Il peccato originale dell’NCD nasce dalla scorrettezza di Silvio

download (1)Stamani ho notato, sulla pagina facebook di Maurizio Lupi, questo commento di un lettore a un post di Maurizio sulla legge elettorale:

P.F.: “io credo che la nuova legge elettorale, debba comprendere come condizione imprescindibile che chi venga eletto non potrà cambiare casacca, o meglio lo può fare, ma si deve dimettere da parlamentare, perché cosi inganna chi lo ha votato”.

Effettivamente, in linea di principio, questo è giusto. Così scriveva il mio maestro, Pier Luigi Zampetti:

…E’ risaputo che il parlamentare può liberamente passare da un gruppo parlamentare ad un altro, in contrasto, a mio parere, con il disposto dell’art. 49. Come i partiti possono essere lo strumento con cui i partiti determinano la politica nazionale, se il parlamentare può ritenersi libero nei confronti del partito medesimo? Si dirà, è vero, che esiste già una sanzione naturale costituita dalla non ripresentazione del candidato, alla scadenza del suo mandato, da parte del partito. Ma tale osservazione non ha alcuna attinenza con i problemi in oggetto, trattandosi di esercizio attuale del potere, non già di una designazione, né tanto meno di un esercizio futuro. Il parlamentare che non ritenesse di doversi adeguare alle decisioni del partito, seguendo la via suggerita, dovrebbe, a mio avviso, dimettersi. Né ha senso dire che il parlamentare rappresenta i cittadini in quanto tali, dal momento che essi, tramite i partiti, determinano la politica nazionale”.   (Pier Luigi Zampetti, “Dallo Stato liberale allo Stato dei partiti – la rappresentanza politica”, Giuffrè Editore, Milano, 1993).

Consiglio caldamente a tutti la lettura del libro di Zampetti.

imagesOra, si può dire che in realtà, in questo caso il partito per il quale Maurizio, Alfano e colleghi dissenzienti da Silvio hanno ricevuto il mandato dagli elettori non esisteva più, perché Silvio, da buon autocrate, ha deciso d’imperio di scioglierlo per fondarne uno nuovo: Forza Italia 2.0. A quel punto, i fondatori dell’NCD, dissenzienti dalla linea presidenziale, hanno lanciato il “bomba libero tutti”.

Questa è stata una grave scorrettezza istituzionale di Silvio: nelle relazioni tra lui, Alfano e parlamentari ex-PdL dissidenti, l’impegno alla conservazione del partito originario, al quale gli elettori avevano conferito il loro mandato, era un fatto reciproco. Quanto afferma Zampetti circa il mandato degli elettori vale anche per Silvio, anche se lui è sempre stato un leader autoreferenziale. Non si smontano e rimontano i partiti in corsa (di legislatura), come si si fosse in salotto al tavolo di un gioco di ruolo. Se si è già in Parlamento, si aspetta la data certa delle elezioni, e in quella sede, chiusa la vecchia partita, si presenta anche formalmente la nuova, e ciascuno si candida dove crede meglio.  Se si vogliono anticipare questi tempi, se si vuol liquidare immediatamente il partito al quale gli elettori hanno conferito il mandato, che non l’hanno affidato a una persona singola, in questo caso a Silvio, ma appunto al partito, si lascia il Parlamento. Anche eventualmente prendendosi la responsabilità di aprire una crisi.

Ma, i pachidermi politici nella cristalleria delle Istituzioni, non sono evidentemente adusi a queste prassi che, pure, dovrebbero essere il requisito minimo della correttezza. Ovviamente, come riferisco ampiamente in questo blog, oltre alla questione di metodo, tutto ciò dimostra in modo palmare anche  il degrado dei contenuti della politica italiana.

A questo punto, però, due torti non fanno una ragione. Nemmeno quella di Maurizio, di Alfano, e dei loro colleghi parlamentari che, uscendo dal PdL ormai spaccato, non si sono dimessi dalla carica elettiva, per fondare – senza l’indispensabile, corretta cesura – l’NCD. Questo è il “peccato originale” del nuovo partito. Il giocattolo del PdL  è stato rotto, senza che i suoi protagonisti, tutti, Silvio compreso, ne abbiano tratto le doverose conseguenze. Quale che sarà la legge elettorale, vedremo, al prossimo giro, il verdetto gli elettori.

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2 pensieri su “Il peccato originale dell’NCD nasce dalla scorrettezza di Silvio

  1. Pingback: LEGGE ELETTORALE: CARO MINISTRO MAURIZIO LUPI, TI SCRIVO | lafilosofiadellatav

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