L’ASSASSINIO DI FABIANA: UNA TRAGEDIA EDUCATIVA. Il buono-scuola, presto!!!….

Luigi NegriCe ne saranno rimasti, in Italia, di uomini con gli attributi – fra le personalità pubbliche – e che volgono le loro qualità verso il bene del popolo, forse meno di una decina.

Fra questi, certamente S.E. Luigi Negri, Vescovo di Ferrara-Comacchio. Negri ha dato un giudizio, senza timore di essere politicamente scorretto, sulla vicenda dell’assassinio di Fabiana Luzzi. La giovane bruciata ancora viva dal suo ragazzo, senza motivo, a Corigliano Calabro. Gelosia?… No, solo uno spaventoso alibi al vuoto interiore.

L’intervento di Negri lo leggete, integralmente, qui. Riprendo dal comunicato stampa della Diocesi di Ferrara-Comacchio:

Come (il Vescovo) ha chiarito durante una celebrazione liturgica, se si potesse risalire a quei millenni che segnalano il passaggio faticoso dalla barbarie alla civiltà, forse non troveremmo episodi di questo tipo. Un’assoluta insensibilità umana, un cedimento agli istinti terribili di gelosia e di possessività che fanno dell’altro semplicemente un oggetto della propria manipolazione e della propria violenza.

L’Arcivescovo si chiede se è ancora tollerabile da parte del mondo adulto una situazione giovanile così tragicamente compromessa. E’ ancora possibile lasciare migliaia e migliaia di giovani in una situazione di sostanziale ineducazione che li abbandona a vite e a divertimenti senza nessuna misura, e che rende queste vite sostanzialmente già perdute in partenza? Dominate dall’alcol, dalla droga, dalle reazioni istintive, dalle violenze incontrollate e incontrollabili.

E’ necessaria una ripresa fondamentale di coscienza da parte dei genitori, delle istituzioni educative, e certamente da parte della chiesa, perché questa enorme possibilità positiva che è la gioventù, per il presente e per il futuro della società, non diventi una tragica perdita di intelligenza, di volontà, di affezioni, di capacità di sacrificio e di capacità di dedizione.

Alle parole illuminate di mons. Negri, aggiungo qualche personale considerazione.

Dunque, c’è un disastro educativo vastissimo, in Italia e non solo. Questo, in prima istanza, è un fatto squisitamente politico, come è ben scritto in questo ottimo intervento di Angela Pellicciari su “La Nuova Bussola quotidiana”:

Siamo alle solite: da quando la rivoluzione francese (e prima Lutero) ha soppresso la scuola cattolica in favore di un indottrinamento pubblico anticattolico, pomposamente denominato scuola pubblica, i tentativi di educare bambini e ragazzi alla morale illuminata e libera (da rivelazione, magistero e senso comune) sono proseguiti con regolare costanza. Giacobini, liberali, massoni e comunisti, nazisti, e, oggi, le élites illuminate di varia provenienza, concordano nell’idea che non siano le famiglie il soggetto più adatto ad educare le nuove generazioni. Questo compito spetterebbe alla stato per manifesta inadeguatezza, arretratezza e piccineria dell’ambiente domestico. I genitori sono carenti sul piano culturale e pieni di pregiudizi, quindi tocca allo stato: questo il pensiero apertamente condiviso anche da noi, poco più di un anno fa, dal ministro Fornero. (segue)

Questo è il grosso problema che abbiamo, anzi il problema dal quale discendono tutti gli altri, come voi avrete visto che ho sempre scritto in questo blog. Ora, il fatto è che noi cattolici, che in pratica siamo gli unici che dovremmo essere convinti della indispensabilità della libertà di educazione,  poiché è con l’educazione di Stato che – mediamente – gli oligarchi  gestiscono la democrazia rappresentativa e plasmano le coscienze – e quindi, nell’interesse del popolo, non dovremmo lasciarglielo fare – su questo punto stiamo ancora dormendo dalla grossa. Urge che ci svegliamo.

La crisi è antropologica, e se non vi si mette mano in questo senso, non la supereremo mai. Onde, l’indispensabilità immediata del buono-scuola in tutti i livelli di istruzione di ogni ordine e grado, l’indispensabilità della libertà effettiva di educazione, secondo Costituzione. Per cominciare a togliere i giovani dalle grinfie di un sistema che – quando non funziona, e succede troppo spesso – è anche strutturalmente incapace di educare. 

Questo problema è presente in tutta Italia, ed in modo particolare al Sud, dove la scuola è, da lunghissima pezza, spesso considerata una “occasione di occupazione”, nel senso di posto di lavoro poco motivato e qualificato. Tanto, chi se ne importa? Nessun giornale, nessuna TV andranno a raccontarlo in giro. Gli effetti, poi, come una bomba a scoppio ritardato, di inodore gas nervino, si vedranno specialmente anche dopo, quando i ragazzi saranno usciti dalla scuola. Questa cosa, specie al Sud, nessuno la vuol proprio vedere.

Però, se la gente è tenuta in tali condizioni di abbrutimento culturale, poi alla fine i risultati sono quelli che ogni tanto leggiamo sui giornali, come nel caso di Fabiana. La tragedia è che, di questa cosa, gli adulti sono pressoché totalmente inconsapevoli. Gli adulti si comportano in modo inane, poiché le generazioni precedenti sono state a loro volta già plasmate nel senso che abbiamo detto.

Quindi, gli adulti si ritrovano ora ad essere i primi responsabili di questa tragedia. Ed è davvero vergognoso, a mio parere, che gli adulti si facciano scudo della loro gravissima irresponsabilità, dietro lo schermo delle consuete fiaccolate notturne di protesta, contro i c.d.”femminicidi”. Dove anche la parola stessa, femminicidio, altro non è che un inattendibile alibi, a fronte di una colpevole visione antropologica sbagliata. Dove l’immancabile e ritrito slogan “sarai sempre  nei nostri cuori” copre la spaventosa voragine educativa. Dico questo, si capisce, con il massimo rispetto per il dolore dei ragazzi. Nella fervida speranza, però, che se le coscienze gli adulti dormono, il dolore della ferita che brucia faccia svegliare almeno le loro. Ma come faranno a crescere, poveri ragazzi, senza guide sicure che li accompagnino?… Non possono farcela da soli.

FabianaLa tragedia non è solo nel crimine di una delicata creatura bruciata da viva, quando avrebbe dovuto essere rispettata, amata e protetta. Perché il dato di un 200.000 aborti l’anno, solo in Italia, ci dice che – a parte casi come quello di Fabiana – di morti se ne contano a cataste, in tutto il Paese. Anche nelle regioni “educate”, dove episodi efferati come quello che ha visto vittima Fabiana sono più rari. E anche se di tutti questi aborti non vi è sostanziale notizia sui media. Ma la tragedia rimane, intatta.

Questa è la crisi antropologica!… Se non la risolviamo, fare progresso, crescita, sviluppo e lavoro resterà una pura illusione.

Concludo con una ultima, importante osservazione, di carattere politico. Guardiamo in faccia la realtà. All’indomani dell’omicidio di Fabiana, il colpo più impietoso alla memoria della giovane, la strumentalizzazione più totale, è avvenuta in Parlamento. Dove la Deputata del PD Enza Bruno Bossio ha pronunciato il discorso che trovate riassunto qui, e dal quale riporto:

Perché il femminicidio diventi il ricordo di un’epoca lontana, però, dobbiamo cambiarla tutti noi questa storia”. “Intanto – ha concluso Enza Bruno Bossio – servono misure esecutive che attuino la Convenzione per garantire adeguati finanziamenti pubblici ai ‘Centri donna’, assistenza legale e case di accoglienza. Ma soprattutto è necessaria una grande mobilitazione culturale per introdurre la cultura di genere nella formazione scolastica affinché i nostri figli imparino a conoscere e a rispettare la donna e il suo corpo”.

L’identità di genere, specialmente del caso di Fabiana,  non c’entra nulla. Piuttosto, come il magistero petrino segnala con grande allarme e preoccupazione, l‘identità di genere è la bomba più potente che  le élites oligarchiche stanno facendo esplodere a ripetizione nella nostra società. Per devastarla fino al più profondo livello antropologico, che è proprio quello dell’identità umana, della coscienza del sé. E’ proprio l’identità di genere, annullando la fisiologica, ontologica, indispensabile consapevolezza di sé come uomo o come donna – altra via non c’è, se non distorta – a provocare la massima frustrazione nel’individuo. Con i conseguenti, puntuali scoppi di violenza.

Ben triste paradosso, dunque: i lupi si travestono da agnelli, secondo la profezia evangelica. Gli alfieri della distrutturazione dell’uomo si  spacciano da benefattori, da soccorritori.

Fino a quando seguiteremo a farci, e a lasciarci fare, così tanto male?…

Annunci

2 pensieri su “L’ASSASSINIO DI FABIANA: UNA TRAGEDIA EDUCATIVA. Il buono-scuola, presto!!!….

  1. Pingback: 26 NOVEMBRE 2013: GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SUI CERVELLI!… | lafilosofiadellatav

  2. Pingback: la vera “buona scuola”: i Colloqui fiorentini | lafilosofiadellatav

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...