Poste e Enav: le finte privatizzazioni (da Leoni blog)

download (1)Cari amici, è passato qualche giorno, ma l’argomento della “privatizzazione” (d’obbligo le virgolette) di Poste Italiane e ENAV è sempre attuale. Particolarmente interessante quello di PI, dopo che il Governo gli aveva appena fatto tirar fuori 75 milioni di euro di aiuto di Stato, da gettare nel pozzo senza fondo di Alitalia, per tamponare – solo per poco tempo – la falla perpetua nei conti della compagnia di bandiera.

Ho fatto una ricerca in rete, e vi propongo le analisi più interessanti che ho trovato, tutte da “Leoni blog”.

Questa, di Andrea Giuricin: http://www.leoniblog.it/2014/01/25/poste-e-laiuto-di-stato-il-risparmiatore-beffato, dalla quale cito l’incipit futuribile:

Siamo nel 2016 e Poste è appena stata sanzionata dalla Commissione Europea per aiuti di Stato. Appena due anni dopo la privatizzazione, che di fatto privatizzazione non fu, una sentenza durissima per il colosso italiano che da’ lavoro ancora a quasi 150 mila dipendenti.

Il presidente, come al solito in quota CISL, è esterrefatto di questa decisione che proprio non comprende. L’amministratore delegato si dice indignato, mentre i quarantenni al Governo si dicono profondamente contrari alla decisione della Commissione Europea.

La gestione continua ad essere pubblica e i sindacati continuano ad avere un peso inusitato, come succede ormai da decenni, nonostante la presenza di privati.

L’azienda non ha effettuato nessuna ristrutturazione, per acquisire una maggiore redditività e gli utili continuarono a scendere nel corso degli anni.

Una decisione invece che si poteva prevedere. Non era allora un caso che il Prof. Ugo Arrigo nell’indice delle liberalizzazioni aveva puntualmente bocciato la concorrenza mancante del mercato postale.

e la conseguente conclusione:

La posizione dominante dei sindacati, come per Alitalia, hanno fatto (di PI, NdR) una “frittata” molto grossa, sia nei confronti del cittadino contribuente che nei confronti del cittadino risparmiatore.

La sentenza di condanna per “aiuti di Stato” era prevedibile dato che:

a)     il servizio universale viene assegnato per una durata quindicennale senza alcuna gara

b)    siano di fatto solo le Poste a detenere la liquidità dello Stato.

c)     il trattamento IVA è differente tra i concorrenti e Poste non poteva passare inosservato.

Niente. Nessun avviso ai naviganti che gioivano di fronte alla finta privatizzazione.

Sindacati e politici decisero di andare avanti e di non modificare in tempo quanto stava succedendo, di fatto “beffando” i piccoli risparmiatori che pensavano di avere un titolo da “cassettista”.

Illusi. Una finta privatizzazione all’italiana.

Poi ho trovato quest’altro intervento http://www.leoniblog.it/2014/01/25/poste-un-errore-colossale-anche-se-piace-a-quasi-tutti/di Oscar Giannino, che è inattendibile, quanto ad argomenti, quando parla di TAV, ma che su questo tema ha detto cose giuste. Giannino accenna anche a ENAV. Cito:

Innanzitutto, queste “non” sono privatizzazioni. Lo ricorda anche Massimo Riva su Repubblica, anche se dal suo punto di vista non è detto che sia un male. Privatizzare significa cedere il controllo proprietario. Il governo ha deciso di procedere mantenendo il controllo delle società il cui capitale “apre” ai privati, nel caso di Poste quotandola, nel caso di Enav vedremo se aprendo a fondi d’investimento o soggetti specializzati nel settore aereo. Lo Stato non “cede” un bel nulla, ma chiede capitale a privati che non comanderanno né gestiranno.

Come aspetto positivo, c’è senza dubbio il fatto che l’ingresso in elevata quota del capitale di privati aumenta la disciplina finanziaria e l’efficienza. Tuttavia un enorme letteratura consolidata nel tempo attesta che i benefici veri si ottengono nei casi in cui si privatizza, non quando si chiede capitale privato ma si continua a gestire. Quando è lo Stato a nominare i manager, ed èp lo Stato italiano in mano ai partiti, decenni di esperienza italiana dovrebbero averci stradimostrato a sufficienza i mali che si ingenerano e perpetuano. Il governo attuale dovrà nominarne un centinaio tra poche settimane, a Eni, Enel, Finmeccanica e anche alle Poste. Di Sarmi, il capoazienda postale, Repubblica scrive che “vanta un grosso credito verso l’attuale esecutivo, dopo l’investimento nel salvataggio Alitalia può aspirare a qualsiasi carica”. Ecco, è esattamente la ragione per cui in Italia bisognerebbe applicare radicalmente quel che diceva Lady Thatcher: in uno Stato in cui di mercato ce n’è poco e prevalgono altre logiche, per creare il mercato va rimosso lo Stato dal mercato proprietario. Sante parole, ma da noi lo Stato cioè i partiti mutano i panni, non dismettono il comando.

Concludo la lista con questo articolo della Redazione di Leoni blog, http://www.leoniblog.it/2014/01/21/poste-privatizzazione-anticoncorrenziale/, che riferisce di una interrogazione parlamentare in merito, presentata dai senatori Lanzillotta e Della Vedova.

E segnalo il fatto inquietante che il “contatore del debito pubblico”, posto a dx nelle pagine di Leoni blog, si avvicina sinistramente alla cifra di 35.000 euro a cittadino…. 

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