F-35 story; continua a spararne grosse Mario Mauro, a nome del Governo Letta

f35stovl

jsf F-35, versione STOVL portaerei

E’ – purtroppo per noi cittadini contribuenti – degna del sistema d’arma più sofisticato la potenza di fuoco, in fatto di disinformazione, del Ministro alla Difesa Mario Mauro, ovviamente in nome e per conto del Governo Letta.

E’ di ieri la notizia che Mauro ha riferito in Parlamento che sarebbe assurdo ringambare, ora, sugli F-35, quando abbiamo già speso 3,5 mld di euro per adeguare ai caccia americani la nostra unica portaerei, la Cavour.

Breve ricerca in rete, e solo da questa pagina de “La Stampa” web emerge il dato che ci interessa e cioè che

Attualmente l’Italia prevede di acquistare 90 caccia F35, per una spesa di 14,3 miliardi di euro in 15 anni: dei velivoli, 60 sono nella versione a decollo convenzionale (`Ctol´) al costo medio di 74 milioni di euro l’uno e 30 in quella a decollo verticale (`Stovl´), 88 milioni di euro ad esemplare. Proprio per questi ultimi è previsto l’impiego nella portaerei. La Cavour ne potrebbe ospitare una ventina, in sostituzione degli attuali AV-8B/Harrier.

Dunque, la Cavour potrebbe ospitare max 20 F-35, che mi sembrano già tanti. Non so che ci vorrà fare il nostro Governo. Ma, e gli altri 10 F-35 restanti?… A che servirebbero?… Forse per toglierci i pezzi di ricambio, mano a mano da sostituire sugli aerei in uso?…

Infatti, della materia parlavo già in questo post, nel quale a mia volta mi rifacevo a questo intervento sulla “Nuova Bussola Quotidiana”, firmato dal Direttore di Analisi/Difesa, Gianandrea Gaiani. Ve ne cito qualche stralcio, raccomandandovene la lettura integrale.

Alla fine la montagna ha partorito un topolino, o per meglio dire la politica italiana non ha perso l’occasione per coprirsi di ridicolo dimostrando non solo di non sapere risolvere i problemi ma di non essere in grado neppure di dibatterli. Nonostante la grancassa mediatica, il dibattito alla Camera sull’acquisizione italiana dei cacciabombardieri F-35 Lightning, noto anche come Joint Strike Fighter, si è concluso con l’approvazione di una mozione della maggioranza (381 si contro 149 no) che salva forse il governo dalla spaccatura ma di fatto non influisce minimamente sull’impegno nazionale nel programma.

Non lo rafforza giustificandolo sul piano militare ed economico e non lo demolisce motivando le ragioni di un ripensamento sull’acquisto del velivolo più costoso della storia militare. La maggioranza si impegna quindi a “non procedere a nessuna fase di ulteriore acquisizione senza che il Parlamento si sia espresso nel merito”. Un esito insignificante perché gli ordinativi annuali di F-35 era già previsto venissero autorizzati dal Parlamento. Nel silenzio degli organismi militari e politici della Difesa finora abbiamo ordinato e pagato 6 velivoli più altri 8 in pre-ordine spendendo in totale quasi un miliardo di euro.

L’altra bugia, sostenuta dalla maggioranza di governo e dalle forze armate, recita che almeno 90 F-35 sono indispensabili per sostituire i 250 vecchi Tornado, Amx e Harrier in servizio. In realtà i jet di questi tre tipi da rimpiazzare sono oggi circa 130 e gli unici F-35 realmente indispensabili sono i 15 previsti per la Marina, come ha ricordato recentemente il sottosegretario alla Difesa, Roberta Pinotti. Si tratta di aerei della versione B a decollo corto e atterraggio verticale (stovl) destinati all’imbarco sulla portaerei Cavour che non può imbarcare velivoli diversi da questi.

Allora qualcuno, evidentemente, le sta già sparando grosse, anche senza bisogno di armi sofisticate: i 15 F-35 della Pinotti, nella versione stovl necessaria alla Marina, il Ministro Mauro li ha magicamente raddoppiati.

Ma Gaiani diceva un’altra cosa molto importante:

Per i 75 velivoli F-35 destinati all’Aeronautica c’è invece un’alternativa e per di più è già in servizio: si chiama Eurofighter Typhoon. Prodotto europeo nel quale l’ìndustria italiana è protagonista, che non è solo un caccia ma anche un aereo da attacco. Compito per il quale viene impiegato dai britannici (che lo hanno usato in Libia) e dai tedeschi (Berlino infatti non acquisirà l’F-35) ma non dalla nostra Aeronautica che vuole giustificare così la necessità degli F-35. Invece di puntare sul nostro prodotto, concorrenziale con gli aerei americani, l’Italia rinuncia a parte dei Typhoon previsti (da 121 l’ordine è sceso a 96), non li impiega per le loro capacità di attacco e cerca di svendere i primi 24 esemplari sul mercato dell’usato. Uno spreco di cui nessuno (stranamente) parla per aerei con appena sette o otto anni di vita.

Nessuno in Parlamento discute del fatto che con l’F-35 ci metteremo tecnologicamente nelle mani degli Stati Uniti per i prossimi 50 anni. Rinunceremo alla capacità industriale e strategica acquisita con i programmi europei Tornado e Typhoon costati migliaia di miliardi di lire al contribuente e trasformeremo la nostra industria da progettatore, produttore ed esportatore di aerei da combattimento in sub contraente dell’americana Lockheed Martin. Inoltre gli Stati Uniti avranno il controllo diretto sui nostri F-35, aspetto potenzialmente pericoloso per la sovranità nazionale tenuto conto che gli interessi di Italia ed Europa non sembrano coincidere sempre con quelli di Washington. Un tema sul quale i politici dovrebbero invece dibattere considerato che della parola “Europa” si riempiono la bocca ogni giorno.

Typhon

EUROFIGHTER TYPHOON, il caccia europeo sul quale anche l’Italia ha investito… e che ora non vuole più

Concludo con la stessa osservazione, che mi sembra sempre attuale, che facevo nel mio precedente intervento sugli F-35:

*******

…Mi pare invece, cari amici, che il problema, ancor prima e assai più di essere strettamente militare, resti di natura squisitamente politica. A prescindere da quale marca siano tutti questi numerosissimi sofisticati aerei da combattimento, mi chiedo, a che servono, e soprattutto in così grande quantità?

Ormai la guerra fredda è finita. L’unico pericolo sostanziale poteva essere, in  passato, l’Unione Sovietica. Ma, ormai, non mi pare ci sia un pericolo concreto che Russia voglia invaderci militarmente, quando ci sta tenendo abbastanza per le briglie vendendoci il suo gas.

Non credo che simili rischi possano venire dall’unica altra grande potenza mondiale, la Cina. La quale a sua volta ci ha conquistati finanziariamente, comprando quote importanti del debito pubblico italiano e americano, e anche commercialmente, invadendo noi e tutto il resto del mondo con le sue merci spedite via mare (alla faccia della TAV), prodotte a basso prezzo da tanti lavoratori ridotti in condizione di  semi-schiavitù, se non di schiavitù totale nei Lao-gai. Tra l’altro, la Cina ci ha già invaso, noi Italia, con la massiccia emigrazione clandestina. Ancora caratterizzata dallo schiavismo, e che tanto tessuto economico ha fatto saltare anche nella nostra Toscana, nell’indifferenza politica e istituzionale. In questa guerra, nessun sofisticato jet militare poteva avere alcun ruolo.

E dunque, queste decine, queste centinaia di jet?… Forse contro l’Iran degli Ayatollah, per sventarne la minaccia atomica?… Ma, a parte che l’Iran post-khomeinista sta implodendo, in questo caso – senza voler entrare nel merito politico –  si utilizzerebbero eventualmente i missili balistici, non certo, massicciamente, gli F-35 o i Typhoon.

Dove altro?… In Afghanistan, in Siria eventualmente(?!?), in Irak, o, soprattutto ancora una volta, in Libia?…

Mi sembra, cari amici, che su tutti questi terreni abbiamo, noi Occidente, già perso abbondantemente. Nonostante disponessimo di una tecnologia avanzatissima, nemmeno lontanamente paragonabile a quella dei Paesi citati. Ma nessun aereo che vola alto nei cieli riesce a domare la rabbia di gente incattivita e/o indottrinata, che agisce sul terreno con metodi “sporchissimi”, mischiata ai civili e facendosi scudo di essi.

Le vicende belliche, legati ai conflitti medio-orientali e alla “guerra al terrorismo”, nella quale anche il nostro Paese è coinvolto, sono sotto gli occhi di tutti ormai da tempo immemorabile. Non mi metto neppur lontanamente a riepilogarle in questa sede, a puntualizzare i loro esiti infaustissimi rispetto alle “buone intenzioni” di partenza, perché non ve ne è alcuna necessità. Non posso però non fare un cenno alla vicenda siriana, dove ben si è visto che, con l’appoggio ai ribelli che sono peggio di Assad, l’Occidente sembra davvero non voler mai imparare dagli errori del passato.

Indico, soltanto, il tallone d’Achille dell’Italia e dell’intero Occidente: con quale coraggio andiamo a proporre, ai pur sventurati Paesi di cui sopra, l’esempio delle nostre democrazie rappresentative, che stiamo facendo andare a male con la massima determinazione, promuovendo sistematicamente, con una determinazione degna di miglior causa, l’auto-distruzione dello Stato con la promozione dell’omosessualità e dell’identità di genere, fino ai massimi livelli istituzionali?… E mentre stiamo auto-distruggendo le nostre economie col keynesismo liberal-socialista,  totalmente bancarottiero e sinergico con la democrazia rappresentativa e con la società dei consumi, disgregatrice dell’anima e della coscienza del popolo?…

Anche in questo caso, i jet non servono a nulla, perché, come scrivevo in questo postil nemico è già dentro la città. 

A quei sfortunati Paesi gli consigliassimo piuttosto, rispettosamente, la sussidiarietà e la Dottrina sociale!… Anzi, meglio ancora, la facessimo noi per primi, la “società partecipativa”, per il nostro vero bene, e dessimo l’esempio.

Annunci

3 pensieri su “F-35 story; continua a spararne grosse Mario Mauro, a nome del Governo Letta

    • Caro Fausto, da quello che si vede, se noi Occidente siamo in grossa crisi di identità, anche senza essere grandi politologi, tutti i Paesi islamici – e la povera già gloriosa Persia lo è, purtroppo per lei – tracollano, è solo questione di tempo, a motivo delle insanabili contraddizioni dell’Islam medesimo, e della sua totale incapacità a rispondere alle esigenze antropologiche dell’uomo… a quelle, solo Cristo può rispondere… non lo dico per campanilismo, è proprio un fatto oggettivo

  1. Pingback: GLI USA CI SPIANO. IN ITALIA GIA’ SI SAPEVA. MA GLI VOLEVAMO COMPRARE LO STESSO GLI F-35. | lafilosofiadellatav

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...