STATO ITALIANO: LIBERTA’ DI EDUCAZIONE NEGATA. Dossier su la NBQ

Come scrivo nella pagina principale di questo blog, la TAV non  può essere capita a fondo,  se viene considerata solo come un caso a sé stante, e non invece come logica, puntuale conseguenza del sistema società dei consumi-democrazia rappresentativa.  In quella pagina, riporto la lezione di quel grande maestro della Dottrina sociale della Chiesa cattolica, che è stato Pier Luigi Zampetti (la terza figura, dopo Toniolo e Sturzo, effigiata nella testata del blog), dove si evince che quel sistema sta ora attraversando la sua storica crisi strutturale e irreversibile.

La crisi dovrà ancora vedere i passaggi più drammatici, nei quali evidentemente saremo tutti coinvolti,  ed è molto bene che ne siamo tutti ben consapevoli, nella peraltro positiva (anche se dolorosa) transizione alla società partecipativa improntata al principio di sussidiarietà.

Scrivo, nella suddetta pagina principale, che la chiave per venirne fuori non può essere che quella dell’educazione del popolo agli autentici valori umani, che a loro volta rientrano pienamente nei noti princìpi non negoziabili ricordati dalla Chiesa cattolica, e cioè vita, famiglia, libertà di educazione.

Questa battaglia per i princìpi non negoziabili è praticamente la più o meno silente battaglia epocale, che la moderna concezione di Stato-statalista-rappresentativo, muove a una concezione dello Stato che sia invece improntata al diritto naturale, e cioè alla sussidiarietà.

Il modello di democrazia solo rappresentativa vigente, come è in Italia, è solo in apparenza democratico, ma si rivela in realtà oligarchico, sotto l’alibi dell’esistenza di Carte Costituzionali la cui lettera è piena di valori, che però vengono sistematicamente disattesi, in primis,  da coloro che dovrebbero attuarli. E’ l’inganno della “Costituzione parallela” individuata da Zampetti, a cui accennavo in questo post.

Ergo, l’unico modo per venirne fuori è educare le persone, in specie le nuove generazioni, alla loro piena soggettività e responsabilità, cioè alla sussidiarietà. Per far questo è indispensabile la concreta libertà di educazione, che per essere tale deve essere anche economica, col buono-scuola. In modo tale che siano i genitori, primi responsabili dei loro figli, a scegliere loro, in piena libertà, non condizionati da incostituzionali vincoli finanziari, quale sia la scuola pubblica – statale o non statale – alla quale si fidano a mandare i figli, affinché siano educati in modo adeguato. 

Mi riferisco ovviamente anche alla scuola parificata la quale – contrariamente alla disinformazione praticata sistematicamente da forze stataliste – pur essendo non statale, è anch’essa pubblica.

In altre parole, se oggi, se tu genitore vuoi mandare i tuoi figli a una scuola non statale, perché quella statale non ti convince, dopo aver pagato le tasse per mantenere la scuola di Stato, devi anche pagare la retta per la scuola pubblica non statale. Devi pagare la retta perché la paritaria è finanziata dallo Stato in maniera risibile – non paritaria, appunto. E questo non va bene per niente. Questa, la prima battaglia da fare. 

Ora, fatto è che, semplicemente, questo Stato, nelle forze politiche che correntemente lo hanno amministrato, è intimamente avverso alla libertà di educazione di cui sopra. Per l’evidente ragione che i poteri forti che mantengono la loro presa sulla società, come ben si vede nei casi del MPS e della TAV, per fare solo un paio di esempi, perderebbero appunto la loro influenza. Ciò, nella misura in cui crescesse un popolo consapevole di sé, che pacificamente ristruttura lo Stato secondo i canoni della società partecipativa alla quale prima mi riferivo. La questione è tutta qui.

Ecco perchè, cari amici, Vi metto qui il link a questo nuovo dossier uscito oggi su “La Nuova Bussola quotidiana”, appunto sul tema della libertà di educazione negata.

Questa l’introduzione:

A Bologna è stato indetto un referendum per tagliare i fondi destinati alle scuole paritarie, a Torino il Comune ritarda i pagamenti. Con la vicenda dell’Imu imposto al non profit si aveva già ricevuto un avvertimento. Tutti gli articoli della Nuova Bussola Quotidiana sugli attacchi alle paritarie.

Dove si vede che, anche i nuovi arrivati grillini non si sono quasi ancora seduti sulle poltrone assegnategli dagli elettori, che già si sono industriati a sabotare la libertà di educazione.

Si stava in pensiero!… Non bastavano gli statalisti di prima!…
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