Sabato scorso, ancora una pacifica manifestazione di popolo per un’alternativa ragionevole alla TAV. Mentre l’Italia frana. Lo Stato vorrà ragionare?….

index Quello che è successo in Sardegna l’abbiamo visto tutti.  Prendiamolo, in questa sede, come un fatto oggettivo, senza metterci a indagare sulle cause dell’evento: clima impazzito, politica di costruire dove il buon senso diceva di non farlo, eccetera. Limitiamoci al fatto nudo e crudo: L’Italia sta franando, tra alluvioni, dissesti vari e terremoti. L’80% dei Comuni è a rischio idrogeologico. In più c’è il dissesto finanziario, 2300 miliardi di euro di debito pubblico. Nonostante questo il Governo Letta vuol fare a tutti i costi TAV Torino-Lione e rifinanziare l’altro pozzo senza fondo che è Alitalia. In più, il Ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi  ha voluto fare uno sconto indebito di 15 milioni di euro sulla concessione FS a NTV.images

Ora, in tale contesto, in Val di Susa,  militarizzata, sabato scorso 16 novembre c’è stata l’ennesima manifestazione NO-TAV, anzi per meglio dire, per una alternativa ragionevole alla TAVinutile Torino-Lione, i cui lavori propedeutici sarebbero già cominciati, anche se i conti dello Stato sono in rosso profondo. Manifestazione pacifica, con la consueta partecipazione di migliaia di persone. Questo il link a un articolo di “Leggo”, che ne parla.

indexCome evolverà la faccenda?… Scenderà lo Stato a più miti consigli, o vorrà portare la situazione fino alle estreme conseguenze, cioè alla bancarotta conclamata??… Non sappiamo. Però lo scontento e il dissenso che sono sempre più manifesti fra il popolo, contro questo Stato, sono insopprimibili, come scrivevo a suo tempo in questa pagina sul “nodo della violenza” in Val di Susa (capitolo 10):

se la realtà è questa, che fare, allora? Circa il “nodo della violenza”, non ci sono scorciatoie. Se lo Stato, le cui effettive caratteristiche auto-delegittimanti abbiamo largamente descritto, nonostante tutto vorrà mantenere la sua decisione di imporre a ogni costo la TAV in Val di Susa,  non potrà comunque esservi pace. L’esperienza storica universale lo insegna. Se anche, per ipotesi, tutta la popolazione dismettesse ogni azione di protesta visibile e attiva, resterebbe, a covare sotto la cenere, una silente coltre di rabbia e frustrazione. Non è pensabile “pacificare” un consapevole e fondato dissenso di decine di migliaia di persone, rimuovendo la realtà dei fatti e seguitando a bancarottare un Paese.

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2 pensieri su “Sabato scorso, ancora una pacifica manifestazione di popolo per un’alternativa ragionevole alla TAV. Mentre l’Italia frana. Lo Stato vorrà ragionare?….

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