RIFLESSIONE ELETTORALE/3: Una cartina di tornasole molto efficace

A “bocce ferme” dopo il risultato elettorale, abbiamo sentito dire a un TG che il “Financial Times” ha scritto che “l’Italia non vuole il rigore”, perché non ha votato Monti.

Rigore, Monti?… Dunque, Il debito pubblico sotto Monti ha brillantemente sfondato la soglia-record dei 2.ooo miliardi di euro, sui quali maturano annualmente, minimo – così ha detto il Presidente della Repubblica Napolitano nel suo messaggio di fine anno, 85 miliardi di interessi.

La cartina di tornasole è la TAV. Fino a prova contraria, i dati dimostrano che, specie nel contesto di finanza pubblica sopra descritto, TAV fa rima con bancarotTAV.

Ebbene, Monti, peraltro in perfetta linea linea con i suoi predecessori, ha militarizzato, con i soldi del contribuente, la Val di Susa per provare a fare “di forza” la TAV Torino-Lione. Questo, benché la Comunità montana della Val di Susa e Val Sangone  si sia premurata di fargli sapere che quella ferrovia non serve a nulla. La “grande opera inutile” costerebbe una cifra spropositata di soldi pubblici, dai 20 ai 100 miliardi di euro. La forbice è data dal presumibile aumento del prezzo in corso d’opera, secondo l’analoga esperienza della TAV in galleria Bologna-Firenze: minimo CINQUE VOLTE il preventivo iniziale.

Quindi, nel caso di Monti – accennando appena, in questa sede, alla emissione dei Monti-junk-bond MPS  – il “black hole” della banca più antica e più “rossa” d’Italia, scaricato sui conti pubblici – più che di “rigore”, si dovrebbe parlare di rigor mortis.

Questa è anche dimostrazione che i “poteri forti” che raccontano balle spaziali approfittando dell’impotenza del popolo,  come il “Financial Times”, esistono per davvero.

Giampaolo Crepaldi, Vescovo di Trieste, in questo suo intervento chiarificatore pre-elettorale, ha scritto, circa i cattolici che si sono candidati in questa tornata elettorale, che

…Abbiamo assistito ad una vasta gamma di comportamenti sorprendenti: chi si è candidato in partiti che contengono nel loro programma punti indubbiamente lesivi della legge morale naturale e della stessa salvaguardia della identità della persona”…

Francamente, ormai non ci sorprendiamo più di nulla. Su “Avvenire” del 9 gennaio scorso, pagina 9, si leggeva che

…per il PD è in pista Emma Fattorini, docente di storia alla Sapienza; Edoardo Patriarca, presidente del Centro nazionale volontariato; Ernesto Preziosi, direttore dell’Istituto Toniolo ed ex vicepresidente di Azione Cattolica; Flavia Nardelli, segretario generale dell’Istituto Sturzo e figlia dell’ex-leader della DC Flaminio Piccoli”.

Dunque, per il PD, un “parterre” cattolico davvero qualificato!… Però, per un cattolico che si candida nel partito, c’è più di una controindicazione.  Dell’agenda in-giusta di Bersani avevo infatti parlato in questo post, appositamente dedicato, ma anche in quest’altro, e pure, collettivamente, nella dichiarazione di voto per “Io amo l’Italia”.

Edoardo Patriarca è anche stato segretario del Comitato organizzatore delle “Settimane sociali dei cattolici italiani”, iniziativa partorita a suo tempo da quel gigante della Dottrina sociale che è stato il Beato Giuseppe Toniolo – che è anche uno dei miei tre maestri prediletti. Vedete infatti il suo ritratto nella testata di questo blog.

Le “settimane sociali”, per quanto mi risulta, se non ci sono stati miglioramenti recenti si sono parecchio degradate. A suo tempo, ho esaminato con attenzione i documenti preparatori delle “settimane sociali” numero 44, 45 e 46. Era impressionante la verbosa ambiguità, espressa in stretto gergo “ecclesialese” (gli autori erano fra i precursori dell’“agenda”), e l’inconsistenza concettuale di quei documenti.  Gliel’ho anche segnalato al Comitato, in dettaglio, con buon garbo. Invano. Certe “programmazioni” ideologiche sono spietate. Chi vuole, può andarsi a leggere quei “documenti preparatori”, scaricabili dal sito web delle “Settimane”.

Non stupisce, poi, che i “princìpi non negoziabili” non trovino cittadinanza in politica. E che occasioni di incontro come quelle di Todi siano state, ad oggi, inefficaci.

Patriarca dichiara ad “Avvenire” che

…il mio percorso si è svolto sempre, seppure con toni pensosi e problematici, nel centrosinistra”.

“Toni pensosi e problematici”. Secondo me, più che di figure caratterizzate da macerazioni interiori, in certi posti importanti di responsabilità ci sarebbe bisogno di gente con le idee buone e chiare, e capace di portarle avanti.

E’ da notare che, fra i nomi citati da “Avvenire” candidati nel PD, c’è la crema della Dottrina sociale: il direttore dell’Istituto Toniolo (ed ex vicepresidente di Azione Cattolica!) e il segretario generale dell’Istituto Sturzo… Duole dire che tali personaggi, pur giunti in tali qualificate posizioni, sembrano purtroppo aver recepito ben poco della lezione dei maestri. Tra l’altro, anche  Sturzo è  uno dei miei tre punti di riferimento principali.

E’ da presumere che, alla vista di tali candidature, dalla Casa celeste ove risiedono, Toniolo e Sturzo non siano stati molto soddisfatti delle mani nella quali è caduta la loro eredità. Ci vorrà ancora tempo, prima che le cose migliorino.

Come mai, mi chiedo, certe importanti posizioni vengono affidate a figure inadeguate?… Vi è, evidentemente, un corto-circuito nella filiera di assegnazione degli incarichi. Questo fa parte dell’indebolimento della nostra struttura, anzi, come direbbe Benedetto XVI, dell’indebolimento della nostra fede.

Allora, che fare?… Beh, direi, intanto consapevolizziamo questa condizione. Sarebbe già un primo passo.

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