Fallimentopoli romana e fiorentina: unica soluzione, la sussidiarietà

imagesLa notizia è del 30 dicembre scorso, ed è sintetizzata in questo servizio del TgLa7, che ringraziamo:

http://tg.la7.it/cronaca/video-i785826?pmk=tgla7

Certo, non è nuova, anzi, si tratta di una prassi “atavica”, come afferma lo stesso magistrato Chiara Schettini, imputato nell’inchiesta sulla sezione fallimentare del  Tribunale di Roma, quella della c.d. “Fallimentopoli”:  quella, cioè, che per anni e anni ha visto spolpare, da un sistema articolato e collaudato nell’ambito di certi tribunali, a vantaggio degli operatori di “giustizia”, non solo numerose aziende in difficoltà a motivo della crisi economica, ma anche aziende sane, fatte cadere appositamente nella rete. Nel caso specifico c’è una inchiesta in corso, non una sentenza, quindi il condizionale è d’obbligo. Peraltro, il TgLa7 riferisce che la Schettini starebbe facendo ampie rivelazioni sui meccanismi e sulle complicità tramite le quali essa operava.

downloadLa cosa particolare è che stavolta un’azienda presa e strozzata da tale sistema di galantuomini e gentildonne, ha comprato una pagina del “Messaggero”, quotidiano di Roma, per denunciare il fatto. Questo il link http://www.alivision.eu/richiestadifallimento.html alla pagina web dell’azienda, dove è spiegata la vicenda, con un ricco corredo di documentazione. E la cosa particolare è che, stavolta, si tratta di una impresa a proprietà straniera, Alivision. E’ tra quelle ditte che hanno dato fiducia al nostro Paese, e hanno voluto investirvi capitali e ingegno. Come i Governi italiani, sempre molto bisognosi di risorse erariali che poi spendono malissimo, auspicano a ogni più sospinto.

Così si esprime un alto dirigente di Terravision, la controllante estera di Alivision:

Grazie per aver cliccato su questo sito.
Riteniamo la Tua opinione estremamente utile per la tutela dei valori fondamentali di competitività, innovazione e libera concorrenza, per fare in modo che le imprese straniere possano continuare ad investire in Italia creando benessere ed opportunità occupazionali.
Ti invitiamo quindi a cercare di aiutarci a capire cosa possa aver spinto la Procura della Repubblica di Roma a presentare una singolare istanza di fallimento nei confronti di Alivision Transport scarl, società controllata dall’azienda britannica Terravision, leader europeo del transfer aeroportuale.
Riportiamo il più sinteticamente possibile le circostanze che possono aiutare a comprendere questa singolare ed abnorme situazione, attendiamo di conoscere la Tua opinione.

Grazie
Yakuta Rajabali
Vice Presidente Terravision 

E’ anche questa, dunque, l’accoglienza che facciamo a chi vuole investire nel nostro Paese. Ma, su questo tema, su questa prassi appunto “atavica”, MAI e poi mai sentiamo affermazioni di censura da parte delle Istituzioni, che invece sentiamo a ogni piè sospinto difendere – beninteso solo a parole – i valori costituzionali. Men che meno, si capisce, abbiamo visto provvedimenti, di natura sia normativa che disciplinare, che sanassero questa situazione ormai incistata. Non solo non li abbiamo visti agiti dal potere legislativo-parlamentare e da quello esecutivo-governativo, ma nemmeno da quello giudiziario medesimo, che, pur nella sua totale indipendenza dagli altri poteri che il nostro ordinamento costituzionale gli garantisce, si dimostra del tutto incapace di auto-regolarsi. Evidentemente, è la volontà quella che manca.

Ovviamente, il problema non è ristretto alle sole aziende straniere, né al solo Tribunale di Roma: c’è chi, come il cittadino Gino Sannino, nel distretto giudiziario di Firenze, da quasi vent’anni attende ancora una sentenza definitiva in merito ad una sua proprietà che egli denuncia gli sia stata sottratta dal sistema della “Fallimentopoli fiorentina“, e ne leggete qui: http://www.casosannino.com/.

D’altronde, tutto questo non deve stupire. Il fatto che gli avvoltoi istituzionali seguitino indisturbati, da sempre, a pascersi delle carni del popolo, significa in ultima analisi che lo Stato è finto, la “sovranità” dei cittadini è una finta. Come dicevo in questo recente post. Non solo fallimentopoli, infatti, ma anche i casi del Monte dei Paschi di Siena , quelli della TAV in Val di Susa e della TAV a Firenze, che vedete entrambi dettagliatamente trattati in questa pagina  del blog, come pure i misteri di NTV, di cui leggete qui, e infinite altre storie, dimostrano che stiamo assistendo alla crisi irreversibile della democrazia rappresentativa.

La buona notizia è che una soluzione è possibile. Però, attenzione: davanti al contesto descritto, a nulla serve indignarsi in modo inconcludente. Nemmeno serve agitarsi in piazza senza prospettiva, come vediamo spesso fare. Men che meno lasciarsi portar via da pulsioni distruttive, che nemmeno si sa esattamente contro chi si vorrebbero indirizzare. Il problema, che è strutturale e attiene all’anima profonda dell’uomo, a come l’uomo guarda a sé stesso e a come conformemente ha edificato la società, si risolve solo e soltanto – pacificamente! – con la sussidiarietà e la partecipazione popolare al potere. Che sono strumenti tipici della Dottrina sociale della Chiesa Cattolica. Il che, in ultima analisi, si esplica nell’educazione del popolo alla libertà e alla responsabilità. Per questo è indispensabile, come primo passo, la libertà di educazione, tramite il buono-scuola. Questo, ancora, non ce l’abbiamo. Siamo ancora indietro, come popolo. Non siamo ancora arrivati a metabolizzare questa nostra esigenza primaria. E intanto il sistema ci sta crollando addosso. Speriamo che i tempi maturino presto.

In quanto a come strutturare il percorso partecipativo, vi sono stati in passato dei maestri, dei giganti del pensiero, che lo hanno già elaborato. Sia a livello intellettuale, come Pier Luigi Zampetti, che di pratica, come Luigi Sturzo. Ne parlo qui

http://www.ilcovile.it/scritti/Quaderni%20del%20Covile%20n.8%20-%20LA%20SOCIETA%20PARTECIPATIVA%20secondo%20Pierluigi%20Zampetti.pdf

qui

http://www.ilcovile.it/scritti/Quaderni%20del%20Covile%20n.11%20-%20Giorgio%20La%20Pira%20-%20Una%20riflessione%20critica.pdf

e qui

https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/fiatpomigliano-darcomelfi-come-mettere-a-frutto-la-lezione-di-pier-luigi-zampetti-per-risolvere-il-conflitto-tra-capitale-e-lavoro/.

Sulla pratica però, sulla indispensabile conoscenza e metabolizzazione di questa idea, per farla nostra, siamo ancora molto indietro. Faremmo molto bene a darci velocemente una smossa. Buon 2014!!!…

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6 pensieri su “Fallimentopoli romana e fiorentina: unica soluzione, la sussidiarietà

  1. Ci sono casi nei quali pur non essendoci le condizioni ditte o persone sono state fatte fallire. E bene che ci siano questi arresti e non come è capitato con l’ex giudice Puliga che non ha fatto un giorno di galera anche se poi è stato condannato a 15 anni, ma ha colto l’occasione per l’appello quindi la galera si allontana. La cosa è sospettosa perché se l’avessero arrestato, come la dott. Schettini, avrebbe parlato e ciò sarebbe stato meglio per la giustizia fiorentina.
    Vediamo da questi fatti che quel tipo di magistratura si organizza per rubare a tutto spiano. Del problema ha parlato il vice procuratore della Procura di Roma dott. Nello Rossi, che ha qualificato il fenomeno come “processi criminogeni” che si creano in ambito alle cause con grande danno per i cittadini, per lo Stato e le istituzioni. http://www.malagiustiziainitalia.it/index.php/il-malcostume/115-frodi-furti-corruzioni-quando-il-processo-diventa-criminogeno 

  2. Pingback: L’IMPEGNO DI NAPOLITANO PER LA “TERRA DEI FUOCHI”: FINZIONI ISTITUZIONALI?… | lafilosofiadellatav

  3. Pingback: “AVVENIRE”: TRA IL DETTO (MALE) E IL NON DETTO DEL QUOTIDIANO DI ISPIRAZIONE CATTOLICA | lafilosofiadellatav

  4. Pingback: DISFUNZIONI DELLA GIUSTIZIA IN ITALIA. GINO SANNINO DICE CHE… | lafilosofiadellatav

  5. col buono scuola il problema è sempre lo stesso: non copre per intero la retta e non tutte le famiglie hanno i soldi da metterci per coprire la differenza. o completa parità scolastica o niente libertà per tutti ma solo per alcuni.

  6. Pingback: Il limite ontologico della riforma “renziana” della giustizia | lafilosofiadellatav

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