Lutto cittadino a Prato per la morte dei cinesi: le “lacrime di coccodrillo” della cattiva politica

download (2)La notizia è che, ieri, il Comune di Prato ha decretato una giornata di lutto cittadino per la morte dei sette operai cinesi, morti nell’incendio della fabbrica nella quale lavoravano ammassati, in condizione di schiavitù. Ne parlavo ieri in questo post, nel quale facevo anche riferimento alle giuste riflessioni sulla vicenda, da parte dell’agenzia informativa “La Nuova Bussola quotidiana”.

La riflessione di oggi è inevitabile. Bene che ci si dispiaccia, come comunità, di questa tragedia del lavoro, ma… che senso ha tutto questo?… Non si è sempre saputo, come si scriveva ieri, della situazione “a parte”, in fatto di condizioni di vita e di rispetto della legge, la famosa “legalità” della quale tanti si riempiono la bocca senza dar seguito alle parole, in cui vivono, lavorano e muoiono i membri di una delle più grandi comunità cinesi d’Europa?… Non si è sempre saputo della condizione di illegalità sistematica nella quale la quasi totalità di queste persone è venuta a stanziarsi nel nostro Paese, e delle conseguenze che questa situazione ha avuto per il nostro territorio, la nostra economia, eccetera?… Non è sempre stata, questa cosa, sotto gli occhi di tutti?…

Certo, domani di questa storia si cesserà di parlare, si tornerà a far finta di nulla – fino a quando lo stato delle cose, la incombente bancarotta nazionale ce lo consentirà… probabilmente non manca molto tempo.

Resta, comunque, il fatto oggettivo che quelli che ora piangono, sono i medesimi che portano la responsabilità di aver tollerato e consentito tutto questo. Non è che lo dico per buttare la croce sugli amministratori del Comune di Prato. Non è che lo dico per fare anch’io il “legalista astratto”, come va tanto di moda oggi, fino ai più alti livelli istituzionali.

Certo, si vede che doveva andare così. Ormai, come dicevo nel post di ieri, l’anarchia avanza a tutti i livelli, e si intuisce che siamo al crollo del nostro modello di sviluppo, del modello di civiltà. Come avvenne al tempo della decadenza dell’Impero. E’ bene però che prendiamo consapevolezza del fatto che qualcuno aveva preconizzato questi passaggi. Segnalavo infatti nella pagina con la quale è nato il presente blog, questa, che in tempi non sospetti il grande intellettuale cattolico Pier Luigi Zampetti, scriveva:

L’oligarchia è prodotta  dalla delega dei poteri che gli elettori conferiscono ai partiti. La democrazia rappresentativa o democrazia delegata consente infatti alle oligarchie di poter gestire la società intera. E le oligarchie partitiche sono in simbiosi con le oligarchie economiche. Tale simbiosi ha creato il capitalismo consumistico. La crisi di tale forma di capitalismo coinvolge anche le oligarchie partitiche. Di qui la crisi del sistema politico occidentale che si accentuerà sempre più nella misura in cui il capitalismo consumistico manifesterà la sua crisi crescente, cessando di essere il modello di sviluppo economico paradigmatico, così come finora è stato”. (Zampetti, “Partecipazione e democrazia completa, la nuova vera via” , Rubbettino, 2002)

Quindi, la vicenda di Prato,  che nel suo insieme è ben lungi dall’essersi conclusa, si inserisce nella dinamica della crisi strutturale di tutta la nostra società. Della nostra democrazia. Tutto questo blog è, in sostanza, dedicato ad approfondire – e a risolvere, grazie ai giganti del pensiero che vedete effigiati nella testata – questo tema.

La buona notizia, perché grazie a Dio c’è una buona notizia, è quindi che possiamo ristrutturare positivamente la società, possiamo risolvere tutti i nostri problemi sociali, incluso quello di Prato, con gli strumenti della Dottrina sociale, con la sussidiarietà e la partecipazione autentica!… Per questo rimando a questo testo esplicativo: http://www.ilcovile.it/scritti/Quaderni%20del%20Covile%20n.8%20-%20LA%20SOCIETA%20PARTECIPATIVA%20secondo%20Pierluigi%20Zampetti.pdf, ma anche alle pagine principali di questo sito, quelle che trovate in alto a destra.

Certo, in ultima analisi, la questione è filosofica. E’ questione di interrogarsi seriamente sulla nostra identità umana, e poi di fare delle scelte. La Storia, comunque, sia pure per vie misteriose e traverse, ci porta ineluttabilmente in  questa direzione. Però, è compito e responsabilità nostra, quello di darci da fare. Ma solo dopo aver attentamente riflettuto! Altrimenti, non si sa dove si va… come adesso, che palesemente stiamo procedendo al buio.

Consentitemi, cari amici, di chiudere con un’altra breve osservazione al volo, pur fatta diverse altre volte, sul nostro rifiuto sistematico, largamente diffuso, di vedere la realtà per come essa è. Ebbene, le boutades della politica non finiscono mai. L’ultima è che il Presidente del Consiglio Enrico Letta – ma non solo lui – ha rimbrottato il vicepresidente della Commissione europea e commissario agli Affari economici Olli Rehn, secondo il quale il nostro Paese non sta rispettando l’obiettivo della diminuzione del debito pubblico. Il sito web R.it riferisce che

Il primo a intervenire è stato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione della visita del presidente della Repubblica Croata, Josipovic: “A livello delle istituzioni europee si impone una correzione di rotta e un impegno nuovo per promuovere la crescita e l’occupazione”. 

Ma la replica più dura è arrivata dal presidente del Consiglio, Enrico Letta. Una dichiarazione secca con un inusuale “non si deve permettere”. Letta ha stigmatizzato l’eccesso di scetticismo del commissario europeo: Olli Rehn da commissario Ue deve “essere garante dei Trattati europei” e lì “la parola scetticismo non c’è: quindi non può permettersi di esprimere un concetto di scetticismo” a proposito dell’Italia, “deve parlare di stabilità, equilibro finanziario”.

Quindi, indignati ai massimi livelli. Ma Rehn non è mica stato scortese. Anzi. Ha semplicemente detto quello che, istituzionalmente, pensava.  E che penso, e scrivo di continuo anch’io, come qui: https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2013/09/09/governo-lettaberlusconi-la-realta-romanzata/. Signori, abbiamo ben 2300 miliardi di euro di debito. E, nonostante ciò, secondo Letta

i conti dell’Italia sono in ordine. Abbiamo fatto i compiti a casa”. 

E tutti stanno zitti, come se ciò fosse appena plausibile… e nonostante ciò, tutti vogliono seguitare con la massima determinazione a fare, esempio, la TAV Torino-Lione, che non serve a nulla, come dice qui, http://www.brunoleonimedia.it/public/BP/IBL_BP_41_TAV.pdf, e costerebbe probabilmente un altro 100 miliardi di euro pubblici.

Come finirà?… come procederà la Storia?… dopo la bancarotta prossima ventura, ci toccherà emigrare clandestinamente in Cina?… 

Annunci

Un pensiero su “Lutto cittadino a Prato per la morte dei cinesi: le “lacrime di coccodrillo” della cattiva politica

  1. Pingback: LO STATO MANDA L’ESERCITO NELLA “TERRA DEI FUOCHI”. MA CHE FARA’ PER LE TERRE AVVELENATE PRODOTTE LEGALMENTE DALLE “GRANDI OPERE”?… | lafilosofiadellatav

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...