Convegno TEMPI-Panorama su riforma giustizia: pare ancora sfuggire che il problema è a monte

malagCommento facebook su TEMPI web, a questo articolo che riferisce di un convegno organizzato congiuntamente da TEMPI e Panorama, con ricco parterre di ospiti, citati fra i tag,  sulle “ingiustizie della giustizia”:

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Rapporto impresa/giustizia?… la prossima volta, potreste contattare Gino Sannino. Il quale lo ha sperimentato di persona, e ha cercato – per vent’anni, lo sta ancora facendo, ma è dura molto – di opporsi all’asfaltamento da parte dell’applicazione strumentale del potere giudiziario. Lui con qualche amico. vedi a www.casosannino.com.

Comunque, ho detto più volte come la penso:

1. c’è chi, politicamente, della magistratura si è servito, per i suoi fini. Quindi, la riforma non si poteva fare, perché lo status quo, nato da super-poteri assegnati al giudiziario in fase costituente della Repubblica, faceva troppo comodo. E sembra lo faccia ancora.

2. Essendo il problema a monte della dimensione giudiziaria, fatto è – importante per capire il nodo e, se si volesse davvero, risolverlo – che non solo la dimensione giudiziaria è ontologicamente stravolta, ma lo sono anche le altre componenti strutturali della democrazia rappresentativa. E pure quelle dell’economia e del lavoro, come dico meglio, esempio, pur in sintesi, qui: https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2013/12/08/costi-del-non-fare-in-italia-900-miliardi-per-i-bocconiani-ma-il-problema-vero-sono-i-costi-del-fare-male/. Ma se sulla magistratura si punta volentieri il dito, quest’altro lato in ombra non piace a nessuno guardarlo. Anche il settimanale diretto da Luigi Amicone, e Panorama, difficilmente ci faranno un convegno. Eppure, se non si va a a incidere su questo lato, nessuna evoluzione positiva è possibile. Non solo per superare il nodo giudiziario, ma anche per il resto.

3. Su amnistia e indulto, la riflessione più puntuale mi pare quella di Stefano Magni su “la Nuova Bussola quotidiana”, qui: http://www.lanuovabq.it/it/articoli-carceri-piene-linganno-dellamnistia-7472.htm.

4. In sintesi, l’avvio delle riforme, che pure prima o poi ineluttabilmente avverrà, non sarà un fatto di vertice, ma dipenderà dalla creazione di una”massa critica” di consenso popolare che possa consentirlo. E questa, si fa solo e soltanto con l’educazione del popolo. La libertà di educazione. Il buono-scuola. Tre, quindi, sono le azioni da intraprendere prioritariamente: sussidiarietà, sussidiarietà e sussidiarietà. Su questo sentiero, vi sarà collaborazione da parte di compagni di strada come Pisapia e i Radicali? Stiamo a vedere.

Auguri di Buon Natale e fecondo 2014.

 

 

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