Governo Letta-young. Le due + importanti: bisogno di giustizia e Lupi-TAV

…Ragazzi, ma lo sapete che questo Pippo Civati mi piace?… l’avevo sentito nominare, ma non l’avevo sentito mai… non è che io segua la politica in tutti i minimi dettagli… ieri notte l’ho visto a “In Onda”, su LA7.

Mi piace – non dovrebbe, essendo lui di sinistra (già però, non mi piacciono nemmeno i berlusconiani) – per il suo tono fermo e sereno, per come dice del voltafaccia del PD, rispetto a pochi giorni fa, e di come il partito abbia perso del tutto quel pur poco di “un senso” (Vasco) che il Bersani evocava in tempi pur vicini e per lui migliori, nei quali mai e poi mai si sarebbe pensato ai più recenti sviluppi. Benché, riflettendoci, stessero covando in germe. E di come, diceva il Civati, stando così le cose il partito è destinato a schiantarsi. Oddio, certo, Civati non è il solo a dire queste cose, anzi, è in numerosa compagnia… spiace però che un uomo così umanamente in  gamba, come l’ho visto, impieghi il suo talento dalla parte sbagliata. Comunque, si sa, i problemi sono ben altri.

Iersera, a vedere “in onda”, ho schiantato delle risate che era un po’ che non ne facevo di così sonore e così tante. Porro e Telese son riusciti a metter su una trasmissione godibile, ma son stati gli ospiti, una serie nutritissima, a fare davvero scintille di umorismo… per non parlare dei comici di professione, Crozza su Napolitano, ovviamente in replay (appena trovo il video su youtube ve lo incollo), e l’incontenibile Dario Vergassola con le sue domande iper-surreali, però al vetriolo, ai presenti in studio. Fra i quali una menzione d’onore va a Maurizio Gasparri, che ha avuto delle uscite spettacolari. Quella di ieri sera su LA7 è stata una trasmissione che andrebbe tenuta in archivio, e riguardata nei momenti tristi, per tirarsi su. Altro che pasticche!…

Questa è la bellezza della vita, paradossalmente, anche nei momenti difficili come questo, quando il Paese sta andando a picco. Ci sarebbero milioni di cose da dire, non si riesce a star dietro alla realtà, qui cerco come posso di fare una sintesi, in ordine sparso.

Ovviamente, il tema è il nuovo Governo.

Comincio dal prequel, il TG2 di ieri sera, h 20.30, dove il pezzo forte è stato quello della beatificazione di Emma Bonino, nuovo ministro degli Esteri. Quella che “ha sempre aiutato le donne”. Roba da pazzi. Fosse oggi tra noi l’Erasmo da Rotterdam, sarebbe contentone. Di lei, parlavo pochi giorni fa in questo post, come candidata papabile alla presidenza della Repubblica. Se tanto mi dà tanto, al TG3 l’avranno a dir poco santificata.

La sua nomina è la conferma che i “poteri forti” esistono per davvero. Un posto hanno dovuto trovarglielo. Sperticato è stato anche l’elogio che Paolo Mieli, direttore del “Corriere”, ne ha fatto a “in onda”. Certo l’Emma agli Esteri è meno peggio che alla Salute, o in qualsiasi altro posto “interno”… che farà al suo nuovo dicastero?… Certamente, cercherà, per quanto le sarà possibile, di promuovere aborto meccanico e chimico, eutanasia e diritti gay  in ogni Paese del mondo (specie il terzo) dove le sarà possibile, compreso il nostro.

Tornando a Civati, è vero. Per il PD, che già non è mai veramente esistito, questo Governo Letta Young è la fine. Per ovvi motivi. D’altronde, non c’era altra scelta. Era chiaro, fin dal giorno dopo le elezioni, che sarebbe andata così. Se anche il Governo dovesse durare – e nascerà, maggiormente solo perché lo scrutinio è a voto palese e non segreto – il conto sarà presentato alle prossime politiche, tanto più salato quanto più tempo passerà in compagnia forzata col Berlusca.

Anche Pierluigi Bersani era perfettamente consapevole di questo, fin dal primo giorno, ma non aveva alternativa a fare come ha fatto, sacrificandosi per salvare la faccia al partito. Come una donna che viene richiesta, non poteva dir di sì subito. Che figura ci faceva il partito?

E ancora, cari amici, per il PD il peggio deve ancora venire, perché girano voci che, dopo il MPS, ci saranno altri grandi schianti, altri  sCOOPpi. Ovviamente, anche in questo caso, permettete se taglio con l’accetta, i problemi dell’Italia sono ben altri.

Mi direte: tu critichi tutti, anche Grillo, come abbiamo visto che hai scritto più volte, e allora chi è che ti va bene?…troppo facile, criticare e basta.

Sì, è vero, anche Grillo fa ridere… sta sempre sull’Aventino, e poi si lamenta se non gli danno nemmeno la presidenza di una commissione parlamentare.

E’ vero, cari amici, qui a “la filosofia della TAV” siamo su una posizione minoritaria, direi purtroppo che siamo in non-beata solitudo… però quelli fra Voi che avessero già visitato queste pagine, sanno che qui si presume di stare in posizione solinga – almeno per il momento, in un tempo futuro non determinato certamente no – ma solidamente rocciosa, quella della sussidiarietà e della società partecipativa, secondo Luigi Sturzo e Pier Luigi Zampetti. Intanto, per quanto ci è dato, prepariamo il futuro.

Battute a parte, non si sa che potrà fare questo Governo. Tutto questo blog è dedicato a spiegare in dettaglio, fino all’osso – a chi interessano – le ragioni del fallimento storico, presente e futuro del comunismo, del post-comunismo, ma anche del fallimento del liberalismo. 

Quindi la vedo dura, questo Governo Letta Young, lui non solo piddino, ma anche socio della Trilaterale massoneggiante, che vede tra i suoi adepti anche Monti e Tremonti, a fare qualcosa di risolutivo per il bene del popolo, per risolvere la crisi. Anche la società col PdL non promette granché.

Staremo a vedere. La Storia è questa, noi ci siamo dentro, vedremo di fare del nostro meglio.

Tutto ciò premesso, amarus in fundo, chiudo con due dettagli, apparentemente secondari, e invece rilevantissimi. Li segnalo perché son rimasti in ombra, specialmente il secondo, nel pur turbinoso dibattito che ho visto ieri notte.

Il primo è questo: A “in onda”, il giornalista Vittorio Zucconi ha presentato un omaggio al nuovo Ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri: una lumaca. La metafora, l’evocare la ben nota piaga della giustizia italiana, è evidente. Ma, in realtà, il nocciolo del problema della giustizia è un altro, anzi sono altri due: il primo è collegato alla c.d. Fallimentopoli, ed è spiegato a fondo qui, dove si racconta che c’è una persona che aspetta da ormai 19 anni l’esito di una sentenza in primo grado. Voi capite che la cosa è al di fuori di ogni normale concetto, e che se la prassi che leggete in questo articolo qua sopra, nonostante quella sentenza, non è ancora risolta,  vuol dire che c’è sotto qualcosa di mostruosamente grosso e cattivo. Come il mostro di Alien, che viene da dentro, e che fa paura. Se vi interessa, andate a vedere nel sito di cui al link precedente.

Del secondo scandalo sulla giustizia, parlavo in questo post:  a Milano una ragazza, che pure può aver fatto sbagli in vita sua, ha avuto il fegato di smascherare completamente l’uso politico che si è fatto del potere giudiziario, e che si potrebbe configurare, per la sua inqualificabilità, nei termini di tradimento dello Stato. Che è poi avvenuto nell’indifferenza dei più, e nell’acquiescenza e nel consenso di molti. In senso metaforico, Ruby è stata la Giuditta di turno.

Cambierà qualcosa, per la Giustizia, col nuovo Governo?… Spiace dirlo, ma credo proprio di no. Come scrivo spesso, questo genere di anomalia istituzionale può evolvere solo e soltanto nella misura in cui potrà crescere la massa critica di un popolo educato alla sussidiarietà… tutto il resto è silenzio.

Già, l’educazione: ce la darà, il Governo Letta Young, la libertà di educazione, il buono-scuola?… Vorrei essere smentito, ma… non credo proprio. Scommetto una cena con chi ci sta.

Ed ora, davvero l’ultima cosa, che per ora non è stata notata, ma lo sarà senz’altro molto presto: Maurizio Lupi è al Ministero delle Infrastrutture.  

Del Lupi altavelocista parlavo recentemente in questo post, nel quale, per l’ennesima volta, ma usando pazienza, ragionavo della lucida follia liberal-keynesiana che è la TAV, specie la Torino-Lione. Non pensavo certo, il 9 aprile scorso, che  Lupi si sarebbe trovato a dirigere quell’importante dicastero.

Stranamente, da non molto tempo a questa parte, per la TAV il vento sembra cambiato. Non se ne parla più in modo così convinto e categorico come una volta. Perfino su TEMPI web, dove c’è sempre stato, minimo, un intervento a favore ogni due giorni, o anche più fitto, ora l’argomento è silenziato. Mi dico: inutile nascondersi dietro un dito, tanto la cosa verrà fuori.  Che vuol dire questo? Mi si consenta: forse che nelle capacità di giudizio offuscate dal peggior keynesismo, che ha generato lo “spreco istituzionalizzato della cosa pubblica” (Sturzo dixit),  si sia fatta spazio una ragione sensata, magari spinta dalla consapevolezza della prossimità della prospettiva della bancarotta dello Stato, e delle responsabilità che ci si son prese a sostenere, con una energia degna di miglior causa, la TAV, che a quella bancarotta è strettamente pertinente, come è scritto in tutti i modi  possibili, qui, qui e qui ?

Ora la domanda è: che dirà, sulla TAV, il neo-ministro Maurizio Lupi?… Riuscirà, lui ciellino, a porre sulla realtà quel famoso sguardo di verità che il suo maestro gli ha insegnato?…

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6 pensieri su “Governo Letta-young. Le due + importanti: bisogno di giustizia e Lupi-TAV

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  4. E ci si gioca molto sulla galleria di base in Piemonte: perché di bancarotta europea potrebbe trattarsi, vista la grossa dimensione dell’Italia. Chissà se ci hanno pensato anche a Parigi.

  5. Pingback: GOVERNO LETTA, UN ALTRO ATTO DI DISGREGAZIONE DELLO STATO: IL DECRETO FILIAZIONE | lafilosofiadellatav

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