Cosa c’è dietro la maschera della “rivoluzione liberale” di Alfano

download (4)Abbiamo visto ai TG di oggi un descamisado Angelino Alfano rivendicare con gioiosa energia, finalmente libero dal padre-padrone Silvio, la mirabile prospettiva che finalmente, andando al governo con la sinistra di Renzi, si sarebbe potuta compiere quella “rivoluzione liberale” che Berlusconi non aveva fatto.

Da questo angolo del web, cogliamo la preziosa occasione per segnalare l’importanza di “andare all’essenza delle cose”, così citavano l’imperatore filosofo, Marc’Aurelio, nel film il silenzio degli innocenti.

Dell’urgenza di andare a vedere l’essenza della vera natura dei liberali, parlavo a suo tempo in questo post, dove dicevo tra l’altro

…Il fatto che nemmeno la “Bussola quotidiana” stavolta sembra cogliere, è che queste figure dissidenti del PDL son tutti, ben compresi Lupi e Alfano, catto-lberali o liberali, tout court, keynesiani. Fautori cioè del concetto di “progresso & sviluppo” per tramite dell’”istituzionalizzazione dello spreco della spesa pubblica” (Sturzo dixit), come dico meglio qui:

https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2013/10/02/tav-mentre-la-grande-nave-affonda-ce-chi-addobba-il-salone-delle-feste/.

Persone culturalmente incapaci di realizzare che la crisi è antropologica. Che significa questo, in parole povere?… In soldoni, vuol dire che è da fantascienza sperare che vi siano “crescita, progresso & sviluppo” mentre, a esempio in Italia, si fanno un 200.000 aborti l’anno, tra chirurgici, meccanici e chimici. C’è una guerra contro l’uomo, ed è quindi impensabile che, mentre questo accade, l’economia possa andar bene e che vi siano pace e prosperità. Questo tema, che MAI viene toccato nel dibattito politico, è però estremamente concreto. Certo, essendo in prima istanza un fatto culturale, potrà essere superato, nel tempo, solo grazie all’educazione del popolo (onde l’importanza primaria del buono-scuola per la libertà di educazione) al senso della vita.

download (2)Ma, cosa di meglio, per fare chiarezza sulla “rivoluzione liberale”, che dare la parola ai liberali medesimi?… Per la precisione, ai responsabili del sito http://www.rivoluzione-liberale.it/? Leggiamoli qui: http://www.rivoluzione-liberale.it/cattolicesimo-e-potere/, da dove cito:

…Come le termiti, i cristiani hanno divorato l’impero romano, di fatto prendendone il posto, anzi hanno tentato un dominio ancora più vasto su tutta la cristianità, finendo col pretendere una supremazia nei confronti delle monarchie nazionali e persino dell’Imperatore. Tutto questo ha scontato, nel tempo, una serie di scismi: prima la Chiesa d’oriente, poi quella anglicana ed, infine, la grave lacerazione e la conseguente separazione, derivata dalla Riforma di Lutero, Calvino e Zuiglio.

Da sempre, a differenza delle altre religioni che hanno cercato di determinare una influenza, anche notevole, ma, in genere, si sono astenute dall’assunzione diretta di responsabilità di governo, la Chiesa cattolica ha cercato, di impadronirsi del potere temporale. 

(…) Comunione e liberazione non è altro che uno dei tanti tronconi in cui si è articolata, nei secoli, la comunità cattolica, alimentata dalla altezza dei valori della fede, ma contemporaneamente vocata a consolidare il proprio potere materiale, una sorta di Stato nello Stato. L’Opus Dei, come in genere tutte le associazioni cattoliche e gli stessi Ordini religiosi, hanno avuto sempre questa duplice caratteristica, che ha finito col giustificare grandi nefandezze, in nome della superiore missione spirituale.

Le guerre di religione, le Crociate, l’inquisizione, la Controriforma, sono state tutte espressioni della tendenza del Cattolicesimo ad imporsi come religione universale attraverso il potere intimidatorio, la forza, la priorità della propria missione politica, accanto a quella meramente spirituale.

La Chiesa ha dimostrato la sua ostilità allo Stato italiano laico, sin dalla sua costituzione, fino a quando non ha tentato di impadronirsene con la fondazione di un partito politico dei cattolici, che, al suo esordio, si è assunto gran parte della responsabilità per la nascita del regime fascista, a causa della cieca ostilità verso Giolitti e la classe dirigente liberale.

(…) Non si rinviene infatti alcuna differenza tra la vocazione padronale rispetto alle strutture pubbliche di CL e quella del PCI e del suo movimento cooperativo. L’intrusione nell’economia emiliana, romagnola, toscana e umbra, attraverso la fitta rete cooperativistica, che controlla ogni cosa, ha le medesime caratteristiche della infiltrazione nel tessuto economico, particolarmente in Lombardia, ma non soltanto, realizzata dal movimento, che si ispira a don Giussani.

download (5)Il potere politico ed ancor più quello economico sovente sporcano. Ecco perché, secondo la concezione liberale, la migliore garanzia per la stessa libertà della Chiesa, consisterebbe, per chi ha il privilegio della fede, nella separazione netta tra i problemi dell’anima e quelli dello Stato o dell’Economia. Anche se la vocazione al potere ed al suo relativo esercizio nella Curia romana sono durati ben venti secoli, tuttavia la modernità, grazie alla diffusione della cultura e dell’informazione, non lo consentirà oltre. Gli affari di CL (non dei singoli appartenenti alla setta, come si è cercato di far credere) vengono prima o poi alla luce, né più e né meno come quelli di Consorte e del suo mondo di riferimento, o di Lusi e dei suoi, o di Belsito e della Lega. La vocazione all’esercizio di un potere egemonico è nel DNA del cattolicesimo italiano, che lo ha contagiato a tutti, dal momento che la Chiesa ha dettato l’etica pubblica di questo Paese, fondata sul potere, sulla forza delle sette e delle consorterie, sulla bugia, sulla assenza del sentimento civico nazionale, sul disprezzo verso chi la pensa diversamente, sulla scarsa vocazione verso la libertà”.

download (3)Come vedete, questa citazione, ancor più che Angelino Alfano, interpella il Ministro dell’ex-Governo Letta, e forse del nuovo Governo Renzi, Maurizio Lupi.

Ma, in fondo, le intenzioni dei protagonisti di “rivoluzione liberale” si dichiarano anche costruttive:

Di fronte al disastro assoluto di una oscura fase della nostra storia in cui la barbarie del potere ha finito con l’accecare gli uomini e col corrompere le idee, ciascuno dalla propria parte, dovrà attendere alla costruzione di soggetti politici completamente nuovi, avviando una nuova fase costituente della Repubblica.

Per parte nostra, recuperando la lezione di De Gasperi ed Einaudi, abbiamo il compito di mettere insieme un grande soggetto liberaldemocratico e riformatore, dove possano convivere liberali, sia cattolici che laici, cavourianamente convinti della assoluta necessità di tenere ben separato l’impegno spirituale, intimo e privato, da quello pubblico di cittadini responsabili.

Capito, cari amici?… cattolici sì, ma solo in sacrestia!… Sussidiarietà e partecipazione, al macero!… Diversamente, ci penseranno i liberali, assieme ai post-marxisti, ad attivarsi affinché si mantenga lo status-quo ben sintetizzato dal poeta Czeslaw Miłosz, che coniò l’efficacissima frase

Si è riusciti a far credere all’uomo che se vive è solo per grazia dei potenti. Pensi dunque a bere il caffè e a dare la caccia alle farfalle: chi ama la res publica avrà la mano mozzata.

Ma Lupi, di queste calorose attenzioni dei suoi amici liberali, nei confronti suoi e di CL, sarà a conoscenza?…

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