Decreto filiazione & bavaglio omofilo alla stampa: le ultime “lettate” sulla famiglia e sulla libertà di informazione.

UiProcede così, in potente discesa, inarrestata più che inarrestabile, come la brechtiana ascesa al potere di Arturo Ui, supportata dal silenzio e/0 assenso della politica, e fra gli applausi dei media, la demolizione “lettiana” della famiglia fondata sul matrimonio. Come pure dilaga l’istituzionalizzazione dell’omofilia coatta, operata dal PD e, coerentemente, dal Governo Letta.

Su questi temi, rumoroso silenzio anche dall’alleato di governo del PD,  il NCD. Il cui leader Alfano, oggi a RAI3 da Lucia Annunziata, a questi attentati ai pilastri della società civile non  ha fatto il minimo cenno.

Andiamo con ordine.

1.  Il decreto filiazione. Questo il link http://retroonline.it/14/12/2013/attualita/filiazione-decreto-abolisce-figli-naturali-legittimi/ all’unico sito web che ho trovato, che riportava la notizia, passata solo di straforo a qualche TG, per la quale il Consiglio dei Ministri ha appena approvato il decreto legge di revisione delle disposizioni in materia di filiazione, equiparando di fatto i figli naturali e i figli legittimi.

“Si toglie dal diritto civile qualunque aggettivazione alla parola figli: da adesso in poi saranno tutti figli e basta”.

ha detto il premier Letta.

Del vero senso, micidiale per la famiglia fondata sul matrimonio, di questo provvedimento che era già stato approntato lo scorso luglio, avevo già parlato a suo tempo  in  questo post: https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2013/07/15/governo-letta-un-altro-atto-di-disgregazione-dello-stato-il-decreto-filiazione/, nel quale avevo raccolto un’ottima riflessione dell’agenzia “La Nuova Bussola quotidiana”.

A suo tempo la Bussola, nella sua argomentazione sulla materia, si rifaceva a come essa era stata trattata nella Costituzione della Repubblica:

…il comma 1 dell’art. 30: “È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio”. Ma altri diritti – successione, donazioni testamentarie etc. – sono specifici dei figli legittimi.

Questa lettura dell’art. 30 è corretta? E inoltre: la distinzione tra figli naturali e legittimi che il decreto Letta ha mandato in soffitta definitivamente era una distinzione incostituzionale? Per rispondere proviamo a leggere la relazione dei lavori preparatori di questo articolo che si sono tenuti il 15 aprile 1947 (e un grazie al lettore Alberto Moncada che ce l’ha segnalato).  Riportiamo qui qualche stralcio di tale relazione – che riporta fedelmente gli interventi orali degli onorevoli – con un breve commento per ogni passaggio.

Rimando alla lettura integrale dell’ottimo articolo della Bussola, che è a sua volta linkato nel testo del post de “la filosofia della TAV” di cui sopra. Cito qui il solo intervento del costituzionalista Merlin:

Merlin Umberto. “La famiglia legittima è soltanto quella costituita dal padre, dalla madre e dai figli che sono nati da loro. Se elevassimo i figli illegittimi alla parità, noi abbasseremmo i legittimi, e questo non si può fare se non a patto di danneggiare la difesa della famiglia legittima, l’unica che deve essere riconosciuta”.

e la successiva chiosa di Tommaso Scandroglio della “Bussola”:

Come appuntavamo nell’articolo di ieri, mettere sullo stesso piano i figli naturali e legittimi danneggia la famiglia fondata sul matrimonio perché alcune prerogative del vincolo matrimoniale vengono indebitamente assegnate anche ai figli di coloro che di fronte alla società non si sono assunti nessun obbligo specifico. Insomma uno sprone alla convivenza e una deterrenza a sposarsi.

Di questi princìpi del diritto naturale, il Governo Letta fa piazza pulita. Nell’indifferenza e nella ormai dilagante incapacità di critica ragionata. E pure  nel soddisfatto consenso ideologico di alcuni media.

images (1)

2. l’Unar, l’ufficio antidiscriminazioni posto presso il Dipartimento Pari Opportunità, insieme all’Ordine dei giornalisti ha emanato delle “Linee Guida per un’informazione rispettosa delle persone LGBT”, che colpiscono tutti quei giornalisti  che sostengono che l’unica famiglia sia quella naturale. Questa è l’altra notizia recente, commentata oggi dal Direttore della “Bussola”, Riccardo Cascioli, a questo link: http://www.lanuovabq.it/it/articoli-una-nuova-formadi-fascismosvegliamoci-7980.htm, nel quale il Direttore parla esplicitamente di “nuova forma di fascismo”.

Cito:

Il fatto è di una gravità inaudita e dovrebbe provocare il sollevamento dell’intera categoria, cosa che però non avverrà tanto il conformismo è già penetrato nelle redazioni. Non era comunque mai successo che l’Ordine dei Giornalisti fosse parte attiva di un progetto per limitare fortemente la libertà di stampa. 

Quel che sta avvenendo ricorda molto da vicino il periodo delle leggi “fascistissime”, ovvero quelle normative emanate da Mussolini tra il 1925 e il 1926 che trasformarono l’Italia in una vera e propria dittatura. Anche ora tra una legge, un regolamento, una sentenza e delle linee guida si sta arrivando rapidamente all’instaurazione di una dittatura.

e anche

Il documento che vi presentiamo oggi non è un fulmine a ciel sereno né un episodio isolato, è semplicemente l’attuazione della “Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’ideologia di genere”, preparata sempre dall’Unar e varata la scorsa primavera dal ministro Fornero. Di questa strategia siamo stati praticamente gli unici a parlare, lanciando l’allarme: che scuola, mondo del lavoro e giornalisti fossero gli obiettivi era già dichiarato e non ci voleva molto a capire che presto si sarebbe arrivati a cose tipo queste Linee guida per giornalisti. E purtroppo non abbiamo ancora visto tutto.

Ricordavamo allora che la Strategia è un programma che nasce da una Raccomandazione del Consiglio d’Europa ma che è proposto su base volontaria, tanto che sono pochissimi gli Stati che hanno pensato di attuarlo. E’ stata l’allora ministro Elsa Fornero (governo Monti) a vararla molto discretamente, così discretamente da agevolare coloro che davanti a queste iniziative prediligono il silenzio.Ci chiedevamo allora se ci fosse qualcuno nel governo capace di porre un freno a questa deriva: il programma è su base volontaria perciò il nostro paese potrebbe sospenderlo o abbandonarlo in qualsiasi momento senza alcun problema. Ma non c’è stato allora alcun ministro a muoversi, né se ne sono visti nei mesi successivi.

Ma oggi di fronte a quanto sta accadendo, alle conseguenze ormai evidenti di quella sciagurata iniziativa, ripetiamo la domanda:  ci sarà in questo governo qualche ministro capace di opporsi a questa deriva, nella convinzione che questa opera di distruzione della famiglia finirà di distruggere la nostra società? 

Ovviamente non è un problema solo di ministri: dal Parlamento possiamo aspettarci che si alzino voci che chiedano di porre fine a questa follia ideologica che minaccia la libertà di tutti.

Ma anche dalla società civile e dalla stampa ci si aspetta una reazione. Soprattutto da quei media cattolici a cui tanto piace accreditarsi come difensori della vita e della famiglia, salvo poi scomparire nei momenti importanti, in cui si decide davvero il futuro. Se volete è un bell’esempio di come funzioni la lobby gay nella Chiesa (…). 

(…)

Nella fattispecie, come è possibile che in tutti questi mesi i “grandi” giornali e riviste cattoliche non si siano accorti degli sconvolgenti contenuti della Strategia Nazionale e delle sue drammatiche conseguenze?  Eppure il documento era noto, qualcuno o alcuni collegialmente hanno deciso che non bisognava parlarne. 

E vedremo se riusciranno a dire qualcosa almeno sulle Linee guida per i giornalisti”.

images (2)Malissima tempora currunt, cari amici, se siamo costretti a fare di queste segnalazioni, perfino a ridosso della memoria della nascita del bambinello… certo, le forze del male non pravalebunt, su questo possiamo stare tranquilli. Ma siccome al momento stanno facendo sfracelli che non poco male apportano a tanta parte del popolo, è bene che chi, grazie a Dio, ha conservato un po’ di lucidità, si dia da fare.

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Un pensiero su “Decreto filiazione & bavaglio omofilo alla stampa: le ultime “lettate” sulla famiglia e sulla libertà di informazione.

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