Le “terre sporche” della TAV a Firenze. Ma il marcio è ben più esteso…

talpa2Con due giorni di ritardo – ma il tema non scade, anzi, promette prossimamente un grande trambusto politico! – vi metto qui, cari amici, il link all’ultimo comunicato stampa dell’Associazione di volontariato Idra, che titola:

Indagini TAV a Firenze: un dossier-Amendola e un dossier-Europa sono a disposizione del ministro dell’Ambiente.

E’ successo che il Ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, è venuto a Firenze. Aveva chiesto, e ha ottenuto, un colloquio con i magistrati – questi son bravi, no come quelli del fantascientifico “caso Ruby”, tanto per esser chiari! – che sono impegnati nella mega-inchiesta sui lavori del nodo TAV di Firenze, circa la quale si è letto sulla stampa di ipotesi di reato gravissime, come dicevo in questo recente post. Beninteso, i dettagli li commenteremo quando ci sarà il processo, non prima… ora c’è da rispettare il segreto istruttorio.

Decreto del farePerò, già da ben prima che venisse fuori la notizia dell’inchiesta, l’Associazione Idra – purtroppo quasi in non beata solitudo, sulla piazza fiorentina, ma anche sulle altre – si era tempestivamente attivata in sede europea per denunciare una vergognosa manovra del Governo Monti, peraltro poi supportata dal Governo Letta, comunque ampiamente condivisa da Silvio Berlusconi.

Si tratta della derubricazione, tramite decreto 161/2012, delle “terre di scavo” pesantemente inquinate, derivanti dalle grandi opere, da RIFIUTO a “NON-RIFIUTO”. In barba alla normativa europea, descritta nel regolamento 2008/98/CE, che invece ovviamente nega la suddetta prassi micidiale. Tale decreto reiterava numerosi altri tentativi del medesimo tenore, agiti in passato da questo Stato inqualificabile, che è impersonato a turno dalle figure di cui sopra, e che storicamente non dimostra alcuna remora nell’avvelenare ambiente, territorio e cittadini, pur di favorire i “poteri forti” che scavano – malamente, come è accaduto a suo tempo in Mugello! – gallerie inutili, come quella di Firenze e come quella che si vorrebbe fare in Val di Susa, a spese del contribuente.

Niente di nuovo sotto il sole.

Con l’occasione che il Ministro Orlando passava da Firenze, Idra, oltre a manifestare la sua disponibilità a metterlo al corrente del dossier europeo sulle terre avvelenate e vergognosamente derubricate, ha linkato, nella lettera al Ministro, il collegamento a un recente articolo del dott. Gianfranco Amendola. Che è un grandissimo specialista della spinosa vicenda, artatamente resa macchinosa dai suoi promotori. L’intervento è apparso sulla rivista web specializzata Lexambiente.it.

talpaL’intervento di Amendola è semplicemente eccezionale, nel descrivere in dettaglio gli artificiosi meccanismi perversi agiti per spacciare per buone le terre avvelenate, come si voleva fare a Firenze, sperando di farla franca. Lo segnalo anche a voi, a questo indirizzo web: http://lexambiente.it/rifiuti/179-dottrina179/9795-rifiutilapoteosi-del-partito-delle-terre-da-scavo.html.

L’esperienza del dott. Amendola è stata preziosissima, affinché Idra potesse confezionare l’esposto europeo, per parare il colpo mancino degli avvelenatori istituzionali, sempre litigiosi tra di loro, ma appassionatamente uniti nelle cause peggiori, come quella in argomento. Vien da dire, “è la democrazia rappresentativa, bellezza!” Ed è infatti a motivo delle insufficienze strutturali della democrazia rappresentativa, che tali malvagità accadono.

La soluzione?… non c’è legge che tenga, o autoriforma impossibile di questo sistema… l’unica soluzione a tale malgoverno istituzionale non può che risiedere nell’applicazione del principio di sussidiarietà, anzi, di quella turbo-sussidiarietà che, nell’idea di quel grande maestro della Dottrina sociale che è stato Pier Luigi Zampetti, è la “Società partecipativa”.

Speriamo che i tempi maturino presto…

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