresentativa. E poi, lo faceva solo lui?… Mi son fatto l’idea che, se questo è il problema, si farebbe prima a contare quelli da non inquisire.

E però tutti stanno zitti, e nessuno sembra voler andare a vedere, quando una banca il cui rating è “junk” (spazzatura), riceve un finanziamento di QUATTRO MILIARDI DI EURO dallo Stato. Sembra una cosa legale e normale, la seconda. Doverosa. Vorrai mica lasciar andare a male la banca più antica d’Italia?…

Tutti si indignano di un politico che – forse – potrebbe essere andato, a pagamento, con una ragazza di diciassette anni e mezzo, ma ne dimostrava anche 20, e gli si fa un processo apposta per lui, spendendo, immagino, quantità industriali di soldi del contribuente. Ma glielo si fa solo a lui, il processo, credo sia l’unico caso o giù di lì, in tutta la nazione. Al tempo stesso, nelle periferie di tante nostre città ci sono tante povere figliole che battono i denti dal freddo sui nostri marciapiedi, e sembra che a nessuno importi nulla.

Ora, ci si indigna tutti coralmente per l’uscita di don Piero Corsi, che – certo, s’è capito! – è uno che va spesso e volentieri sopra le righe, e anche di fuori dalle righe. Ma non hanno davvero altro da scrivere i giornali, o da notiziare i TG?

Però, nemmeno una parola sul Governo che affossa le scuole paritarie bastonandole con l’IMU, mentre al tempo stesso  nega loro ogni contributo dignitoso in direzione della effettiva libertà di educazione da parte dei genitori-contribuenti. Eppure, l’educazione dei giovani è importante perché i rapporti tra i due sessi siano equilibrati!…

E nemmeno una parola sul Governo “salvatore della patria” che, con lo Stato sull’orlo della bancarotta di 2.000 mld di euro di debito, se non già dentro, e nonostante la Corte dei Conti gli dica che proprio non è il caso, insiste a voler spendere da 20 a 100 MILIARDI DI EURO (di tanto aumentano certi preventivi, in corso d’opera!) per fare un buco in terra di ferrovia che non serve a niente, se non a garantire una rendita a chi lo sta scavando. Anzi! Gli si fanno i complimenti, al Governo, perché così porterà “progresso & sviluppo”!

Ma s’è capito come vanno le cose, da queste parti, e non ci meravigliamo per nulla.

Però sul tema della violenza sulle donne non si scherza. Io credo che don Piero abbia  sparacchiato un po’ a lato.  Ovvero, non credo che le giovani donne che hanno subìto violenza di gruppo in India, ma succede brutalmente non poche volte anche in Italia, vestissero abiti succinti. Il punto è un altro. Ed è che, come diceva il grande  intellettuale cattolico del ‘900, Pier Luigi Zampetti, nella società dei consumi siamo tutti materializzati. L’anima c’è, ma è sedata apposta. Non dobbiamo pensare. Non siamo stati educati ad amare. Ma principalmente a consumare. Anche noi stessi, e l’altro. O l’altra. Questo tende ad avvenire correntemente, e consensualmente.  Le conseguenze di questo, anche se non le leggiamo sui giornali, sono molto pesanti.

Però, questo sta bene a tutti, mi pare. Non c’è giornale o TV che protesti. Anzi. Sono proprio i modelli di materializzazione e di esibizione che vengono spinti all’estremo dai media.

E quando siamo materializzati, quando siamo abbrutiti dalla mancanza di educazione e di senso della vita, succedono le cose brutte che poi l’annunciatrice di turno, con viso contrito, ci riferisce al TG. Salvo poi sorridere nuovamente a comando, pochi secondi dopo, per l’ultima sfilata di moda. Poi ci sarà la partita di calcio che finalmente ci galvanizza e ci ritira un po’ su dopo tutte ‘ste tristezze, e infine l’immancabile raffica di spot pubblicitari, a chiudere. E’ schizofrenica, questa cosa.

Ma già, don Piero ha toccato il nervo scoperto del “femminicidio”. In realtà, questa è “antilingua”. Questo sistema lavora apposta per creare contrapposizione, anziché sinergia, tra uomo e donna. In realtà, anche l’uomo è vittima. In generale, l’uomo che colpisce la sua donna lo fa perché è frustrato culturalmente, professionalmente, e direi ancor prima nell’anima. Non c’è vera educazione del popolo, quella che solo la libertà di educazione – il buono scuola – può garantire. La società dei consumi ha allora campo libero per creare mostri e mostriciattoli vuoti d’anima. L’uomo è confuso e disorientato. E allora se la prende con la donna che gli sta accanto.

Solo nella misura in cui educhiamo davvero l’uomo, nei termini che ho detto, egli potrà riacquistare la consapevolezza di sé. Allora migliorerà la sua relazione con la donna. E anche tutto il resto andrà meglio. Garantito.

La politica di stampo radicale fa saltare l’umanità del popolo. Caso esemplare sono gli USA, dove le stragi da serial-killer impazzito sono ricorrenti. Non basterà portare armi e munizioni allo smaltimento, se non si disarma prima il materialismo edonistico.

Hanno quindi la coda di paglia, i critici di don Piero. Quello del “femminicidio” è allora un falso problema, un alibi per la mancanza di educazione dell’uomo, ma anche della donna medesima, certo. Tutti e due sono sulla stessa barca. La soluzione sta nella libertà di educazione del popolo, e nella sussidiarietà.

Per quanto riguarda gli abiti succinti, ho sempre pensato che il vero fascino di una donna  risieda nel modo in cui ella “si tiene”, e cioè nel senso del pudore che la sua femminilità esprime.

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2 pensieri su “L’hai fatta la tua, don Piero!….

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