Caso Boateng. Ancora l’ennesimo alibi alla mancanza di educazione del popolo!…

Oggi, ancora in crescendo, concludo su una cosa ancor più seria: il caso Boateng.

Una delle cose che per vari motivi mi sono mancate nella vita, e che rimpiango – ma me faccio una ragione – è lo sport. Sia a livello di sport guardato, che, assai maggiormente, di sport praticato. Lo sport, ovviamente nella accezione di  elemento per la formazione del temperamento, ancor prima che del fisico, della persona, è prezioso.

Detto questo, anche a non essere pratici di calcio, non si può tacere dopo aver visto oggi “in mezz’ora” su RAI3, dove il tema trattato oggi da Lucia Annunziata è stato quello del noto episodio dei cori a sfondo razziale dei tifosi della “Pro Patria” Busto Arsizio, contro il giocatore ghanese del Milan, Kevin Prince Boateng.

In queste circostanze bisogna tenere la lucidità di non lasciarsi condizionare dalle consuete derive strumentalmente fuorvianti, e andare a cogliere il nocciolo della questione.

E la questione, cari amici, è sempre, sempre quella: come per la violenza sulle donne, piuttosto che sulla vicenda delle riprese di “Gomorra 2” a Scampia, c’è chi inesorabilmente ha interesse a spostare l’attenzione dalla causa – la mancanza di sussidiarietà e di libertà di educazione del popolo con il buono-scuola, agli effetti.

Giustamente, dall’Annunziata, “Ruggerone”, giovane e responsabile tifoso colored (ciao caro, che piacere vederti!!!… siamo stati insieme volontari a  Milano, alla “Giornata mondiale delle famiglie!…)  della “Pro Patria”, ha fatto osservare che, nelle partite di calcio, dare del “cornuto” all’arbitro è sempre stato un superclassico. Ma non se ne è mai fatto un dramma, come in questo caso.

In altre parole, in attesa di tempi migliori, nei quali il popolo sarà più educato, in senso lato, e quindi lo sport sarà- come sarebbe piaciuto aver fatto a me – una delle modalità possibili per misurarci con i nostri limiti, e per confrontarci positivamente con “l’altro-da-me”, è chiaro che c’è stato, c’è e ci sarà un tempo nel quale i temperamenti più grezzi, o, appunto, meno educati, si esprimeranno in modo sguaiato, non appropriato. Non pertinente. Premesso che oggi il calcio è più che altro un grande business, nel quale l’approccio sportivo trova  difficilmente posto, il problema non si risolve con atteggiamenti censori, ma primariamente con quella educazione del popolo che gli ideologi, per loro scelta, si guardano bene non solo dal fare, ma anche dal lasciar fare.

L’Annunziata ha detto che tutto il mondo ci guarda, scandalizzato dall’episodio razzista… ma per piacere. Gli altri, fra i quali paesi molto “civili”, hanno le loro grane a cui pensare, ben più grosse delle nostre. Esempio, in Gran Bretagna, in vent’anni più di 3 milioni di embrioni umani distrutti e/o surgelati in pratiche di fecondazione artificiale. Preoccupiamoci prima di tutti questi decessi intenzionali, casomai. Tutte queste ipocrite “dita puntate” sono strumentali.

Che deve fare un arbitro al quale dagli spalti viene dato del “cornuto”? Se è un professionista serio, che ama il suo lavoro – diversamente non lo potrebbe fare –  capirà il contesto di povertà culturale di chi ha ha lanciato l’insulto, e tirerà diritto, sangue freddo, a dirigere la partita. Fino in fondo. Se poi ha a cuore il problema, potrà impegnarsi, anche lui, nei tempi e modi in cui potrà, nell’educazione del popolo. Questo è il vero sport. Se vogliamo davvero guardare in faccia il problema.

Così dovrebbe fare, a mio parere, Kevin Prince Boateng. Mi auguro che il giovane atleta non si lasci condizionare da cattivi consiglieri, e per davvero lasci l’Italia. Sarebbe solo uno spostare il problema. Anzi, per lui sarebbe finita: in qualunque posto andasse, basterebbe una pernacchia, uno sberleffo gutturale, e  dovrebbe scappare da un’altra parte. Fino alla prossima volta, fino in fondo al mondo. Non è così che si fa. Spero, per lui, che qualcuno glielo dica.

Un’ultima cosa. Non è sfuggito che Lucia Annunziata, nella trasmissione, ha voluto accomunare gli insulti a Boateng alla nuova, ennesima vicenda giudiziaria del gruppo della Lega Nord al Senato, messo sotto inchiesta dalla Procura di Roma. Anche questo, come Gomorra 2, è un film già visto. Si è già visto che, specie in tempo di elezioni, in certi “mirini” ci finiscono sempre i soliti. E gli altri, tutti “puliti”?… Non è dato saperlo, certo. Però, ripeto, a confronto degli “spiccioli” delle spesucce della Lega al Senato, non mi risulta che qualcuno ci voglia spiegare, o andare a vedere, perchè lo Stato deve investire ben 3,9 MILIARDI di euro del contribuente, in junk-bond (Standard & Poor dixit ) per salvare dal fallimento la banca più antica d’Italia… quando si dice il doppiopesismo…

 

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2 pensieri su “Caso Boateng. Ancora l’ennesimo alibi alla mancanza di educazione del popolo!…

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