Crisi di governo e “novissimi”

sistinaIl quadro politico del momento, si potrebbe dire, da sé solo ci porta, non  dico nemmeno a ragionare, ma semplicemente a esporvi – non ho da fare altro, semplicemente porgervela – Cari Amici, della ineluttabile centralità di Cristo.

I “novissimi”, così definiti, i misteri finali della vita dopo che è finita, che sono: morte, giudizio, inferno e paradiso, sono infatti inesorabilmente evocati dalla liturgia di ieri domenica 29 settembre, che ci propone la parabola del povero Lazzaro. Quello che secondo la narrazione evangelica era così povero e negletto che appena solo i cani avevano la tenerezza di leccargli le piaghe, e del ricco epulone, il cui nome è ignoto, in quanto definito dal suo attaccamento ai godimenti della vita presente. E’ Luca 16, 19-31, e se volete lo leggete qui. Insomma, lo sapete, non è che nella parabola vi sia un happy end, un accomodamento… c’è questo “grande abisso” irrevocabilmente fissato per l’eternità tra chi, pur rozzamente detto, del suo ventre si è fatto un Dio, e chi invece, nella sofferenza. ha avuto il tempo di farsi qualche domanda sul senso della vita.

Si sa che la politica è opinabile, ma questa, cari amici, senza tema di smentita è una questione che al 100% prima o poi ciascuno di noi è chiamato ad affrontare. Papa Francesco ieri ha detto che “Se denaro e mondanità diventano il centro della nostra vita, ci afferrano, noi perdiamo l’identità di uomini. Questo succede quando perdiamo la memoria di Dio”.

Ma, non è che voglio fare il predicatore. Passo quindi direttamente a trarre le conseguenze di quanto sopra, appunto rispetto al quadro politico.

Sappiamo che Berlusconi ha praticamente dato il via alla crisi di governo. Non è però di tale dinamica, già sviscerata in molte sedi, che qui voglio parlare, quanto piuttosto del contesto filosofico ed esistenziale – dopotutto siamo a “la filosofia della TAV” – nel quale questo evento ha corso.

Ebbene, osservo che tutti i protagonisti e gli antagonisti della vicenda politica ragionano come il ricco epulone: nessuno di loro, politici, industriali e sindacalisti, riesce ancora ad andare al di là della logica di pensiero del ricco epulone: tutti infatti si richiamano, sia pure in modi contrapposti, alle categorie del consumo, della “crescita” e dello “sviluppo”… d’obbligo, ovviamente, le virgolette. Quanti appelli, quanti allarmi bi-partizan, quante sofisticate e cervellotiche analisi abbiamo sentito, in tutti questi anni, su quanti sforzi dovremmo fare per superare la crisi, fondandoci sulle categorie del ricco epulone. E, invece, dando retta a queste sirene, oggi ci ritroviamo praticamente in bancarotta!

cinemaPerò, voi sapete che su questo blog abbiamo sempre segnalato che la questione è ben altra, che la crisi, ben prima di essere economica e finanziaria, è antropologica… nel senso che, prima di sbattere a ripetizione come una mosca contro un vetro, guardiamo prima dentro noi stessi, come suggeriva sant’Agostino – in te ipsum redi, in interiore homine habitat veritas! – traiamo le giuste conseguenze, e poi guardiamoci intorno… con gli strumenti giusti, quelli della Dottrina sociale della Chiesa – in una parola, con la sussidiarietà – un po’ per volta, se vogliamo, ne verremmo fuori.

Ora però, mentre la confusione regna sovrana più che  mai, vorrei essere anche molto puntuale, circa la crisi. Quindi annoto tra le cose sentite ieri, quelle che mi paiono più eclatanti, ai fini di chiarezza sul dibattito politico:

1. Il vicepremier Angelino Alfano ha detto, riferendosi alla decisione del Presidente del suo partito di dare inizio alla crisi, sia per la scelta che per le modalità con le quali questa è avvenuta, “No agli estremismi”. In ciò seguìto da alcuni esponenti del PDL, Come Lupi e Sacconi. In realtà, osservando come vanno le cose sul terreno, non più tardi di pochi giorni fa scrivevo in dettaglio  in questo post che, portando ad esempio la questione della TAV in Val di Susa, i c.d. “moderati”, così amano definirsi, non sono per niente moderati, ma anzi sono proprio loro ad assumere posizioni estremiste, a pro di interessi oligarchici.

2. Sulle stesse posizioni di Alfano, Gaetano Quagliariello, ministro per le riforme nel Governo Letta, in quota PDL, Presidente e fondatore della Fondazione liberale “Magna Carta” si è dissociato anch’egli dalla scelta di rottura berlusconiana, e ha detto, anzi ridetto per l’ennesima volta, che c’è l’urgenza, per superare l’impasse, di una “rivoluzione liberale”.

tonioloEcco, cari amici, quello che mi piaceva puntualizzare qui, è questo tragico errore di fondo in cui Quagliariello  & sodali inducono non poca parte del popolo, e dal quale mi è caro mettervi sull’avviso: il liberalismo, del quale il socialismo è figlio, così segnalava il Beato Toniolo, è precisamente uno dei sistemi di pensiero atei e razional-materialisti che ha messo in grossi guai il ricco epulone. Quindi il liberalismo, lungi dall’essere la soluzione, è invece parte integrante del problema che ci si presenta.

E’, invece, di una pacificissima rivoluzione partecipativa, improntata al principio di sussidiarietà, ciò di cui avremmo davvero urgente bisogno!.. Di questo parlo in dettaglio in questo blog, ad esempio qui

https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/fiatpomigliano-darcomelfi-come-mettere-a-frutto-la-lezione-di-pier-luigi-zampetti-per-risolvere-il-conflitto-tra-capitale-e-lavoro/

e della fallimentare impostazione di Quagliariello, qui:

https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/incompatibilita-tra-cattolicesimo-e-liberalismo/

Non prendiamone atto troppo tardi, come è successo al ricco epulone… scuotiamoci dal torpore indotto dai cattivi maestri, anche per muoverci verso una società più umana, nel mentre che ci troviamo in questa avventura terrena.

Altra cosa inattendibile detta da Quagliariello, collegata alla precedente, è che il partito di Berlusconi avrebbe subìto, nel tempo, una “mutazione genetica” che lo avrebbe portato alla presente condizione di estremismo. Falso. Il liberalismo, berlusconiano o non berlusconiano che sia, tende sempre fisiologicamente all’oligarchia, come dico al punto 7. di questo testo:

https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/tav-il-nodo-della-violenza-in-val-di-susa-scioglierlo-e-possibile/

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Un pensiero su “Crisi di governo e “novissimi”

  1. Pingback: I falsi alibi degli anti-Cirinnà | lafilosofiadellatav

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