Cittadinanza: “ius sanguinis” o “ius soli”?… OTTIMA RIFLESSIONE SU LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA

Mentre la crisi dell’Italia si avvita sempre più su sé stessa, come al solito le priorità del dibattito politico vertono spesso su punti non urgenti. Sui quali si vorrebbe però intervenire, anche da parte dei livelli istituzionali più alti, “alla garibaldina”, senza nemmeno – incredibilmente – una riflessione adeguata, sui termini essenziali della questione.

E’ il caso della concessione della cittadinanza italiana agli stranieri.

Spiace dirlo, ma si rimane esterrefatti di fronte a tanta superficialità – se non demagogia. Anche questo Governo Letta non sembra promettere granché di buono.

Sull’argomento, cari amici, ho scovato per Voi questa eccellente riflessione su “La Nuova Bussola quotidiana”, a firma di Tommaso Scandroglio,  e ve la propongo.

Dopo l’articolato ragionamento di Scandroglio, per il quale è bene, nel nostro Paese, che la cittadinanza sia la conseguenza di una libera e consapevole condivisione dei valori espressi dalla nostra cultura, sedimentata nei secoli, e non un “atto dovuto” sulla base di presupposti che spiace definire ideologici – d’altronde è purtroppo così che da lunga pezza viaggia il nostro Paese –  questa è la conclusione:

In Irlanda, Belgio, Portogallo e Spagna la residenza deve essere stata protratta dai 7 ai 10 anni, ma le norme sono più soft in materia di nascita sul suolo nazionale. Ad esempio in Irlanda il figlio di stranieri viene naturalizzato se uno dei due genitori ha un permesso di soggiorno permanente oppure è residente da almeno tre anni prima della nascita del figlio. In Spagna il figlio di stranieri ottiene la cittadinanza se il piccolo risiede nei confini per un solo anno. In Portogallo occorre invece che i genitori siano residenti da almeno dieci anni o se proveniente da un paese di lingua portoghese. In Belgio si ottiene la cittadinanza automaticamente allo scoccare del 18° anni di età, o al 12° se i genitori sono residenti almeno da dieci. Insomma in nessuno di questi Stati vale il criterio del solo ius soli proposto da Napolitano e dal ministro Kyenge. Perciò in base a quale criterio rifiutare questa proposta è una follia o un’assurdità?

Vi è da dire, che purtroppo, alle determinazioni ideologiche non sono estranei calcoli, totalmente irresponsabili, di convenienza elettorale!… C’è chi è disposto a tutto, pur di accattivarsi le simpatie dei “nuovi cittadini”…  Speriamo che non sia uno solo, il Presidente del Senato Pietro Grasso, a opporsi a questo disegno…

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5 pensieri su “Cittadinanza: “ius sanguinis” o “ius soli”?… OTTIMA RIFLESSIONE SU LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA

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