Riflessione elettorale/2

Il tema di Todi/3 che è saltato è caldo, quindi va ribattuto con questo contributo che condivido pienamente,  e che si può ben ricollegare a quanto ragionavo ieri nel post /1. Meno male che non siamo, politicamente, proprio soli soli!…

Mi corre l’obbligo di segnalare che, in coda ai valori non-negoziabili, ieri ci ho messo anche l‘affaire TAV.

Era una piccola provocazione, certo. Se dietro ai VNN che sono la  vita, la famiglia e il matrimonio (tutti naturali, si capisce), e la libertà di educazione col buono-scuola, si comincia a metterci anche la politica infrastrutturale con la TAV, allora non si finirebbe più di essere inclusivi. Si farcirebbe la povera “agenda” con troppe intenzioni.

D’altronde l’annotazione sulla TAV era d’obbligo. Poiché su questo tema è nato da poco questo blog, e per più di un motivo:

  • la portata macro-economica: si sta ragionando infatti, per la Torino-Lione, di una “grande opera inutile” di un ordine di grandezza finanziaria stimabile complessivamente dai 20 ai 100 miliardi di euro, tutti pubblici, in un’Italia sull’orlo della bancarotta, se non già dentro. Mi sia consentito qui di ricordare qui anche il triste, poiché strutturalmente  criticissimo e trasportisticamente peggiorativo, caso TAV di Firenze. Qui l’ordine finanziario è certamente inferiore. Per la “città del fiore” si parte, tutto compreso, da un ordine di grandezza variamente stimato da 1,5 a 3  miliardi di euro. Il problema, con la TAV, è però che, una volta partiti, non si sa mai dove si arriva: la nuova tratta in galleria Firenze-Bologna è costata minimo CINQUE VOLTE il preventivo iniziale. Ed è stata voluta fare a dispetto della concreta possibilità di potenziare efficacemente la DD storica, a un costo per l’erario 50 VOLTE inferiore a quello sostenuto per la nuova linea.
  • Todi è una presenza laica, ma di matrice cattolica. I pur semplici argomenti infrastrutturali che ho portato al punto precedente, per quanto rilevanti, non fanno però la benché minima presa nel mondo cattolico. Anzi, il contrario. Le realtà cattoliche todine, quando non sono silenti, sono convintamente a favore della “filosofia della TAV”. Questo è il caso della CISL e dell’MCL.

Mettendo a fuoco il rapporto tra fede e ragione, mi colpiva il fatto che, per ragione, sia giustamente possibile credere nella presenza benevola del Creatore. E però, evidentemente, per la stesso uso di ragione, non si riesce a valutare l’opportunità o meno se fare o no una ferrovia! In realtà, l’apparente paradosso ben si spiega con la sudditanza, prima culturale e poi politica, di noi cattolici al keynesismo liberalsocialista, come spiego nel testo base di questo blog.    

Bene, andiamo avanti e vediamo che succede da qui al 24 febbraio.    

 

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Un pensiero su “Riflessione elettorale/2

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