Il non-pagamento dei debiti dello Stato alle imprese: la Cassandra è in compagnia!…

So bene che non è facile il ruolo della Cassandra, simbolo della profeta di sventura, che assumo spesso in questo blog. Benché esso sia costantemente bilanciato dalla parte propositiva, alternativa e risolutiva, che è quella della sussidiarietà e della Società partecipativa zampettiana secondo la Dottrina sociale, mi rendo conto che non piace al pubblico – che vorrebbe essere sempre rassicurato, al di là dei dati di fatto – andare a leggere che questo sistema, specie in Italia, è sull’orlo dello schianto finale, come scrivevo recentemente qui e qui.

Capirete che mi sento allora molto confortato, quando vedo, in questa intervista a Giovanni Marseguerra, valido economista che insegna all’Università Cattolica di Milano, su La Nuova Bussola Quotidiana del 5 aprile scorso, che l’opinione che avevo espresso è autorevolmente e motivatamente condivisa.

Fa piacere, alle Cassandre, non essere sole.

Dall’intervista, della quale consiglio la lettura integrale, cito:

Quando parliamo di debiti della Pubblica Amministrazione parliamo del pregresso. Ora però la legge imporrà il pagamento entro 30 giorni. Le cose andranno meglio? Questo termine sarà rispettato?
Devo dire che ho molti dubbi al proposito. Per poter mettere in atto un tale provvedimento ci vogliono strumenti applicabili per sanzionare i ritardi. Ora è prevista una pena per il dirigente responsabile per ogni giorno di ritardo. Ma sappiamo che da noi non c’è mai un responsabile chiaro, allora c’è il rischio solo dell’aumento dei contenziosi. E inoltre vedo poca voglia da parte della Pubblica Amministrazione di onorare i debiti.

Da cosa lo deduce?
Nei mesi scorsi, quando già doveva essere approvato il decreto, ci si è inventati la certificazione del debito, ovvero la richiesta alle imprese creditrici di produrre tutta una serie interminabile di certificazioni per poter avere diritto a riscuotere il dovuto. Un percorso impossibile che infatti poche imprese sono riuscite a fare. Eppure è molto semplice riconoscere il debito. Non c’è bisogno di giri strani: ci sono aziende che hanno fatto servizi o hanno venduto merci alla Pubblica Amministrazione e lo Stato non paga, questa è la realtà. Lo Stato ha sempre cercato di non pagare e ho l’impressione che anche questa volta si farà qualche piccolo pagamento, il minimo indispensabile, e poi niente. Anzi: nuove tasse, nuove manovre…

Casomai, ho più di una perplessità dove Marseguerra, a domanda risponde:

Lei diceva che la mancanza di liquidità è anche colpa della BCE bloccata dagli interessi della Germania. Sembra dare ragione a chi sostiene che sarebbe meglio uscire dall’Euro.
Niente affatto, uscire dall’Euro sarebbe un disastro. Il vero problema è l’aver stabilito una unità economica senza essere arrivati all’unità politica. Ad esempio sarebbe necessaria un’unica politica fiscale. Il punto quindi è andare avanti, non tornare indietro, procedere nell’unificazione politica, non tornare alla lira.

Altre volte ho detto che la mia opinione è che se i Piigs, come Grecia e Italia, vanno malissimo, nel senso che non sanno gestirsi, come insegna la vicenda dei debiti dello Stato italiano non pagati alle imprese, non se ne può dare la colpa alla Germania.

A questo punto, il problema davvero grosso è che procedere verso l’unificazione europea più spinta, senza sussidiarietà, ma per via burocratico-oligarchica anti-vita e anti-famiglia, come si è fatto fino ad ora, non solo è impossibile, ma non sarebbe nemmeno conveniente…

Come dicevo, solo la sussidiarietà poteva salvarci… ma non siamo stati in grado di elaborarla dal basso, come popolo, sia in Italia che in Europa. Quindi, cosa immaginate che preveda – seppur a molto malincuore – la Cassandra?…

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3 pensieri su “Il non-pagamento dei debiti dello Stato alle imprese: la Cassandra è in compagnia!…

  1. In questo momento lo stato italiano ha tra le mani uno stock di debiti con le aziende fornitrici che si aggira attorno ai 120 – 130 G€ (secondo la cgia). Pagare quei debiti adesso significa convertire un indebitamento nascosto a tasso di interesse nullo in nuovi debiti ufficialmente dichiarati ad elevato tasso di interesse (gli italiani dovranno prendere quei soldi emettendo titoli di debito, e sappiamo bene che i tassi che paghiamo non sono quelli pagati dai tedeschi).

    Una ennesima soluzione che peggiora il problema. L’unica domanda è: quanto ci vorrà per far emergere e rendere visibile l’effetto dannoso dell’operazione sull’immagine del nostro debito?

    • ..come scrivevo, non c’è, nel popolo,la percezione adeguata della gravità della situazione. D’altronde, i creditori dello Stato hanno il diritto – come tutti i creditori che hanno effettivamente fornito beni e servizi a regola d’arte – a essere soddisfatti.
      Intanto, io direi: siamo seri, basta TAV, da subito… ne parlerò nel prossimo post.

  2. Pingback: C’ERA DEL BUONO NEL THATCHER-PENSIERO. MA ORA, URGE ANDARE OLTRE: VERSO LA PARTECIPAZIONE! + UNA NUOVA PAGINA DEL BLOG, SULLA SOLUZIONE DEL PROBLEMA DEL LAVORO. | lafilosofiadellatav

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