RIFLESSIONE ELETTORALE/2: IL RINNOVAMENTO DELLA POLITICA COMINCIA DALLA VITA

Avevo scritto in dettaglio in questo post, prima delle elezioni, i motivi per i quali votavo per “Io amo l’Italia”, il partito di Magdi Cristiano Allam. In sostanza era la formazione, pur molto piccola, che meglio esprimeva la promozione dei “princìpi non negoziabili”.

Allam ha preso lo 0,1 dei voti.

Certo, la possibilità finanziaria, e quindi mediatica, del partito era davvero assai ridotta. Molto più modesta, ad esempio, di quella di “Fare”, di Oscar Giannino. Il quale nel tempo è stato bravo, con la sua professione, a farsi conoscere presso il grande pubblico. Quindi la mission di MC era davvero proibitiva.

Ancora una volta, come accadde a suo tempo  a Giuliano Ferrara con la sua lista di “moratoria” sull’aborto, i “princìpi non negoziabili” è proibitivo perfino farli conoscere, e comunque non passano. Si sa, la gente ai politici chiede la soluzione dei problemi dell’economia e del lavoro. Non viene data rilevanza politica al tema, per esempio, dell’aborto.

E’ anche noto, infatti, che il sistema della società dei consumi, con tutte le sue agenzie che si muovono in modo sinergico, induce sistematicamente la gente  a pensare che non vi sia alcun nesso fra la crisi economica e la demolizione dei PNN, che è insita nel materialismo edonistico.

Quindi, in mancanza della consapevolezza che invece questo nesso c’è, ed opera in modo micidiale, quanto vi era di “voto di protesta” verso i protagonisti storici della politica italiana si è incanalato non verso la promozione dei PNN, ma verso il M5S di Beppe Grillo. Ho accennato in passato al fatto che  il sistema di pensiero che è sotteso a quel movimento, abilmente guidato dal suo demiurgo, è una sorta di mondialismo gnostico informatico-utopistico, a carattere statalista, senza alcuna base realmente risolutiva dei problemi reali. Anzi: il M5S si è già palesato come acerrimo nemico delle  scuole paritarie, e quindi come dichiarato avversario della sussidiarietà e della libertà di educazione. Stavamo in pensiero.  Si vede che di oppositori alla libertà non ce n’era abbastanza.  M5S è comunque un fenomeno destinato a breve durata, come tutti quelli di questo tipo.

Della grave inadeguatezza del mondo cattolico a promuovere i PNN, nonostante il peso non irrilevante della gente che rappresenta, ho scritto recentemente in questo post post-elettorale. Nel quale non ho mancato di marcare linee propositive ben precise, per le quali si possa tirarci fuori dalla palude. Come ha esortato il Vescovo di Trieste, Giampaolo Crepaldi, questa volta dobbiamo cominciare a prepararci – da subito.

Che fare, dunque?… il verdetto delle urne ha annunciato infatti un futuro prossimo politico all’insegna dell’ingovernabilità, che contempla anche l’eventualità di una successiva, ravvicinata tornata elettorale.

Ebbene, un possibile e auspicabile punto di partenza potrebbe essere quello della petizione europea “uno di noi”, lanciata dai movimenti pro-life di tutta Europa, in difesa della vita umana nascente.

E’ una iniziativa importantissima, della quale vi avevo già parlato, e che, con l’occasione, raccomando ancora una volta alla vostra personale attenzione, da sottoscrivere (anche via internet) e diffondere per far sottoscrivere. Questo il sito web dell’iniziativa.

Ebbene, come potete vedere in questo approfondimento qui, su Avvenire, questa iniziativa è stata sottoscritta in modo unitario, in Italia, da almeno ben SEDICI associazioni e/o coordinamenti di area cattolica. Si può dire che, in questo numero, siano comprese tutte quelle realtà cattoliche che avevano presenziato i famosi incontri di Todi, quelli il cui scopo di trovare una convergenza unitaria sui PNN, nonostante puntuali e autorevoli suggerimenti che erano risuonati, era poi clamorosamente fallito.

Su questa possibilità di ricomposizione unitaria sui PNN, così si esprime Carlo Casini, Presidente del Movimento per la vita italiano:

…Non entriamo nei labirinti degli schieramenti partitici e delle alleanze, ma vogliamo puntare all’essenziale. Se non ci troviamo uniti tra credenti nell’affermazione che anche il concepito è uno di noi, su quale altro terreno civile – quale che sia l’appartenenza partitica – troveremo ragione di unità? Il sogno è che il dispiegarsi della campagna “Uno di noi” strutturi l’unità del popolo della vita, travolga i confini dei partiti, incoraggi governanti e parlamentari, divenga strumento di dialogo con tutti, così che l’unità dei cristiani sia presagio e motore di una unità più grande”. (dall’editoriale sul n. 1/2013 della rivista “Sì alla vita”)

So che non è facile, ma bisogna provarci. L’Europa vera, quella del “popolo della vita”, lo esige.

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