Sangue a Roma: alcuni fatti spiacevoli che vorremmo scordare

«Perché gli uomini dovrebbero amare la Chiesa? Perché dovrebbero amare le sue leggi? / Essa ricorda loro la Vita e la Morte, e tutto ciò che vorrebbero scordare./ È gentile dove sarebbero duri, e dura dove essi vorrebbero essere teneri./ Ricorda loro il Male e il Peccato, e altri fatti spiacevoli./ Essi cercano sempre d’evadere/ dal buio esterno e interiore/ sognando sistemi talmente perfetti che più nessuno avrebbe bisogno d’essere buono»

Dopo una giornata nella quale abbiamo visto scorrere in video, infinite volte, come un disco rotto, le medesime immagini del sangue che è scorso a Roma ieri mattina, a sera il succo della vicenda viene a galla da sé.

Si è detto che lo sparatore è un “disperato”, “disoccupato cronico”, che i marosi della vita avevano risospinto, dopo una sfortunata puntata nel nord Italia, in quel profondo sud, dove – pare – il lavoro è un mito. Da qui, dunque, l’origine del suo sentimento di revanche  verso la ben nota “casta”. Il dettaglio non marginale è che l’uomo si era fatto schiavo del gioco, la c.d. ludopatia, che altro non è che una dipendenza come una altra, nella quale la persona si rifugia quando non riesce a trovare il senso della propria vita. Anche per questo, par di capire, aveva disfatto la sua famiglia. Ciò premesso, che dire?… Che dire, di non scontato?…

Per la prima, il pensiero corre al carabiniere che, in tempo reale mentre sto scrivendo, in una stanza d’ospedale si ritrova con un danno drammatico in quel punto così delicato del corpo, uno sfregio così grande che anche la nostra carne si ribella, e ci viene la pelle d’oca. Ovviamente, pensiamo anche a sua figlia, all’angoscia che l’evento ha portato in quella famiglia, da poco privata della presenza della moglie, e madre.

Questa è la provvisorietà della condizione umana, come diceva Cristo a proposito di quelli che, mentre passavano per caso di lì,  erano rimasti travolti dal crollo di una torre a Gerusalemme. Oppure, per la nostra cattiveria, come dicevano nella liturgia di ieri gli Atti degli Apostoli (14, 21 e segg.)

dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni

oppure ancora, dall’Apocalisse di san Giovanni (21, 1 e segg.)

…il loro Dio… asciugherà ogni lacrima dai loro occhi, e non vi sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate.

o ancora, come quando non abbiamo saputo stare nell’esortazione evangelica (Gv, 13, 31 e segg.),

Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri

Si sa, da questa nostra incapacità di sguardo sull’altro, dall’egoismo ispirato dal maligno, dipende il male che c’è nel mondo, le stragi ovunque, gli esempi li abbiamo sotto gli occhi ogni giorno.

A proposito di sguardo, segnalo il fatto spiacevole #1,  che ho visto ieri in TV, sulla scena della sparatoria appena avvenuta: alcuni uomini hanno fatto balzi da leoni, saltando transenne, per avvicinarsi agli uomini colpiti: soccorritori?… no, fotografi-avvoltoio. Mica bello. E’ poco umano.

Ciò premesso, torniamo al “disperato disoccupato”: vorrei rimarcare una cosa che non ho sentito a nessun TG. E cioè che qui, in prima istanza, siamo di fronte a una palese insufficienza educativa. 

Se una persona si lascia andare in questo modo, vuol dire che non è stata educata al senso della vita. Quindi, in primis,  ad amare, come esorta Cristo, per vivere la vita in pienezza. Perciò ad affrontare la vita nel modo giusto, col sorriso nell’anima la mattina quando ci si alza, riconoscere il Creatore che ci ha amati per primi,  e poi si è fatto crocifiggere per noi.  Vedere la Creazione come cosa buona, scoprire la propria vocazione, che per ciascuno vuol dire trovare il suo posto nel mondo, che per i più è la famiglia naturale (oggi bisogna specificarlo), il matrimonio e i figli. Ma può essere anche un celibato consapevolmente vissuto, oppure una scelta religiosa.

Con questo bagaglio educativo, che come si sa è demandato in prima battuta ai nostri genitori, in sinergia con le diverse agenzie educative della società, con un adeguato approccio al senso della vita così laboriosamente maturato, si affronteranno positivamente le inevitabili avversità che l’esistenza propone anche ai più fortunati, mentre al tempo stesso ci si preparerà al transito terreno, come si diceva sopra.

Ora, non che qui io voglia scaricare la colpa sui genitori dello sconsiderato attentatore, i quali – poveretti – sono anch’essi angosciati dall’atto inconsulto commesso dal loro figlio.

Ci tengo però a dire, come segnalo nella pagina principale di questo blog, che oggi, nella società dei consumi ipermaterializzata, educare è molto difficile. I messaggi che vengono dal contesto nel quale siamo tutti immersi vanno, in buona sostanza, nella direzione opposta a quella che il Creatore suggerisce.

Ecco, abbiamo già messo sul piatto gli elementi per giudicare la situazione.

Per superare l’emergenza educativa, ci vuole la libertà effettiva di educazione, cioè il buono-scuola. Ma, come scrivevo in questo post, pochi giorni fa, lo Stato italiano è avverso alla libertà di educazione. Questo è il molto, molto fatto spiacevole #2. Riconosciamo, allora, le lacrime di coccodrillo… e prima di esacrare fatti come quello di ieri, facciamoci un esame di coscienza. Scorciatoie non ce ne sono.

Ce la darà, questo Governo di proclamata “emergenza nazionale”, la libertà effettiva di educazione, quella che ci serve per evitare fattacci come quello di ieri, e molti altri? In questo post di ieri, scommettevo di no.

Per quanto riguarda il lavoro, visto che di tragedie di disoccupazione e fallimento si tratta – ricordo qui le decine di piccoli imprenditori che – anch’essi  sbagliando, per lo stesso motivo di prima – si sono tolti la vita. Parecchi dei quali perché mandati in fallimento dallo Stato che non ha pagato i suoi debiti, non ha onorato i suoi impegni, e quindi NON è credibile. Altro fatto molto, molto spiacevole. il #3. Anche di questo parlo nella pagina principale del blog.

Però, grazie a Dio la vita è anche piena di fatti positivi: per quanto riguarda la soluzione del problema del lavoro, rimando infatti a questa pagina del blog, da poco inserita, nella quale Pier Luigi Zampetti, maestro della Dottrina sociale, propone l’idea innovativa della sinergia tra capitale e lavoro, tramite la partecipazione del lavoratore al capitale e ala gestione d’impresa. Però, attenzione: anche qui non ci sono scorciatoie, non ci sono furbate. Si ragiona, nel contesto dello spiritualismo storico, del capitale umano, cioè di formazione professionale, posseduto da ciascun lavoratore. Chi non è interessato alle furbate, se lo può leggere.

Ed infine, purtroppo. l’ultimo fatto spiacevole, il #4, quello davvero più grosso e manifesto, eppure quello più negato. Diceva Madre Teresa di Calcutta che

Se accettiamo che una madre possa sopprimere il frutto del suo seno, che cosa ci resta? L´aborto e´ il principio che mette in pericolo la pace nel mondo´´

Dai, picchia e mena, alla fine Emma Bonino, quella che in gioventù si vantava di  fare gli aborti con una pompa da bicicletta, è stata fatta entrare in modo bi-partizan, se non, come tante persone importanti auspicavano, alla Presidenza della Repubblica, in un governo… il nuovo Governo Letta. Ne parlavo qui e qui. Non si contano i titolati apprezzamenti per quanto l’Emma ha fatto per “aiutare le donne”.

Quanti aborti si fanno in anno, in Italia? Probabilmente un 200.000, tra chirurgici, meccanici e chimici (kill pill). Chi seguita a credere che, nonostante questo, l’economia possa andar bene, come se un paio di centomila morti innocenti ammazzati in giro sia una cosa normale, non pertinente alla crisi economica, ci faccia una ponderata riflessione.  

Nonostante tutto ciò… la buona notizia prevale, e sempre prevarrà, sulla morte!…

Annunci

3 pensieri su “Sangue a Roma: alcuni fatti spiacevoli che vorremmo scordare

  1. Pingback: Una donna con le palle: Yoanì Sanchez | lafilosofiadellatav

  2. Pingback: 1 MAGGIO: CONCERTONE DEI SINDACATI CONFEDERALI A SAN GIOVANNI. CANTA, MA NON TI PASSA!… | lafilosofiadellatav

  3. Pingback: ANDREOTTI: “IL POTERE LOGORA CHI NON CE L’HA”. SI SBAGLIAVA. | lafilosofiadellatav

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...