TAV e Dottrina sociale: abbiamo un problema, anzi, diversi

…meno male, meno male che qualcuno l’ha scritto, qui!… Questa cosa l’avevo notata anch’io, ma non avevo avuto tempo e modo di segnalarlo. Bisognerebbe stare tutto il tempo al computer, già ce ne passo anche troppo.

E’ un grosso, grosso problema. L’ultima, appena segnalata nel link precedente, è che In Vaticano, alla Commissione “Giustizia e Pace”,  siedono in posizione di responsabilità persone che non si rendono conto della realtà, e scrivono cose gravemente fuorvianti. Ma non è cosa di oggi! Già, la Nota “Per una riforma del sistema finanziario internazionale nella prospettiva di un’Autorità pubblica a competenza universale”, presentata dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace il 24 ottobre 2011, si caratterizzava per contenere molti elementi anch’essi fuorvianti.

La cosa succede, purtroppo, anche in Italia.

Mi riferisco alle “Settimane sociali dei cattolici italiani” che, per quanto ho avuto modo di vedere io nelle ultime due edizioni, esaminando accuratamente i “documenti preparatori”, è anch’essa una iniziativa, promossa a suo tempo da quel gigante che è stato il beato Giuseppe Toniolo, caduta in mano di un gruppo dirigente assolutamente non adeguato.

E’ poi di pochi giorni fa la pesante correzione che mons. Luigi Negri è stato incredibilmente costretto a fare, di sua iniziativa, su dichiarazioni del tutto improprie e inopportune che abbiamo visto provenire nientemeno che dal vertice della CEI e dall’Osservatore Romano. Il relativo articolo linkato, per la precisione, si riferisce solo alla CEI. Circa l’Osservatore, ho visto passare la notizia sulla striscia informativa di RAI24news e, secondo me, basta e avanza. Nessuno, in certe posizioni, può permettersi il rischio di essere anche eventualmente frainteso.

Circa l'”Avvenire”, sono poi note le sconcertanti posizioni del Direttore Marco Tarquinio, sul caso recente dell’appoggio al priore di Bose, Enzo Bianchi, nella circostanza delle sistematiche deviazioni dottrinali espresse da Bianchi segnalate dal teologo Mons. Antonio Livi. Come qualcuno di voi ricorderà, la cosa ha dato luogo ha un acceso pubblico scambio di lettere, poi la cosa si è acquietata e tutto è rimasto come prima. Anche questo non va bene. Ma ricordo perfettamente, con sommo dispiacere, le incredibili posizioni di irresponsabile fiancheggiamento del giustizialismo più ideologico, espresse dal “quotidiano di ispirazione cattolica”, al tempo della condanna definitiva del già Presidente della Regione Sicilia, Totò Cuffaro.

La cosa sta diventando gravissima. Ed essendo ormai manifesta, non può essere taciuta. A questo punto, credo sia indispensabile non sottovalutare la questione. Anzi, questa va affrontata prima possibile, con lucidità e determinazione. Chi può, faccia qualcosa.

Da parte mia, ho dovuto constatare che il segnalare gli elementi fuorvianti direttamente alle parti in causa in realtà non risolve la questione. Poiché esiste evidentemente un meccanismo psicologico per il quale chi è soggetto a deviazione ideologica, anche se questa gli viene mostrata in dettaglio, oppone una severa resistenza al suo riconoscimento.

Evidentemente, è necessario ricorrere ai canali a livello gerarchico più elevato. Come dicevo, chi può faccia qualcosa.

Un’ultima cosa: questo post, come alcuni dei precedenti, sembrano non avere una stretta relazione col tema del “blog”, che è “la filosofia della TAV”. In realtà, a parte alcune modeste licenze che mi sono preso, fin dall’inizio, nelle pagine principali del sito, ho spiegato che il tema della TAV può essere compreso – e risolto! – appieno, solo nell’ambito della Dottrina sociale della Chiesa cattolica. Nel cui ambito si sono mossi “i maestri” al cui insegnamento mi sono riferito per smontare il meccanismo della”filosofia” della “grande opera”.

Quindi, “tutto si tiene”, e ciò che pregiudica la Dottrina sociale, come i casi riportati nel presente post, pregiudica anche la soluzione del caso TAV e, assieme, quanto vi è di “bene comune” nelle sorti della nostra Italia. Doveroso quindi che io ne ragioni in questa sede.

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Un pensiero su “TAV e Dottrina sociale: abbiamo un problema, anzi, diversi

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