Lo Stato manda l’esercito nella “terra dei fuochi”, ma che farà per le terre avvelenate prodotte legalmente dalle grandi opere?…

downloadAvvenire riferisce, qui, che “Il Governo dà parere favorevole all’impiego dell’esercito in Campania, per contrastare più efficacemente il fenomeno delle ecomafie nella zona al confine tra Napoli e Caserta”. Il quotidiano della CEI, che sulla vicenda della “terra dei fuochi” a suo tempo ha fatto un dossier, non commenta la notizia, limitandosi a riferire le parole del sottosegretario di Stato alla Difesa, del Governo Letta,  Gioacchino Alfano:

Una volta tanto le forze politiche sotto state tutte d’accordo, o quasi, a offrire soluzioni concrete per risolvere un problema specifico. Quello che è accaduto sulla Terra dei Fuochi – continua il sottosegretario Alfano e coordinatore in Campania di Nuovo Centrodestra – è il classico esempio di come far politica, non a suon di polemiche e cercando di denigrare l’avversario, ma mettendo a disposizione lo strumento legislativo migliore per risolvere l’emergenza”.

La notizia, invece, mi suggerisce più di una importante riflessione.

1. Soluzioni concrete? Risolvere l’emergenza? Ma quale emergenza?… E’ da tempo immemorabile, come nel caso delle stragi dei migranti nel Canale di Sicilia, o degli schiavi cinesi a Prato e dintorni, o dell’ILVA di Taranto, o di infiniti altri italici esempi, che la “terra dei fuochi” è quella che è. Non c’è nessuna emergenza, è un fatto strutturale. Se lo Stato è costretto a far intervenire l’esercito, significa che in via ordinaria non c’è alcun controllo, da parte dello Stato, sul territorio. Ora, sappiamo tutti che vi sono Regioni del Paese nelle quali il popolo è caduto, si è anche lasciato cadere, in particolari condizioni di abbrutimento. Un abbrutimento che definirei ispirato dalla cattiva politica. Infatti, abbiamo visto il popolo dei Comuni avvelenati dalle ecomafie scendere in strada a protestare in fiaccolate e cortei. Ma ovviamente ci si può chiedere dove fosse quello stesso popolo, nel mentre che i micidiali sversamenti avvenivano, si sa, sotto gli occhi di tutti. Non dico questo per gettare la croce addosso a quel popolo. Lo dico semplicemente perché, se siamo arrivati a questo punto, è per il motivo che il popolo, quel popolo, non è mai stato educato alla sussidiarietà e alla responsabilità, in una parola alla soggettività politica, che solo la società partecipativa, secondo la Dottrina sociale della Chiesa, può garantire. Tanto per esser chiari. E di come questa cosa si possa esplicare nel campo dell’economia e del lavoro, parlo in dettaglio qui: https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/fiatpomigliano-darcomelfi-come-mettere-a-frutto-la-lezione-di-pier-luigi-zampetti-per-risolvere-il-conflitto-tra-capitale-e-lavoro/.

C’è da dire che questa mancata educazione non è certo una prerogativa del popolo del sud. Tanto è vero che il caso del “buco nero” nei conti del Monte dei Paschi, una bazzecola da 7 miliardi di euro, è successo nella “evoluta” Toscana, nella cui curata campagna senese non pende un pelo, e a suo tempo il noto caso Parmalat, che pare abbia tirato la cifra mostruosa di  ben 14 miliardi di euro di bancarotta fraudolenta, nella altrettanto “civile” Emilia-Romagna. Solo per portare un paio degli esempi più eclatanti. Ma è chiaro che il problema è comune a tutta la nazione, perché, a furia di mala gestio, il debito pubblico reale ammonta ormai a 2300 miliardi di euro. Il nocciolo del problema, dunque, è nello Stato, che è anch’esso praticamente in bancarotta. Benché i padroni del vapore facciano finta di nulla, e cerchino, arrampicandosi sugli specchi, di tranquillizzare il popolo.

terra 3

mappa dei siti avvelenati della Campania

Comunque, se il territorio del sud è fisicamente in condizioni peggiori di quello del nord, di quello dei pur bancarottieri senese e parmense, è perché è anche vero che il popolo del sud ha particolarmente sbagliato, più del nord, nell’intendere la scuola, l’educazione in senso lato, come un “posto di lavoro” per insegnanti anche non adeguati al primario compito affidatogli. Per il sud la scuola è sempre stata più un “occupificio”, piuttosto che la prima fucina, la premessa indispensabile, per una società sana e vitale. Questi sono errori che si pagano.

2. Dunque, se queste sono le premesse, nessun esercito potrà risolvere il caso della “terra dei fuochi”. Come nessuna forza di polizia o di Guardia di Finanza potrà mai risolvere il caso degli schiavi cinesi, come dicevo qui, perché la volontà politica va nel senso opposto. Quindi, come primo passo, è necessario far evolvere tale mentalità politica. E per far questo bisogna metter mano all’educazione del popolo, non ci sono scorciatoie.  Qui abbiamo il secondo corno del problema. Che consiste nel fatto che lo Stato rappresentativo, senza sussidiarietà, vira inevitabilmente in oligarchia, ed è perciò esso stesso strutturalmente avverso alla libertà di educazione, come dicevo qui, toccando l’argomento non più tardi di ieri.

Bisogna guardare in faccia la realtà: in tali condizioni, il popolo non può aspettarsi nulla dallo Stato, che è palesemente in via di dissoluzione, e perde terreno rispetto alla peggiore criminalità organizzata, come ben si vede in Campania. Parafrasando: a che è servito, a suo tempo, il sacrificio del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, se ora vediamo la Sicilia amministrata dal potere regionale nel modo disastroso del quale vediamo le notizie in TV in questi giorni, ma che era già arcinoto da tempo immemorabile?… E’ tutto un mondo, che funziona in questo modo distorto.

Ma, se vuole rialzarsi, il popolo dovrà cominciare – investendo autonomamente sulla libertà di educazione, esigendo con determinazione e consapevolezza quel buono-scuola che gli spetta di diritto! – a educarsi sulla base della Dottrina sociale della Chiesa cattolica (sì, c’è di mezzo Cristo Gesù, effettivamente, ma non sarà obbligatorio… sarà sempre una libera scelta), ad avere scuole libere di ogni ordine e grado, nelle quali l’uomo-persona, il cittadino-lavoratore della “società partecipativa”, possa formarsi fin dall’infanzia.

3. Nel frattempo che questo avvenga, mentre nubi foschissime si profilano all’orizzonte, segnalo ancora una volta il paradosso per il quale lo Stato che fa intervenire l’esercito in Campania, è però quel medesimo Stato che, come dicevo in questo recente post, si qualifica come

(…) il  ”primo avvelenatore”, e perdipiù istituzionalehttps://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2013/10/23/le-terre-sporche-della-tav-a-firenze-ma-il-marcio-e-ben-piu-esteso/. Infatti, come si può ragionevolmente sperare che si estingua l’incendio nella “terra dei fuochi”, se è proprio lo Stato, col decreto legge 1612/2012, ad aver derubricato per legge le “terre avvelenate”, scavate dalle opere grandi, a “NON-RIFIUTO”, smaltibile senza costi e senza lavorazioni aggiuntive, in totale spregio alla salute dei cittadini e della salvaguardia del territorio?… E non temendo di contraddire palesemente, in ciò, la normativa europea? 

Praticamente, per contrastare gli “avvelenamenti legalizzati” del territorio provocati dalle “opere grandi”, lo Stato dovrebbe mandare l’esercito contro… sé stesso!… A tal punto siamo giunti. E queste, Signore e Signori, son cose che sull’Avvenire non leggiamo MAI. Questa, cari amici, la tragedia che ci tocca vivere. Ma, niente paura. Dobbiamo, come ho detto, affidarci alla potenza salvifica di Cristo, e però anche darci una forte smossa circa la libertà di educazione. Formarci per essere cittadini liberi e responsabili. Man mano che pacificamente, andremo avanti in questo percorso, perderanno forza gli avvelenatori e i bancarottieri. Anche quelli istituzionali.

4.download (1) E in ultimo… lo sapete che anche noi, nella “civile” Firenze, appena fuori porta, abbiamo la nostra piccola “terra dei fuochi” fiorentina?!? E’ scritto qui: http://archivio.gonews.it/articolo_222279_Lex-cava-Paterno-riempita-di-rifiuti-pericolosi-Romanelli-Perch-nessuno-se-accorto.html. Tutto il mondo, anzi, tutta l’Italia è paese, si potrebbe dire, parafrasando il proverbio. Mal comune mezzo gaudio?!?… NO! Diamoci da fare, gente, abbiamo perso anche troppo tempo!

Annunci

Un pensiero su “Lo Stato manda l’esercito nella “terra dei fuochi”, ma che farà per le terre avvelenate prodotte legalmente dalle grandi opere?…

  1. Pingback: “AVVENIRE”: TRA IL DETTO (MALE) E IL NON DETTO DEL QUOTIDIANO DI ISPIRAZIONE CATTOLICA | lafilosofiadellatav

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...