Siccome “IO AMO L’ITALIA”, ho deciso per chi votare!…

Allora, è andata così. Questa girata, per ovvi motivi, stavo meditando di andare al seggio e annullare le schede… Però, dài, non diamo nulla per scontato, e – come è giusto –  facciamo il punto della situazione.

Già, in qualche post precedente, avevo scritto che anche nel “poco bono” c’è una graduatoria, una classifica. Al peggio del peggio della politica, quasi ex-aequo, c’è uno scontro tra colossi: Bersani e Monti. Delle rispettive “agende” (argh!… quanto è stucchevole il politichese/ecclesialese… ma chi è lo squallido che ha tirato fuori per primo “l’agenda”?), avevo parlato a suo tempo, qui e qui, per esempio, ma anche molte altre volte, specie sul caso-MPS e sulla sussidiarietà negata.

il PD

In sintesi, Il PD è improponibile, in primis, proprio perché ontologicamente è il PD: la sinistra, da che mondo e mondo e per sua libera scelta, esprime il massimo dello statalismo, e quindi è nemica giurata della sussidiarietà e della libertà di educazione, per privilegiare la scuola “pubblica”, nella quale, dal 1789 in poi, lo Stato, giorno dopo giorno, mediamente fa il suo sistematico lavoro anti-sussidiarietà sulle coscienze dei giovani.

Anzi, siccome anche la scuola cattolica parificata, ad esempio, è ugualmente “pubblica”, il PD dovrebbe avere l’onestà intellettuale di dire che vuol privilegiare la “scuola di Stato”, rispetto a quella “pubblica” non statale, ma non si può poi pretendere troppo dal partito di Bersani. Un minimo di cortina fumogena, di gioco delle tre carte, ci vuole.

Inoltre, si sa che il PD, appunto in quanto tale, sostiene il peggio del peggio in fatto di coppie di fatto omo ed etero, più o meno registrate, parità di genere, aborto e eutanasia. E qui, ragazzi, con questo “pacchetto” di morte e di sfascio della società umana in quanto tale, il sorriso, pur amaro, tende a sparire. Vengono piuttosto i brividi. Last but not least, il partito è stato il primo attore nello sbancamento del MPS, il che rientra nel fatto, altrettanto fisiologico, che siccome – a quanto si è letto – organismi come il Monte dovevano contribuire al  mantenimento del Partito, poi le cose per forza vanno male.

Monti

Monti “doctor satanicus”affossatore subdolissimo delle scuole non statali e di tutto il non-profit con l’IMU, lasciando agli Enti l’alternativa, se non vogliono pagare la tassa municipale-killer, di lasciare direttamente il loro patrimonio nella mani dello Stato, in caso di chiusura. Gli Enti non-profit possono scegliere da quale finestra saltare. “Com’è umano lei!…”, avrebbe detto Fantozzi. Anche il prof è stato gayo il giusto, con la ministra Fornero che si proponeva di fare corsi anti-omofobia e parità di genere fin dalla scuola primaria. Il prof “salvatore dell’Italia”, sotto il cui sgoverno il debito pubblico ha sfondato il muro dei 2.000 miliardi di euro. E, ovviamente, il prof tecnocrat-compassato oligarca, membro del Bilderberg e della Trilaterale, quei club privé dove si decidono, in pratica, i destini del mondo, dietro il paravento della democrazia rappresentativa. Monti oltre tutto antipaticissimo, con la sua spocchia supponente.

 Berlusconi

Il mascelluto e pettoruto è stato il candidato del quale ho parlato di meno, nel blog, forse solo qui, direttamente, ma di riflesso ne ho accennato nei commenti alle “agende” bersaniane e montiane.

…attenti a quei tre!…

D’altronde, tirando le somme, i tre candidati hanno davvero molto in comune: Berlusconi, come Bersani e Monti, è un keynesiano convinto… si può essere liberal- democrat- o tecnocrat- keynesiani, ma, Signore e Signori, facciamo molta attenzione:  in sostanza la ricetta è sempre quella: “società dei consumi”, che erode l’anima del popolo col materialismo edonistico, “crescita & sviluppo” a spese dell’erario, e quindi bancarotta assicurata (non a caso i tre cavalieri dell’apocalisse sono convinti PRO-TAV, e non è poco), raus  ai princìpi non negoziabili (vita, famiglia naturale, matrimonio, buono-scuola) e alla sussidiarietà. Statalismo andante, pletorico e bancarottiero, anche nel PdL che ha fatto tanti discorsi, ma in vent’anni il buono-scuola non ce l’ha dato. Così si è anche fatto tagliare l’erba sotto i piedi dai suoi avversari.

Tutti e tre i nostri protagonisti, poi, sono stati coinvolti – a vario titolo – nella dèbacle del Monte dei Paschi, vicenda che resta a totale carico delle casse pubbliche. Tutti e tre sono, pur in varia misura e convinzione, omofili.

il voto utile

…e qui mi devo correggere, sono stato inesatto: come dicevo, nel peggio c’è sempre una classifica, e qualcuno, negli schieramenti sopra indicati, la sussidiarietà l’ha fatta: Roberto Formigoni, Presidente della Regione Lombardia, quella meglio amministrata d’Italia e dove i cittadini avevano la maggior libertà di scelta fra i servizi educativi e sanitari, ed i migliori livelli di qualità, con la minor spesa. E’ per questo che l’hanno fatto fuori. Peccato che il suo PdL non abbia eccepito granché… d’altronde, nel partito in maggioranza son liberali. Formigoni, comunque, è candidato, e sarà certamente in Parlamento. Meglio così.

Quindi, fra i tre, in teoria si potrebbe votare il meno peggio Berlusconi. Anche perchè il Cav. ha dalla sua il fatto che, nel suo ultimo Governo, gli è stato praticamente impedito di svolgere il suo programma, da un altro potere dello Stato… quindi, in teoria, lui potrebbe ora legittimamente chiedere agli elettori un’altra chance. Però, davvero, il problema di fondo con Berlusconi è che lui è, d’istinto, un paternalistico liberale keynesiano. “Ghe pensi mi”.

Del keynesismo parlo estesamente nella pagina centrale del blog. Seriamente: è un sistema di pensiero politico dal quale non caviamo nulla, anzi, ci porta a fondo solo un po’ più lentamente della sinistra, ma ci porta a fondo lo stesso. La sola cosa che potrebbe salvarci è la Dottrina sociale, ma quella, si capisce,  nessuno degli oligarchi, grandi e piccini, la vuol fare, perché in tal modo essi perderebbero potere.

“Ma”, direte voi, nel PdL “c’è Formigoni”, e forse anche altri due o tre… “e poi, senno’, vince la sinistra, che, mettendosi con Monti, farà sfracelli da ogni punto di vista”.

Ne convengo, sono argomenti del tutto ragionevoli. Però son vent’anni che stiamo facendo questo discorso, e siamo ancora al punto di partenza. Non se ne può più. E’ vero, c’è stato il fattore “M” che ha totalmente destabilizzato il Paese, falsando ogni equilibrio, ma è anche vero che il Cav. l’unica cosa che doveva davvero fare, darci il buono-scuola, non l’ha fatta. Solo quello doveva fare, e sarebbe stato ricordato dalla Storia. Invece, nulla. Poveretto, non ci arrivava proprio. E così, politicamente, il bilancio del suo ventennio resta pressoché fallimentare. Il Berlusca ha Formigoni, è vero, ma nel partito i sussidiari come Formigoni sono in nettissima minoranza rispetto al pescecane Verdini, agli iper-laicisti Bondi e Galan (che li detestano), ai politicamente insignificanti yes-men dirigenti d’impresa come il pro-beagle Schifani, e al corpaccione ad personam del partito medesimo.  E poi, mi dà fastidio vedere Alfano che si fa trattare come una marionetta dal boss. Quindi, io il PdL non lo voto.

La tragedia, cari amici, è che in questo sventurato Paese dovremo toccare il fondo. Io credo che succederà comunque, e, siccome questo è il trend, tanto vale dare un segnale forte di cambiamento. Ora, subito. Siamo a un punto tale, come tanto ho scritto nei post e nelle pagine di questo blog, che a mio parere bisogna provare a dare una virata forte alla nostra rotta.

Le frattaglie, oppure i cespugli

Non si salva nessuno: Giannino liberale anche lui, Pier Ferdinando Casini finto cattolico moderato e vero liberale, totalitario andante anche lui, tutti e due keynesiani altavelocisti e tutti e due ultimamente disposti ad accomodamenti omofili, come gli altri.

Grillo, a dar retta ai sondaggi, anche se non è prudente farlo, tanto frattaglia non è, anzi, c’è chi lo dà davanti a Monti. Puo’ essere, ma non mi interessa per nulla… non risolve i problemi, e secondo me, se non smette di urlare, rischia l’ictus. Gli altri, sono pesci pilota a rimorchio degli squali, di qua e di là. Tranne uno.

Io amo l’Italia!…

Come vi dicevo in apertura, stavo meditando di annullare la scheda, quando mi sono ricordato di Magdi Cristiano Allam. Son dovuto andare apposta a cercarmi il suo programma elettorale in internet – in TV non l’avevo visto mai, sapete com’è, l’hanno messo un po’ nell’angolo, e il programma mi è piaciuto. Ora, dopo aver discettato abbondantemente dei “poco boni”, sembra che sul candidato che vado a votare il 24  febbraio, io sia stitico. Ma voglio lasciare a voi il piacere di andare sul sito web di “Io amo l’Italia”, e vedere qual è il programma del Partito per dare una sterzata al Paese. 

Non c’è da fare grandi discorsi. Si può riassumere il programma di Magdi Cristiano in tre parole: sussidiarietà, sussidiarietà e sussidiarietà. Libertà di educazione. Dottrina sociale della Chiesa cattolica. “Rivoluzione liberale”-truffa? Non c’è. Quella l’han già fatta gli altri, e si son visti i risultati.

Posizione critica verso questa Europa buro-oligarchica e, mica poco, SI’ AL MATRIMONIO TRA UOMO E DONNA (per ora siamo costretti a precisarlo, in attesa di tempi migliori), SOSTEGNO ALLA FAMIGLIA,  NO COPPIE DI FATTO, NO GAYEZZA. Siamo in pieno campo dei princìpi non negoziabili. Tengo a precisare che in tema di omosessualità, mi guardo bene dall’esprimere giudizi sulle persone. Sottolineo però che quello che è assolutamente distruttivo, e quindi totalmente inaccettabile, è la promozione dell’omosessualità come valore, la sua parificazione alla sessualità (che porta in sé, fin nella parola, la radice della diversità e della complementarietà fra uomo e donna), a rappresentare fattori totalmente lesivi della persona e della famiglia, e quindi – in ultima istanza – distruttivi dello Stato. I partiti – praticamente tutti – che avallano questo perverso disegno oligarchico, che procede potentemente a livello mondiale, se ne prendono l’intera responsabilità.

Su qualche punto del programma avrei qualcosa da discutere, ma si tratta di dettagli che potranno essere messi a punto successivamente.

E la TAV? Nel programma di Magdi Cristiano le infrastrutture non ci sono. Lui, da me interpellato via e-mail, mi ha risposto in modo ragionevole. Voglio dargli fiducia anche in questo campo. Poi, dopo le elezioni, gli manderò un po’ di materiale sulla TAV, alcune cose sulle quali tutti, e specie chi è in politica, è bene che siamo consapevoli e informati.

Che Dio e la Madonna assistano il Paese in questo  momento così difficile. In bocca al lupo Magdi Cristiano, NOI AMIAMO L’ITALIA!!! 

 

Annunci

6 pensieri su “Siccome “IO AMO L’ITALIA”, ho deciso per chi votare!…

  1. Pingback: ELEZIONI: ITALIA ANCORA IN ALTO MARE | lafilosofiadellatav

  2. Pingback: RIFLESSIONE ELETTORALE/2: IL RINNOVAMENTO DELLA POLITICA COMINCIA DALLA VITA | lafilosofiadellatav

  3. Pingback: RIFLESSIONE ELETTORALE/3: Una cartina di tornasole molto efficace | lafilosofiadellatav

  4. Pingback: Caso marò: Contrordine, “fratelli”! Rispediti in India. Questa è la fine di Monti in politica. | lafilosofiadellatav

  5. Pingback: Magdi Allam lascia la Chiesa cattolica. Come vuole. Però, non ha capito. | lafilosofiadellatav

  6. Pingback: 25 aprile 2013: come mai non ci sentiamo ancora liberi?!?… | lafilosofiadellatav

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...