TAV TORINO-LIONE A “OFF THE REPORT”!… Alcuni fatti spiacevoli che qualcuno vorrebbe scordare…

Sì, fatti spiacevoli, come diceva il poeta, che sistematicamente accantoniamo. Ma che la trasmissione di RAI3, “Off the Report”,  ierinotte ci ha impietosamente ricordato. Non capita spesso, in  realtà, che ci sia sui grandi media, né peraltro su quelli piccoli, laici e cattolici (vedi “Tempi”, “Avvenire” e, a suo tempo, “Toscana Oggi”, settimanale cattolico toscano che  ho cessato di seguire) usualmente uniti in modo bi-partizan e keynesiano nell’opera di promozione delle “grandi opere inutili” di regime, pagate solo con i soldi pubblici, che ci sia un po’ di informazione oggettiva sui termini della questione. 

Si sa, la stampa e i media in genere – su questo tema dove corre molto soldo, e magari corre anche la pubblicità di FS – è sempre stata concorde nel fiancheggiare il presente “modello di sviluppo” che, in buona sostanza, è quello che ha portato l’Italia alla bancarotta: “crescita” e “sviluppo” fallaci & fittizi, pagati con i soldi del contribuente, per “far lavorare” ad ogni costo le grandi imprese, e creare consenso per quel poco lavoro “drogato” che si è creato. Facendo dimenticare, con qualche specchietto per le allodole, come nel gioco delle tre carte, il lavoro vero che si è fatto perdere, non pagando – senza vergogna! – lo Stato, la cifra iperbolica, che pare aggirarsi sui 100 miliardi di euro, che deve ai suoi fornitori per beni e servizi già da essi erogati. Ne parlavo qualche giorno fa, al punto 5., in questa nuova pagina del blog sul “nodo della violenza” in Val di Susa.

Bancarotta dell’Italia, dicevo, perché ormai, checché se ne dica, la cifra del debito pubblico reale ammonta – fra debiti dello Stato ancora da pagare e incredibilmente non contabilizzati, debiti ancora nascosti delle Spa di proprietà pubblica, e interessi sul debito, al ragionevolmente prevedibile ordine di grandezza di circa 2.300 MILIARDI DI EURO. Il conto è facile: pensate che, mentre al Governo Letta/Berlusconi si discetta bizantinamente di SOSPENDERE (non abolire, solo sospendere!…) la prossima rata dell’IMU sulla prima casa, per una cifra di 4  miliardi, a fine giugno i soli interessi semestrali 2013 sul debito pubblico pregresso ammonteranno a circa 50 MILIARDI di EURO!…

Follia, dite voi?… Sì, follia, ma lucida follia keynesiana… la sinistra e i liberali, esercitando il loro potere oligarchico nel regime di democrazia rappresentativa, come scrivo nella pagina principale del blog, hanno combinato tutto questo arrosto, approfittando del fatto che i cattolici, detentori del patrimonio della Dottrina sociale – che, solo, poteva tirarci fuori dalla crisi – hanno dormito come ghiri. E, in buona sostanza, sono ancora in profondo letargo.  

Grazie dunque a “Off the Report” di ieri notte 26 maggio, che ci ha portato qualche informazione non addomesticata. E’ stato un piacere poter ascoltare il prof. Angelo Tartaglia del Politecnico di Torino e il prof. Marco Ponti del Politecnico di Milano raccontare, con parole semplici, comprensibili a tutti, e l’ausilio di pochi dati, quanto siano infondate le ragioni dei promotori della TAV (o TAC, non si sa mai come chiamarla, chi o cosa dovrebbe trasportare!…) Torino-Lione. Tutte balle spaziali, come è spiegato da mesi, con dovizia di dettagli e materiale allegato, anche in questo blog, oltre che nei numerosi siti web che di questo tema si occupano in modo serio.

Lo vedete da voi qui, nel video:

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-e140774b-70dc-470a-96e0-6976b9a361eb.html#p=

In un modo o nell’altro, le persone intervistate sono state molto efficaci. Ricordo anche Claudio Giorno, di Ambiente Valsusa, e il prof. Sergio Ulgiati, dell’Università Parthenope di Napoli. E peccato che non si sia visto l’ing. Ivan Cicconi, uno dei maggiori esperti nazionali in appalti, infrastrutture e lavori pubblici, già Capo della Segreteria Tecnica del Ministro dei Lavori Pubblici nella XIII legislatura e membro del CdA dell’ANAS nel 1980-81!… Avremmo sentito altri fatti molto spiacevoli, ma assai meritevoli di essere conosciuti dal contribuente, sulla parte finanziaria della vicenda.

Molto bella, dove di solito i promotori della TAV sono usi a esprimersi senza alcun contraddittorio, la “messa a confronto” degli argomenti fatta da “Off the Report” nell’alternanza delle interviste.

Dalla parte TAV-SI’, colpiva assai l’espressione di Piero Fassino, sindaco di Torino. Avete notato il tono di voce costantemente irritato, il sudorino che gli si intuiva sulla fronte, il concitato battere delle ciglia?… No, il sindaco di Torino non era per niente sereno.

Ancora sul n. 48/2012 di TEMPI, a pagina 27, il settimanale diretto da Luigi Amicone presentava un virgolettato a lui attribuito:

La Valle è ostaggio dei facinorosi che hanno militarizzato la protesta. Vanno fermati.

Così si esprimeva l’autorevole esponente del partito che ha avuto la maggiore responsabilità (non la sola, però la maggiore) nella mega-débacle della banca più antica del mondo, nominando i responsabili della sua peggiore gestione. Che ha imperversato, inarrestata, per anni (vedi, in questo blog, i post alla categoria MONTE DEI PASCHI). I quali, si è letto sulla stampa, hanno avuto il fegato di sborsare la cifretta di 20 MILIARDI DI EURO, naturalmente non di loro proprietà, per comprare, dagli spagnoli del Banco Santander, quel  giocattolo ormai inutile che era Banca Antonveneta. Probabilmente, non sapremo mai perché. In realtà, erano in diversi a dover essere fermati, e non è stato fatto. Anzi, dopo l’emersione del marcio nel Monte, e il relativo scarico sulle casse dello Stato per circa 4 miliardi di euro con i Monti-MPS-Junk bond, nel partito si sono molto impegnati a cercarsi degli alibi.

In realtà, ci hanno fatto una disdicevole figura anche quelli che, a “Off the Report”, non hanno avuto l’onestà intellettuale di metterci la faccia e dire quello che pensavano. Come il Ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi, che non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione. 

Di Angelino Alfano, vicepresidente del Consiglio nel Governo Letta,  abbiamo sentito le determinate dichiarazioni TAV-SI’, già espresse in precedenza, che i protagonisti della trasmissione di RAI3 di ieri notte hanno, con poche pennellate, qualificate come prive di ogni ragionevole fondamento tecnico.  Il che dimostra l’esistenza dell’asse bi-partizan destra-sinistra nel portare aventi, in modo sistemico, il bancarottismo keynesiano.  

La trasmissione di ieri notte non era dedicata solo alla TAV, ma anche alle altre mascroscopiche incongruenze che caratterizzano il sistema dei trasporti nazionale, dai servizi ai pendolari e al trasporto sulle brevi-medie distanze (che rappresenta, però, la maggior parte dell’utenza), alle assurdità sulla gestione degli aeroporti. Vi consiglio di prenderne visione, è molto interessante.

Attenzione: come scrivo nella pagina principale di questo blog, tutto ciò non accade per caso, ma è un inevitabile e puntuale danno collaterale da mancanza di sussidiarietà e “società partecipativa”. 

Solo muovendoci in questa direzione potremo far evolvere questo status quo.

Che spettacolo poter vedere, almeno per una volta, sbugiardati i promotori della bancarotta italica… anche se a notte ormai inoltrata. E poi, si sa, la gente dimentica presto. Ma la realtà dei fatti si incaricherà  presto di ricondurci alla ragione: probabilmente è già tardi, e lo schianto finale è alle porte. Chi può, prepari l’orto e il pollaio!… Faranno molto comodo, come è sempre stato nei momenti difficili.

E, naturalmente, oltre a darci da fare nonostante tutto, chi – solo grazie a Dio –  ha conservato la lucidità, PREGHIAMO!….

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