Dopo la veglia per la pace, l’attacco alla Siria si allontana. Ma….

11set2Mi son chiesto spesso cosa avrebbero potuto fare gli Stati Uniti d’America, dopo l’11 settembre, invece di dare il via alla guerra in IRAK, a suo tempo fermamente sconsigliata da Giovanni Paolo II. Scelta che poi, se si guarda cosa è successo al popolo dell’Irak, specie quello  cristiano, effettivamente si è rivelata infelice.

Era una domanda ragionevole da farsi. Perché, realisticamente parlando, non è che la prima potenza mondiale potesse incassare una umiliazione di tale portata, senza reagire. Ho ipotizzato, a livello di speculazione intellettuale teorica, che invece di impantanarsi nella guerra dell’IRAK, gli USA avrebbero potuto fare la scelta, per loro più conveniente, di limitarsi a incenerire dall’alto, con i loro potenti mezzi, qualche base quaedista.

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Poi ho capito che, in realtà, era la domanda ad essere mal posta. Il problema ce l’abbiamo, noi Occidente, dentro di noi. Analogamente a come papa Francesco ha detto che la veglia di preghiera del 7 settembre 2013, vigilia della festa liturgica della Natività della Vergine Maria,natività maria non era solo per la pace nel mondo, ma anche per quella nei nostri cuori.

In breve, la crisi economica, che politicamente si intreccia con i piani jihadisti per il califfato universale, resta antropologica. Ovvero, esempio, come possiamo sperare noi, nel nostro Occidente, di poter fronteggiare efficacemente la minaccia jihadista, se sistematicamente tolleriamo, e anzi promuoviamo, fino nei consessi internazionali più importanti, e non dico autorevoli, come l’ONU, la tragedia dell’aborto?…  per i numeri, che a livello mondiale sono spaventosi, rimando a questo articolo. A livello nazionale, in America ci sta che gli aborti fatti si aggirino sull’ordine di grandezza di due milioni all’anno. In Italia, siamo sui 200.000, sempre all’anno.

Lo so, non è questo il modo corrente con il quale il sistema della politica e dell’economia considera la realtà dei fatti. Ma quanto prima quel sistema comincia a cambiare, meglio è. Un aborto resta sempre un omicidio, nel senso letterale del termine… una vita umana, una vita a tutti gli effetti, e per di più innocente e indifesa, e per di più nel corpo della madre, che ha in sé del sacro, viene deliberatamente spazzata via. Quindi, voi capite che, davanti a tali fatti, le pur drammatiche vicende dell’Irak, piuttosto che quelle della Siria, vanno riconsiderate… nel senso che, ontologicamente – come diceva Madre Teresa di Calcutta – dato il treno che ha preso l’Occidente, si intuisce che le seconde derivano dalla prima. Come possiamo anche solo pensare di poter fronteggiare efficacemente il terrorismo, se i primi killer massivi siamo noi stessi, malvagi che agiamo al falso riparo del consenso elettorale, nelle nostre democrazie ormai andate a male?…

Lo stesso dicasi per la promozione sistematica e coercitiva dell’omosessualità. Altro treno catastrofico sul quale le oligarchie massoniche che comandano la musica, all’ombra delle democrazie rappresentative occidentali, ormai palesemente in decadenza, in mancanza totale di sussidiarietà, hanno deciso di imbarcare i popoli da loro controllati.

Ora, con questa paradossale vicenda della prospettata guerra al Governo ufficiale della Siria, quello di Bashar al-Assad, l’Occidente, e in particolare l’America del premio Nobel per la pace (sapevamo fin dall’inizio che era premio-bidone!…) Obama, ha proclamato di voler davvero toccare il suo fondo:  un semplice sguardo sulla realtà dimostra infatti che, così facendo, non solo si andrebbe a fare gli interessi del jihadismo quaedista, invece che tutelare il diritto internazionale, ma che ci si sta anche GIA’ disinteressando – intenzionalmente! – dei cristiani di Siria, già vittime di genocidio da parte dei miliziani quaedisti che, lungi dall’essere “ribelli” interni, sono mercenari che vengono da fuori: Cecenia, Pakistan, Libia, e altri paesi sotto controllo islamico. Questi uomini, loro sì pronti a ogni atrocità, come dicevo in questo post, sono spietate macchine da combattimento, robot dal cervello lavato da cattivi maestri. Assad non è certo un boy-scout, ma i “liberatori” sono peggio, molto peggio. Lo racconta il giornalista Gian Micalessin in questo video:

E’ come, se un viandante viene aggredito per strada, la comunità internazionale si mobilitasse in aiuto del brigante, minacciando il malcapitato di severe sanzioni, per aver provato a difendersi!

A tal punto di follia sono giunte le nostre democrazie… ma chiamarla follia è improprio, in quanto si tratta di puntuali disegni perversi delle stesse oligarchie massoniche che, con i potenti mezzi che si sono procacciate impossessandosi delle stanze di controllo delle nazioni, promuovono divorzio, aborto, omosessualità, e – coerentemente – questa politica estera disastrosa. Questo fanno, in quanto mosse dalla volontà di distruggere l’uomo.

E’ già noto in via ufficiale che, dietro a questa guerra alla Siria, ci sono L’Arabia Saudita e il Quatar. Anche la Turchia di Erdogan, follemente,  ha voluto farsi della partita. E meno male che c’è un Putin, per quanto figura inquietante, si oppone al perverso disegno dell’Occidente, circa il quale – come di consueto – anche l’Italia si è dimostrata ondivaga, ambigua e contraddittoria.

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Vladimir Solov’ev

Con l’occasione, se qualcuno volesse approfondire la comprensione di quella complessa realtà che è l’Islam, consiglio queste interessantissime citazioni, tratte dal sito Cultura Cattolica, del famoso Vladimir Solov’ev.  Vi metto anche il link a questo articolo del sito Asianews, che fa capo al PIME, dove si spiega in breve il senso dello storico conflitto all’interno del mondo musulmano: quello che contrappone gli sciti ai sunniti, scontro che vediamo infiammare il Medio Oriente.

E però, va anche detto che, come a suo tempo a Sarajevo, prima dell’ultima guerra dei Balcani, anche in Siria accadeva che cristiani e musulmani convivessero pacificamente. A Forlì, i detenuti del locale carcere, di religione musulmana, hanno chiesto e ottenuto di poter partecipare, in qualche modo, alla preghiera per la pace. E, negli ultimi giorni, sono accaduti episodi come questo. La realtà è più complessa e articolata di quanto possa dar conto questo post.

Quindi, la prima cosa da fare, per noi Occidente, più che far guerre a chicchessia, sarebbe rinsavire… sulle oligarchie dominanti c’è da far poco conto, per i motivi che ho detto. Speriamo che la preghiera per la pace, indetta da Francesco, risvegli un movimento di popolo, e che la consapevolezza della tragicità della nostra situazione, anche se da noi non abbiamo macerie per le strade, prenda sempre più piede. L’unica soluzione, come ho detto, è la sussidiarietà, la società partecipativa.

Questo il video dell’omelia di Francesco, alla veglia per la pace:

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