Monte dei Paschi di Siena: the “black hole”

Torna di prepotenza alla ribalta il caso Monte dei Paschi, del quale peraltro avevo già ragionato in questo post del 19 dicembre scorso.

Ora, qui dico solo poche cose impellenti: è un po’ buffo che il Monte riempia solo adesso le prime pagine dei giornali, quando avrebbe dovuto farlo fin dalla fine dello scorso novembre, al momento che saltò fuori la notizia della faccenda dei 3,9 mld di euri dei Monti junk-bond. Anche senza il recente ulteriore gran botto della “mina” dei derivati, era però già lampante che si trattava dell’ennesimo mega-tonfo “pilotato” della finanza italica, da scaricare con eleganza sul groppone del contribuente. Invece, tutti zitti. Sembrava una cosa normale.

Se vi fosse già capitato di frequentare questo blog, immaginerete già quello che sto per dire, e cioè che non dobbiamo assolutamente stupirci, anzi la cosa è perfettamente regolare.

Diceva l’economista Stefano Zamagni in un’intervista a “Tempi” (n.26/2010) che:

Oggi chi governa la finanza è la massoneria, non è un segreto”.

Trattasi infatti dell’ennesimo inevitabile “danno collaterale” da mancanza di sussidiarietà e “società partecipativa”.

Finché il “popolo delle famiglie” non riuscirà a guadagnare il primato di soggettività globale che gli spetta, quindi anche politica, economica e finanziaria, questi episodi sono fatalmente destinati a ripetersi. Qualcuno di voi  ricorderà il “crack” della Cassa di Risparmio di Prato. Anno 1988, un buco da 1.100 miliardi di lire. Non ha insegnato niente. Certo, ora il Monte sembra aver polverizzato ogni record: i “vecchi” 3,9 miliardi di euro di Monti MPS/junk-bond, ai quali leggo in rete che c’è aggiungere un ulteriore importo, appunto in seguito a operazioni di “finanza creativa” (beh, stiamo imparando bene dagli anglo-sassoni, noi italici mediterranei!), che oscilla dai 220 ai 740 milioni di euro.

Appunto, la cosa comica è che ci si scandalizzi in massa solo adesso! I 3,9 miliardi di due mesi fa non avevano fatto effetto,  si vede che ci voleva il “rinforzino”… scusate, mi sto lasciando prendere la mano.

Fa pensare il fatto che la cosa non sia saltata fuori nemmeno nel 2009, quando il ministro Tremonti, Governo Berlusconi, sganciò a favore del Monte, già in severe difficoltà, una prima emissione di bond, per ben 1,9 mld di euro. Quelli che ora sono scaduti, come è noto, e che rientrano nel pacchetto attuale dei Monti MPS/bond. Strano, no?… Governo Berlusconi, che, senza nulla eccepire, soccorre – sempre a carico del contribuente, s’intende – la “banca rossa”, come sanno anche i bambini dell’asilo… mistero. Dal PdL, Angelino Alfano ha auspicato una commissione d’inchiesta. Boh. Chissà che ne verrà fuori!… e chissà quando… esisterà ancora questo blog?!?… mi vedo già centenario incanutito, a digitare la tastiera con mano malferma, per darvi conto delle risultanze dell’inchiesta.

Per ora registro – giusto per farci una sana risata, visto che tanto paghiamo sempre noi  – la dichiarazione di Monti circa la vicenda MPS:

confusione sollevata per motivi elettorali”

Ma anche Colaninno junior, Matteo, è categorico e taglia corto:

niente strumentalizzazioni, la politica non deve entrare nelle banche”

Largo ai giovani, perbacco!… avercene, di questi.

E come si fa a non ricordare, sempre per mantenere il buonumore, che Giuseppe Mussari, già presidente del Monte, era approdato alla presidenza dell’ABI?… la realtà supera ogni fantasia.

Battute a parte, ricordo che, ciascuno a suo tempo e per la sua parte, sia Berlusconi, che Monti e Bersani, hanno fatto manganellare e gassare a lacrimogeni i valsusini, riluttanti a far passare quel keynesiano inutile buco in terra che è la TAV Torino-Lione. Spesa stimata dell’opera: dai 20 ai 100 miliardi di euro, tutti pubblici. In confronto, quelli del Monte dei Paschi sono spiccioli. Debito pubblico attuale: oltre 2.000 mld di euro. Interessi annui sul debito: minimo 85 miliardi.

Sulla TAV, tutti si guardano bene dal chiedere una commissione d’inchiesta.

Comunque, la previsione sull’esito finale del caso MPS è facile: tarallucci e vino. Le polemiche politiche di facciata, ora molto calde, si acquieteranno. Gli scheletri nell’armadio sono in molti, ad averceli. Entro marzo l’operazione Monti MPS/junk-bond verrà perfezionata, indebitando lo Stato per altri 5 miliardi di euro.

L’alternativa?… ha avuto ragione Beppe Grillo (nessuno le sbaglia mai veramente tutte!…) all’assemblea degli azionisti: si vende il Monte al miglior offerente, anche straniero – perché per l’italianità abbiamo già dato – l’intero gruppo dirigente se ne va dritto a casa, e si vanno a vedere le responsabilità penali.

Ho ripreso a scherzare. Non ci sarà nessuna commissione d’inchiesta. Quanto all’azione penale esperita nei confronti dei responsabili del dissesto, finirà anch’essa a tarallucci  e vino. Quanto ai responsabili politici della vicenda, seguiteranno a tirare le fila del teatrino senese, come in passato.

E noi resteremo in attesa del prossimo  sCOOP!

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2 pensieri su “Monte dei Paschi di Siena: the “black hole”

  1. Pingback: MPS Monti-Bond/Monti: “contrordine compagni”?Magari!… « lafilosofiadellatav

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