TAV: mentre l’Italia frana, lo Stato seguita a sragionare

imagesLo ammetto, era retorica la domanda che ponevo nel post precedente. Quando, a fronte di un’Italia dal territorio oggettivamente disastrato da alluvioni (l’ultima ha appena devastato la Sardegna), frane e terremoti, e dalle  casse dell’erario ugualmente sfinite dallo spreco istituzionalizzato della spesa pubblica – 2300 miliardi di debito pubblico, che vuol dire 100 miliardi all’anno di soli interessi, mi chiedevo se circa la TAV Torino-Lione – ma di TAV ne abbiamo anche una che incombe su Firenze,  della quale si parla troppo poco, e  accennavo qui alle sue truffaldine vicende – lo Stato sarebbe sceso a più miti consigli.

La dichiarazione congiunta al termine del vertice italo-francese con Letta e Hollande, ha dimostrato il contrario. Era infinitesima la probabilità che la ragione prevalesse. Poiché, come ho accennato altre volte, il partito degli scavatori di buche in terra inutili, con i soldi del contribuente, è trasversale e trans-nazionale. Logicamente, il totalitario socialista Hollande, massimamente radical-statalista, severo avversario della famiglia secondo il diritto naturale, non poteva che ribadire l’accordo con il suo degno omologo italiano.

La bancarotta dello Stato, quindi, con i 100 miliardi aggiuntivi della Torino-Lione, si avvicina.

Ricordo qui, come scrivevo a suo tempo, che tali improvvide decisioni  italo-francesi vengono emblematicamente prese in totale spregio degli organi di controllo contabile dello Stato, che in Italia sono l’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, e la Corte dei Conti. Anche in Francia, come in Italia, la Corte dei Conti ha censurato la TAV Torino-Lione. Quanto sopra lo scrivevo al capitolo 7 di questo testo: https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/tav-il-nodo-della-violenza-in-val-di-susa-scioglierlo-e-possibile/.

Che si tratti di una “opera grande” inutile, a solo vantaggio di chi la realizza, rimando a questo approfondimento, per chi si fosse messo in contatto con questo blog solo adesso.

Ma, come dicevo, in mancanza di sussidiarietà, i poteri forti che sacrificano il bene comune a pro di “interessi particulari”, sono ancora troppo forti.

Abbiamo visto che oggi ci sono stati scontri a Roma, in Campo de’ Fiori, tra manifestanti NO-TAV dell’area dei centri sociali, e forze di polizia. Come ho detto altre volte, la violenza protestataria va sempre censurata, anche perché non porta da nessuna parte.

Parimenti, è totalmente condannabile – in questi tempi difficili e confusi è bene precisarlo – il tentato assalto degli antagonisti alla sede romana del PD.

E’ anche vero che quei torti, messi insieme al torto dello Stato, non fanno una ragione.

Insomma, come ho segnalato in passato, siamo ridotti alla miserrima condizione per cui la maggioranza silenziosa, compresa quella cattolica, ha abdicato alla buona battaglia per una alternativa ragionevole alla TAV, lasciandola in mano agli antagonisti, e perfino agli anarchici!… La realtà supera ogni fantasia.

Letta e Hollande hanno detto che i lavori veri cominceranno a fine 2014. Stiamo a vedere. Mi risulta che il debito pubblico stia montando parecchio anche in Francia. E poi, a slogan propagandistici, cambi di scena e giri di valzer, siamo abituati.

Concludo proponendovi due chicche: la prima, qui, http://www.tgvallesusa.it/?p=3356, il “cappotto” degli imprenditori della Val di Susa che hanno firmato contro la TAV, in quanto fonte di regresso economico: 3.000 sottoscrizioni versus le 400 favorevoli, raccolte su iniziativa dell’Unione industriali di Torino (che evidentemente predilige l’assistenzialismo di Stato).

La seconda, uno spettacolare lacerto video proveniente da Report, del 23.10.2011, nel quale l’allora sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture, Bartolomeo Giachino, fa un involontario, comicissimo da quanto è implausibile, spottone sul Corridoio 5 Lisbona-Kiev, in relazione alla TAV:

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5 pensieri su “TAV: mentre l’Italia frana, lo Stato seguita a sragionare

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