Domani 23 marzo grande manifestazione di popolo in Valle di Susa, per una sana alternativa alla TAV… con un occhio alla BCE!

Questo il comunicato stampa dell’Associazione di volontariato fiorentina Idra, che, nell’esprimere solidarietà alla Valle che resiste,  sintetizza i motivi della ennesima richiesta di “basta-TAV!” rivolta dai valsusini al “blocco istituzionale” ostinatamente – perché keynesianamente! – sordo ai richiami per una buona e sana amministrazione dello Stato.

Attenzione: le Istituzioni dovrebbero stare molto attente non solo alle ragioni che vengono dalla Valle. Ma anche a quelle che vengono dalla Toscana e, sempre molto ponderate – nientemeno – da quelle provenienti dalla Banca Centrale Europea.

Idra ricorda infatti che

Nemmeno l’esperienza toscana – incredibilmente! – pare impartire alcun utile ammaestramento agli enti decisori della TAV italiana.

Eppure, proprio in questi giorni, la Corte di Cassazione ha corretto la precedente sentenza di appello, sostanzialmente assolutoria, nel processo penale per i danni TAV in Mugello e a Monte Morello.

Eppure, una nuova inchiesta della Procura di Firenze ha interessato persino i lavori propedeutici del sottoattraversamento TAV per il Nodo ferroviario fiorentino. Le indagini, secondo notizie di stampa, avrebbero portato alla luce “un’osmosi perversa, poco meno che terrificante, fra potere politico, committenza pubblica, appaltatori privati e criminalità organizzata”.

Per quanto riguarda la BCE, Idra segnala

il recentissimo rapporto della BCE dal titolo “Fiscal stimulus in times of high debt” («Lo stimolo fiscale in tempi di alti deficit»). Lo studio prende in esame i parametri economici e finanziari di 17 stati europei dal 1970 al 2010, per individuare la relazione tra l’aumento della spesa degli Stati e degli investimenti pubblici da una parte, e il PIL e gli investimenti privati dall’altra. La conclusione è che per i Paesi che hanno un debito pubblico elevato – e quello italiano è stratosferico! – la leva di maggiori investimenti si è rivelata inefficace, mentre nuovi stimoli di tipo fiscale si sono rivelati controproducenti.

Questo quindi l’appello di Idra alle istituzioni: “Se non volete ascoltare la Val di Susa, ricordate almeno il disastro TAV in Toscana, e le sofferenze di Bologna. Non trascurate gli avvertimenti della BCE, se davvero volete evitare il disastro…!”.

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