La consulta boccerebbe la legge elettorale?… Teniamo uno sguardo d’insieme su tutto

imagesCommento facebook a questo articolo su Tempi web, nella cui stringa leggete il tema dibattuto: http://www.tempi.it/legge-elettorale-avvertimento-anonimo-della-consulta-al-parlamento-bocceremo-laccordo-renzi-berlusconi-alfano#.UuIlKo4uJIc

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L’insolubile groviglio istituzionale non è dovuto solo agli ultra-poteri della magistratura. Stanti i limiti strutturali della democrazia rappresentativa, non innervata di sussidiarietà, è necessario realizzare, anche se è cosa spiacevole, che è l’intero Stato ad esser, in certo modo, posticcio, finto oltre che inefficiente:

https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/01/22/non-basta-la-riforma-della-legge-elettorale-il-problema-e-nei-limiti-strutturali-della-democrazia-rappresentativa/.

Questo dato è confermato dal degrado del funzionamento delle istituzioni ad ogni livello, che è sotto gli occhi di tutti. E anche dal fatto che il Paese, con 2300 miliardi di euro di debito pubblico reale, è stato portato dai suoi diversi reggitori, in modo bi-partizan, praticamente alla bancarotta. Il peggio deve ancora venire, altro che il ritorno alla “crescita”, del quale taluni vaneggiano.

Credo sia bene ribadire costantemente questo fatto della crisi irreversibile di questa forma di Stato, che viene costantemente ignorato da chi dice che, con qualche aggiustamento, qualche rappezzo qua e là, le cose si aggiusteranno. 

Tra l’altro le “riforme” prospettate non si sa nemmeno bene che senso abbiano, come quella, astratta, del Senato come “camera delle autonomie” – se pensiamo, in Italia, al disastro già ampiamente dimostrato, con pochissime eccezioni, dai poteri regionali! – piuttosto che come “Camera della programmazione economica partecipata”. Questa era l’indicazione del grande e misconosciuto intellettuale del ‘900, Pier Luigi Zampetti, sulla scia della lezione partecipativa di Luigi Sturzo. Questo però è tutto un altro mondo rispetto alla situazione asfittica attuale, è la dimensione della sussidiarietà e della partecipazione, ne parlo in maggior dettaglio qui:

https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/fiatpomigliano-darcomelfi-come-mettere-a-frutto-la-lezione-di-pier-luigi-zampetti-per-risolvere-il-conflitto-tra-capitale-e-lavoro/.

downloadTutto questo per dire, magari un po’ rudemente, ma qui sta venendo già tutto, che ormai serve a poco lamentarsi o puntare il dito, come in questo caso, sui vari pezzi della casa comune che stanno crollando. Questo approccio è sterile, se non si comincia ad avere una visione d’insieme sul tutto. Se non si inizia a porre lo sguardo, riflettere e dibattere sull’unica soluzione che può trarci dalle sabbie mobili nelle quali stiamo inesorabilmente affondando, nonché portarci, nel giusto modo per l’uomo, alla vera crescita: la “Società partecipativa”:

http://www.ilcovile.it/scritti/Quaderni%20del%20Covile%20n.8%20-%20LA%20SOCIETA%20PARTECIPATIVA%20secondo%20Pierluigi%20Zampetti.pdf

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