Parlamento europeo: avanza la dittatura, nel silenzio.

imagesDomani martedì 4 febbraio al Parlamento Europeo, si vota il rapporto Lunacek sull’imposizione coatta al popolo della cultura del “gender”.

Arrivo un po’ tardi, ma c’è in rete questa petizione, da firmare, da chi questa cosa non gli sta bene.

http://www.citizengo.org/it/3268-no-al-rapporto-lunacek-lunacekno?sid=NDAwNzQxNDc3ODM0NzM0

Poi chiaramente, c’è da rifondare questa Europa totalitaria, di cui gli euroburocrati massoni si sono impossessati dopo aver decerebrato il popolo – ma non gli riuscirà MAI fino in fondo. E’ l’eterna lotta tra il bene e il male. Lotta che corre, come è noto, anche nell’anima di ciascuno di noi. Intanto, sono del parere che possiamo prendere posizione pubblica su un evento come questo: non ci farà altro che del bene.

Questo, invece, il link a un intervento di S.E. Luigi Negri. Menomale che in Itaglia c’è rimasto qualcuno con gli attributi.

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-avanza-la-dittatura-nel-silenzio-8339.htm

Cito:

(…) Ho pensato amaramente in questi giorni che se il marchingegno diabolico delle ideologie e dei sistemi totalitari è stato brutalmente imposto a popoli come la maggior parte di quelli europei, che erano stati maturati da secoli di una autentica e profonda educazione cristiana e umana; che se nonostante questo i popoli subirono questa violenza, resistendo molte volte nella loro coscienza e in moltissimi altri casi anche nella espressione della loro vita culturale e sociale. Allora, se certi sistemi sono stati imposti a quel tempo, quale resistenza potrà esserci alla dittatura che si sta preparando? 

Essa è una dittatura del massmediatico, del politicamente e del culturalmente corretto, che trova una tradizione cattolica ignorata dalla maggior parte dei giovani, ignorata perché la maggior parte di quelli che doveva parlargliene non gliene ha parlato in modo adeguato; trova una trama di vita sociale debolissima sul piano personale, sul piano della coscienza umana, sul piano della consapevolezza dei valori etici fondamentali; insomma trova un popolo disintegrato, che rischia di subire una dittatura senza neanche la nobiltà dell’opposizione.

Non sono riuscito a uscire da queste manifestazioni, che hanno avuto per me personalmente il valore di una grande testimonianza, con una speranza sul presente e sul futuro, se non una sola: quella di non demordere quotidianamente dal mio impegno di essere educatore del popolo cristiano alla fede, e del popolo umano con l’esperienza del fascino del vero, del bene, del bello e del giusto. Ma l’amarezza è che forse si riducono ogni giorno di più le fila di coloro che si assumono questa responsabilità. E anche qui tanto silenzio incomprensibile non potrà che essere giudicato anch’esso a suo tempo se non come un tradimento.

* Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

 

Vabbè, non praevalebunt. Però dobbiamo darci una mossa.

 

 

 

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