L’impegno di Napolitano per la “terra dei fuochi”. Finzioni istituzionali?…

terra1“Terra dei fuochi, lettera di Napolitano. Questo, a esemplificazione della notizia, il titolo dell’Avvenire di oggi, qui, a proposito delle affermazioni del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che esorta a impegnarsi nel caso dei noti, micidiali estesi avvelenamenti del territorio campano, tra le province di Napoli e di Caserta, attuati  dalla camorra nell’ambito dello smaltimento illegale di rifiuti tossici.

Ebbene, che dire?… Spiace osservare che ne abbiamo già sentite a bizzeffe, di queste buone intenzioni istituzionali. Succede però che, come dicevo l’ottobre scorso in questo post, https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2013/10/23/le-terre-sporche-della-tav-a-firenze-ma-il-marcio-e-ben-piu-esteso/, nel 2012, precisamente il 10 agosto, è stata approvata dal Parlamento questa

vergognosa manovra del Governo Monti, peraltro poi supportata dal Governo Letta, comunque ampiamente condivisa da Silvio Berlusconi.

Si tratta della derubricazione, tramite decreto 161/2012, delle “terre di scavo” pesantemente inquinate, derivanti dalle grandi opere, da RIFIUTO a “NON-RIFIUTO”. In barba alla normativa europea, descritta nel regolamento 2008/98/CE, che invece ovviamente nega la suddetta prassi micidiale. Tale decreto reiterava numerosi altri tentativi del medesimo tenore, agiti in passato da questo Stato inqualificabile, che è impersonato a turno dalle figure di cui sopra, e che storicamente non dimostra alcuna remora nell’avvelenare ambiente, territorio e cittadini, pur di favorire i “poteri forti” che scavano – malamente, come è accaduto a suo tempo in Mugello! – gallerie inutili, come quella di Firenze e come quella che si vorrebbe fare in Val di Susa, a spese del contribuente.

Cari amici, vi ho già detto tutto, e lo ricordavo ancora recentemente in quest’altro post, https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2013/12/08/costi-del-non-fare-in-italia-900-miliardi-per-i-bocconiani-ma-il-problema-vero-sono-i-costi-del-fare-male/:

terra 3

mappa dei siti avvelenati della “terra dei fuochi”

Lo Stato è anche il  ”primo avvelenatore”, e perdipiù istituzionalehttps://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2013/10/23/le-terre-sporche-della-tav-a-firenze-ma-il-marcio-e-ben-piu-esteso/. Infatti, come si può ragionevolmente sperare che si estingua l’incendio nella “terra dei fuochi”, se è proprio lo Stato, col decreto legge 1612/2012, ad aver derubricato per legge le “terre avvelenate”, scavate dalle opere grandi, a “NON-RIFIUTO”, smaltibile senza costi e senza lavorazioni aggiuntive, in totale spregio alla salute dei cittadini e della salvaguardia del territorio?… E non temendo di contraddire palesemente, in ciò, la normativa europea? 

terra2Ebbene, il Presidente Napolitano, la medesima persona che ha appena dichiarato che tutti dobbiamo impegnarci per risolvere il caso della “terra dei fuochi”, ha eccepito qualcosa in merito al D.L. 161/2012?… Non mi risulta. Ma non ci stupiamo per nulla. Spiace dirlo, ma è la consueta finzione istituzionale, generata dal fatto che, sempre dall’ultimo post citato,

…siamo arrivati al nocciolo duro della questione: qual è il motivo per cui le cose giuste (…) non vengono mai fatte?… semplicissimo: la praticamente totale mancanza di sussidiarietà nella politica, specie a livello dell’amministrazione centrale dello Stato. E perché questo accade?… Altrettanto semplice: in tempi non sospetti, il grande intellettuale cattolico Pier Luigi Zampetti scriveva:

L’oligarchia è prodotta  dalla delega dei poteri che gli elettori conferiscono ai partiti. La democrazia rappresentativa o democrazia delegata consente infatti alle oligarchie di poter gestire la società intera. E le oligarchie partitiche sono in simbiosi con le oligarchie economiche. Tale simbiosi ha creato il capitalismo consumistico. La crisi di tale forma di capitalismo coinvolge anche le oligarchie partitiche. Di qui la crisi del sistema politico occidentale che si accentuerà sempre più nella misura in cui il capitalismo consumistico manifesterà la sua crisi crescente, cessando di essere il modello di sviluppo economico paradigmatico, così come finora è stato”. (Zampetti, “Partecipazione e democrazia completa, la nuova vera via” , Rubbettino, 2002)

La crisi, in prima istanza, è dunque crisi della democrazia rappresentativa. Ed è anche crisi squisitamente antropologica. La crisi della democrazia dipende dalla concezione materialistica dell’uomo, tipica della sinistra, come pure del liberalismo.

D’altronde, per mantenerci nell’esempio del Presidente della Repubblica, Napolitano è la stessa persona che, pur presiedendo istituzionalmente il Consiglio Superiore della Magistratura, nulla ha mai fatto, come peraltro i suoi predecessori, per segnalare e risolvere il caso “atavico” di “Fallimentopoli”, che ricordavo giustappunto nel post precedente.

TAVSI

l’unico libro mai realizzato dai sostenitori della TAV!…

Napolitano è anche un convinto sostenitore della TAV Torino-Lione, “opera grande” asserita strategica dai suoi promotori, epperò trattasi della ferrovia che sarebbe la più costosa – si parla di soldi solo pubblici, beninteso – e la più inutile del mondo, come dice qui: http://www.brunoleonimedia.it/public/BP/IBL_BP_41_TAV.pdf. Concepita, quindi, al solo scopo di fare un piacere a che la realizzasse, con i soldi del contribuente.

Peraltro, il Presidente Napolitano è in numerosa compagnia. Quando l’Associazione di volontariato fiorentina Idra ha presentato un esposto in sede europea per lanciare l’allarme su quanto si stava tramando in Italia con il D.L. 161/2012, ha anche contestualmente fatto appello, chiedendo sostegno, a TUTTI i parlamentari italiani che sedevano nei seggi di Bruxelles. E quante risposte ha avuto, su decine e decine di e-mail inviate?… Solo due, in verità:  Andrea Zanoni e Sonia Alfano, del Gruppo IDV.

downloadE che dire, dei media, della stampa, delle TV?… Che dire di Avvenire, ad esempio, quotidiano dal quale avremmo diritto di aspettarci qualcosa di più, in quanto cattolico, e che sul caso della terra dei fuochi a suo tempo ha fatto un dossier, ma mantiene un fragoroso silenzio su tutto il resto?… Ciascuno porta, davanti agli uomini e davanti al Creatore, la sua responsabilità.

Così, è, cari amici. Ma non rattristiamocene, è un fatto fisiologico. Consapevolizziamo, piuttosto. E consapevolizziamo, specialmente, che la soluzione al problema non può essere che quella di cui parlo costantemente in questo blog:

La buona notizia è che una soluzione è possibile. Però, attenzione: davanti al contesto descritto, a nulla serve indignarsi in modo inconcludente. Nemmeno serve agitarsi in piazza senza prospettiva, come vediamo spesso fare. Men che meno lasciarsi portar via da pulsioni distruttive, che nemmeno si sa esattamente contro chi si vorrebbero indirizzare. Il problema, che è strutturale e attiene all’anima profonda dell’uomo, a come l’uomo guarda a sé stesso e a come conformemente ha edificato la società, si risolve solo e soltanto – pacificamente! – con la sussidiarietà e la partecipazione popolare al potere. Che sono strumenti tipici della Dottrina sociale della Chiesa Cattolica. Il che, in ultima analisi, si esplica nell’educazione del popolo alla libertà e alla responsabilità. Per questo è indispensabile, come primo passo, la libertà di educazione, tramite il buono-scuola. Questo, ancora, non ce l’abbiamo. Siamo ancora indietro, come popolo. Non siamo ancora arrivati a metabolizzare questa nostra esigenza primaria. E intanto il sistema ci sta crollando addosso. Speriamo che i tempi maturino presto.

In quanto a come strutturare il percorso partecipativo, vi sono stati in passato dei maestri, dei giganti del pensiero, che lo hanno già elaborato. Sia a livello intellettuale, come Pier Luigi Zampetti, che di pratica, come Luigi Sturzo. Ne parlo qui.

amendolaP.S.: se qualcuno ha a cuore, non a parole ma per davvero, la “terra dei fuochi”, si guardi questo spettacolare approfondimento di uno specialista in materia, il Dott. Gianfranco Amendola:

http://lexambiente.it/rifiuti/179-dottrina179/9795-rifiutilapoteosi-del-partito-delle-terre-da-scavo.html

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Un pensiero su “L’impegno di Napolitano per la “terra dei fuochi”. Finzioni istituzionali?…

  1. Pingback: LO STATO MANDA L’ESERCITO NELLA “TERRA DEI FUOCHI”. MA CHE FARA’ PER LE TERRE AVVELENATE PRODOTTE LEGALMENTE DALLE “GRANDI OPERE”?… | lafilosofiadellatav

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