Politica: l’urgenza di fare chiarezza sulla vera natura dei liberali

masonsAl di là dei cambi di scena da Fregoli, e delle polemiche infuocate sulla crisi di governo, che vediamo imperversare nella politica dei palazzi e fin nei commenti dei lettori sui siti web, eccolo qui il vero nodo della questione. Ce lo porge l’agenzia “La Nuova Bussola quotidiana” in questo articolo recente di Stefano Fontana, dal quale cito:

Si potrebbe pensare che il gruppo di parlamentari che si stacca da Silvio Berlusconi sia composta da “cattolici” mentre quelli rimasti con il capo siano “liberali”. La cosa ha un certo fondamento. Se non si tratta di cattolici in senso stretto si tratta comunque di persone aperte al discorso del dialogo ragione e fede e ai principi non negoziabili. E’ anche vero che molti liberali sono rimasti dall’altra parte. Ciò potrebbe fare pensare, in futuro, ad una aggregazione politica concorde a difendere i grandi valori morali della tradizione”.

Basta questo. Il fatto che nemmeno la “Bussola” stavolta sembra cogliere, è che queste figure dissidenti del PDL son tutti, ben compresi Lupi e Alfano, catto-lberali o liberali, tout court, keynesiani. Fautori cioè del concetto di “progresso & sviluppo” per tramite dell'”istituzionalizzazione dello spreco della spesa pubblica” (Sturzo dixit), come dico meglio qui:

https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2013/10/02/tav-mentre-la-grande-nave-affonda-ce-chi-addobba-il-salone-delle-feste/.

Persone culturalmente incapaci di realizzare che la crisi è antropologica. Che significa questo, in parole povere?… In soldoni, vuol dire che è da fantascienza sperare che vi siano “crescita, progresso & sviluppo” mentre, a esempio in Italia, si fanno un 200.000 aborti l’anno, tra chirurgici, meccanici e chimici. C’è una guerra contro l’uomo, ed è quindi impensabile che, mentre questo accade, l’economia possa andar bene e che vi siano pace e prosperità. Questo tema, che MAI viene toccato nel dibattito politico, è però estremamente concreto. Certo, essendo in prima istanza un fatto culturale, potrà essere superato, nel tempo, solo grazie all’educazione del popolo (onde l’importanza primaria del buono-scuola per la libertà di educazione) al senso della vita.

BarillaQuanto alla sensibilità di  Lupi e Alfano rispetto ai princìpi non negoziabili, si è vista alla prova nel Governo Letta/Berlusconi, col Decreto filiazione e col Decreto anti-omofobia, e specificamente col loro silenzio-assenso nel caso della rieducazione politica di Guido Barilla, come ha giustamente riferito la medesima “Bussola”, qui http://www.lanuovabq.it/it/articoli-barilla-rieducato-squallore-italia-7405.htm.

Quanto alla pretesa compatibilità del liberalismo – che secondo Fontana dovrebbe andare a “difendere i grandi valori morali della tradizione” – con la Dottrina sociale – questa la mistificazione che ci devasta totalmente – la approfondisco in grande dettaglio qui: https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/incompatibilita-tra-cattolicesimo-e-liberalismo/

E’ questo un punto importantissimo, perché a ogni piè sospinto si sentono gli appelli all’unità dei c.d. “moderati”, che invece, come ho detto molte volte, moderati non sono per niente. Un’altra grande mistificazione che sentiamo ripetere in queste ore politicamente convulse, è quella della nascita di una nuova formazione che vorrebbe dirsi “popolare”, richiamandosi alla lezione di don Luigi Sturzo, mentre invece è promossa proprio da quegli oligarchi la cui azione Sturzo, nell’Appello ai liberi e forti, segnalava chiaramente in questi termini:

Ci presentiamo nella vita politica con la nostra bandiera morale e sociale, inspirandoci ai saldi principii del Cristianesimo che consacrò la grande missione civilizzatrice dell’Italia; missione che anche oggi, nel nuovo assetto dei popoli, deve rifulgere di fronte ai tentativi di nuovi imperialismi di fronte a sconvolgimenti anarchici di grandi Imperi caduti, di fronte a democrazie socialiste che tentano la materializzazione di ogni identità, di fronte a vecchi liberalismi settari, che nella forza dell’organismo statale centralizzato resistono alle nuove correnti affrancatrici.

Questo diceva Sturzo nel 1919, e non l’abbiamo ancora capito!… Dobbiamo darci una mossa.

Quanto alla soluzione del problema, che è la sussidiarietà, quella vera di Sturzo e Zampetti,  non quella finta di Maurizio Lupi, che è una copertura del liberalismo ateo, materialista e bancarottiero, la approfondisco qui: http://www.ilcovile.it/scritti/Quaderni%20del%20Covile%20n.8%20-%20LA%20SOCIETA%20PARTECIPATIVA%20secondo%20Pierluigi%20Zampetti.pdf

Sveglia, popolo delle famiglie, hai dormito abbastanza!…

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6 pensieri su “Politica: l’urgenza di fare chiarezza sulla vera natura dei liberali

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