Anche “Il Sussidiario” tende al gay: occhio alle infezioni da virus liberali!…

img-_innerArt-_omosessualita11Stamattina, sulla “Nuova Bussola quotidiana”,  ho trovato questa segnalazione,  che riferisce di uno sbandamento gay della nota rivista “Il sussidiario”. Cito:
Nella vita ci sono poche certezze, e stanno crollando pure quelle.
Il riferimento va al quotidiano on line “Il Sussidiario”, della Fondazione per la Sussidiarietà, che si distingue nel panorama mediatico per la serietà e la ragionevolezza delle posizioni espresse.Una certezza fino a pochi giorni fa, quando sul sito del quotidiano è apparso un editoriale intitolato L’amore ha vita breve, che si propone di “abbattere il pregiudizio anti-cattolico sull’omosessualità”. Bene, penseranno i lettori della Nuova Bussola Quotidiana: finalmente si chiarirà che la Chiesa si rivolge alle persone con tendenze omosessuali con rispetto e delicatezza.Invece no: ciò che l’articolo del Sussidiario abbatte è il Magistero ecclesiale sull’omosessualità.
Scrive l’autore: “La Chiesa […] non ha paura di guardare con simpatia a [sic] qualunque tipo di attrattiva – tra uomo e donna, tra uomo e uomo o tra donna e donna – che si sviluppi nella storia”.
Ecco invece cosa dice il Magistero: “[…] la particolare inclinazione della persona omosessuale, benché non sia in sé peccato, costituisce tuttavia una tendenza, più o meno forte, verso un comportamento intrinsecamente cattivo dal punto di vista morale. Per questo motivo l’inclinazione stessa dev’essere considerata come oggettivamente disordinata” (Homosexualitatis problema, 1 ottobre 1996, § 3; cfr. il Catechismo della Chiesa Cattolica § 2358). Le attrattive, dunque, non “[…] sono poste tutte sullo stesso piano, senza discrimininazioni”. (segue…)
La cosa mi stupisce fino a un certo punto. Succede, come argomentavo in grande dettaglio qui,
e qui
che questo trend disastroso è dovuto alle contaminazioni, pesantissime, del pensiero cattolico da parte di quello liberale.  “Il Sussidiario” si occupa di politica e di economia. A mio parere, il punto è questo: esempio, un politico che vuol fare la sussidiarietà, in un PdL berlusconiano ci può anche stare,  se -per miracolo – lo chiamano, come è successo a Formigoni. Anzi, benissimo che ci stia.
Però poi ci sono due rischi: il primo, è che i panzer liberali che sono nel partito, come Bondi e Galan, se tu vuoi far la sussidiarietà  per davvero, o ne vuoi far troppa, o promuovi i princìpi non negoziabili, prima o poi ti mettono in riga. Come è successo alla Roccella e a Sacconi.
TAVSISecondo, a forza di starci, con i liberali, finisci per pensare come loro. E quindi, dopo sei affetto da uno “strabismo politico”, per cui invece della Dottrina sociale e della partecipazione,  promuovi la società dei consumi keynesiana, con la relativa “istituzionalizzazione dello spreco della cosa pubblica” (Sturzo dixit), come ha fatto Lupi con la TAV.  Il sussidiarioNon per niente, anche “Il Sussidiario” è convintamente altavelocista. Oppure, come ha fatto Mario Mauro, finisci per andare addirittura con Mario Monti, “doctor satanicus”, come scrivevo in questo post:
Ma, vi chiederete voi, esiste un antivirus sicuro contro il liberalismo?… 
Certo, è “la filosofia della TAV”!… No, dài, scherzo…  ma, battute a parte – ogni tanto ci vuole – l’antivirus puntuale sta, esempio, nella lezione dei maestri, sulla quale ho strutturato questo blog: Toniolo, Sturzo, e francamente, in modo speciale Pier Luigi Zampetti.
***
Cambiando discorso, comunque il PD è fortissimo, al di là di ogni aspettativa, nonostante gli arrosti che fisiologicamente (in quanto statalista e oligarchico) combina un po’ dappertutto, dove amministra (l’apoteosi col  MPS):  avete visto a Roma?… Marino primo, un milanese scialbo, spocchioso e antipatico (oltre che pro-gay e pro-tutto il resto) primo alle amministrative a Roma!… incredibile!… Sottovaluto sempre la potenza del lavaggio del cervello che la sinistra ha sempre fatto nella scuola di Stato… chapeau!
D’altronde, ho visto che anche Alfio Marchini e il candidato di M5S erano pro-formalizzazione unioni gay… Alemanno, a suo tempo, ha dato l’OK al gay pride (o gay-Prodi) a Roma. Non  ci possiamo fidare di nessuno, cari amici. Come dite?… ah, sì, il meno peggio, certoGiusto, avete ragione.
 
Bisognerebbe educare meglio il popolo. Su questo, CEI e Bagnasco  non hanno mai brillato per lucidità e incisività… vabbé, i cattivi non praevalebunt. Però la responsabilità dei buoni che dormono, invece di vegliare come le note vergini evangeliche, resta.
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