Taglio del nastro TAV a Torino-Porta Susa. “Paure” e “istinti” irrazionali hanno turbato la cerimonia. Ma da che parte vengono le minacce?

Il Presidente del Consiglio uscente, Mario Monti, nell’inaugurare a Torino la nuova stazione TAV di Porta Susa, era atteso fuori dalla nuova struttura da un gruppo di dimostranti NO-TAV. Poi “caricati” dalla polizia.

Monti ha commentato il fatto riferendosi alle

paure istintive e devastanti che hanno frenato la realizzazione e l’ammodernamento di opere pubbliche importanti.”

come appunto la nuova TAV Torino-Lione, che anch’egli, come i suoi predecessori, vorrebbe fare.

Qui, desidero solo osservare come la notizia sia stata data al TG3 meridiano di oggi,  in significativa concomitanza con quella dello sfondamento del tetto dei 2.000 miliardi di euro del debito pubblico. Siamo infatti, secondo quanto annunciato, a quota 2.020. Il debito dovrà poi calare nuovamente, ha detto lo speaker del TG, verso la fine dell’anno. Mi, segno, per sfizio, questa ottimistica previsione, per verificarla alla scadenza annuale. Si è visto, infatti, che c’è in giro molta gente che spara “panzane pazzesche”.  Non sarà infatti facile, sulla montagna di debito pubblico che ci grava addosso, già solo riuscire a pagare gli interessi. Che, un giustamente preoccupato Presidente della Repubblica Napolitano dixit nel suo recente messaggio di fine anno, ammontano MINIMO a 85 miliardi di euro all’anno.

Considerato che la TAV Torino-Lione, oltre ad essere una “grande opera inutile”, anche dal punto di vista liberale, come si può leggere qui, verrebbe a costare dai 20 ai 100 miliardi di euro pubblici – oppure 200 miliardi, secondo quanto paradossalmente  si augurava il settimanale “Tempi” (editoriale sul n. 48/2012), giudicate voi quale sia la vera fonte della “devastazione”.

Per quanto riguarda gli “ammodernamenti” delle infrastrutture auspicati da Monti, giova ricordare che la linea storica Torino-Lione è stata giustappunto da poco ammodernata, con la spesa di circa 700 mln di euro pubblici. Soldi che, facendo la nuova linea, verrebbero buttati via. Attualmente, risulta che la suddetta linea storica, appena potenziata, sia utilizzata ad appena circa UN QUARTO della sua capacità.

Queste cose Monti le sa, perché la Comunità Montana della Val di Susa e Val Sangone, gliele ha scritte in questa lettera, con senso di responsabilità e doveroso rispetto istituzionale.

Non dobbiamo stupirci. Come scrivevo ieri in questo post, nell’anniversario della tragedia dell’isola del Giglio, la cultura politica, ancor prima che quella di governo, che ha portato la “Concordia” a squarciarsi sugli scogli (ed è andata ancora bene, rispetto a quello di ben peggio che sarebbe potuto accadere), è la stessa che porta all’affondamento ad “Alta Velocità” delle casse pubbliche – e quindi del Paese – con la TAV.

Purtroppo, i tempi non sono ancora maturi per uno schiarimento non dico delle coscienze, ma semplicemente degli intelletti. Teniamoci stretti alla maniglia, la sveglia ce la darà lo schianto che sta per arrivare.

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