“Bussola quotidiana” – MPV: non facciamo i “polli di Renzo”

downloadChe sta succedendo?… che si sta facendo, noi cattolici, per il bene della società, che è sotto attacco massivo dei laicisti anti-vita e anti-famiglia?… l‘evidenza è che ci si sta sbranando tra di noi, mentre la casa brucia. I toni che stiamo usando sono costruttivi o distruttivi?… Speriamo di non distruggerci del tutto, come diceva san Paolo.

La cosa ci riguarda tutti. Interpella anche me, che non più tardi di ieri ho scritto qui del clamoroso errore di politica economica, a mio parere disastroso, prospettato da Ettore Gotti Tedeschi, proprio sulla “Bussola”.  E che pochi giorni fa ho segnalato quelli, di analogo tenore, fatti sistematicamente dal quotidiano di ispirazione cattolica, l’Avvenire. Vedi a questo post. La questione è grave. So di essermi espresso in termini anche duri. Spero di esser riuscito a preservare lo spirito fraterno. Il tema dei suddetti interventi verrà comunque ripreso nel prosieguo di questa riflessione.

download (2)Ormai, anche in ambito cattolico, la prassi della polemica infuocata di una parte contro un’altra, va avanti da parecchio. Mi vengono in mente gli attacchi decisi di “Corrispondenza Romana”  e “Riscossa Cristiana” non solo al Movimento per la Vita, ma perfino anche ai papi, BXVI e Francesco. Accusati di essere troppo modernisti, arrendevoli e cedevoli. Nessuno è perfetto, e certamente, esempio, anche il Movimento per la Vita, e il suo Presidente, avrebbero potuto fare di meglio. Penso però a quanto di buono essi, nonostante i limiti umani ai quali tutti siamo soggetti, hanno effettivamente fatto. Nel contesto che sappiamo tutti benissimo era quello che era. L’ultima iniziativa importante è stata la petizione europea “Uno di noi”. 

download (1)Ora, la “Bussola”, prezioso strumento informativo che io stimo, ha attaccato frontalmente la legge 40. Che, a suo tempo, mi pare tutto il mondo cattolico avesse riconosciuto come il meno peggio di fronte alla prospettiva del far-west procreativo. Non sono uno specialista, qui  c’è il link a una pagina del sito web deldownload (3) Movimento per la Vita, nella quale la questione è spiegata in dettaglio. Ma mi pare che in quello che  ormai sembra uno scontro esplicito fra sinceramente ben intenzionati, sia condivisibile quello che dice la Morresi:

…Ma prima, alcune domande: perché attaccate i cattolici che si impegnano, con i tempi che corrono? Perché volete rompere il fronte dei pochissimi cattolici che fanno battaglia, in un momento in cui il fuoco nemico è pazzesco, con tutto quello che leggiamo ogni giorno, quando siamo investiti dall’onda anomala, e dovremmo piuttosto unire le poche forze militanti?…

e anche

Si vuole testimoniare solo la verità, senza mettere le mani in pasta? Ma non c’è niente di più facile. Fare il più puro dei puri è facilissimo. E’ sufficiente continuare a dire – in politica –  che per noi non ci deve essere fecondazione assistita e basta, senza compromessi. I nostri avversari avranno la vita molto più facile. Riconosceranno la nostra coerenza cristallina. Nella nostra totale irrilevanza politica.

Mentre, francamente, mi pare debole questo argomento del Direttore Cascioli:

Proprio perché, rinunciando a un giudizio chiaro sull’iniquità di quella legge, è passata l’idea che la Legge 40 sia in sintonia con la morale cattolica. 

Il punto critico del ragionamento di Cascioli mi pare sia proprio quello dell'”idea”, e spiego perché.

download (4)Sono ormai molti anni che presenzio alla “Giornata della Vita”, la prima domenica di febbraio, alla Basilica di san Marco, in Firenze. Siamo lì con il nostro banchino e i nostri materiali informativi sull’essenza della vita umana, e sui servizi che il Movimento per la Vita offre per la sua tutela.

Ebbene, noi siamo dentro la Chiesa, e siamo presentati  a ogni  Messa dai celebranti. Eppure, quando al termine della celebrazione andiamo  a proporre i nostri materiali, sarà forse il 5% delle persone che li accetta benevolmente. Da anni è così. Riscontriamo nella stragrande maggioranza dei casi, sia dalle (tante) persone mature e anziane, sia dai (pochi) giovani, sguardi di gelida indifferenza, se non di ostilità esplicita. Le eccezioni sono rarissime. Nella stragrande maggioranza dei casi veniamo ostentatamente ignorati. Il nostro popolo, davanti alla vita, svicola. Oppure  le si pone contro. Eppure siamo tutti cattolici, e anche “praticanti”, visto che siamo a Messa, no?…

Allora mi chiedo: questa avversione per la vita è colpa della legge 40?… E dico anche: noi cattolici, facciamoci una buona volta qualche domanda. E’ una vita che la battaglia culturale l’abbiamo già persa, in tutti gli ambiti. E, tante volte, senza nemmeno averla combattuta. Senza esserci preventivamente preparati, organizzati. E’ una responsabilità non da poco, davanti a Cristo.

Scrive Cascioli:

potremmo farci tutti insieme promotori di una campagna prima culturale che politica (pur interessando i politici) contro la fecondazione artificiale. Potremmo cominciare con l’organizzare un convegno scientifico in ambito parlamentare in cui si mostrasse ai politici il lato oscuro della fecondazione artificiale così come emerge dai tanti studi che ormai affollano la letteratura scientifica. Si possono creare degli strumenti informativi per far capire ai politici l’effetto sul corpo e sulla psiche delle migliaia di donne inutilmente sottoposte alle procedure di stimolazione ormonale.

Certo, potremmo. Ma, come suggerisce l’esperienza di San Marco a Firenze, chi ti si fila?… Allo stato dell’arte, secondo me, pochi o punti. Senza contare che di informative puntuali ai politici, italiani ed europei, il Movimento per la Vita, come pure altre realtà associative cattoliche, ne hanno già fatte più di una. E’ che dall’altra parte i più hanno già deciso. E non per la vita.

resources

Pier Luigi Zampetti

Ora, secondo me, in questo famoso dibattito di cui si sta ragionando, c’è un punto forte di discrimine. Sono del parere che noi cattolici stiamo andando avanti da tempo immemorabile con un errore catastrofico. Anche questo aggettivo non l’ho scelto a caso. L’errore è stato quello di esserci, culturalmente, totalmente sottomessi alla società dei consumi, gestita in prima persona dai poteri forti di stampo sia liberale che post-marxista. Che si sono impossessati delle leve del comando, approfittando dei limiti della democrazia rappresentativa. Così, un grande intellettuale cattolico del ‘900, Pier Luigi Zampetti:

…L’oligarchia è prodotta  dalla delega dei poteri che gli elettori conferiscono ai partiti. La democrazia rappresentativa o democrazia delegata consente infatti alle oligarchie di poter gestire la società intera. E le oligarchie partitiche sono in simbiosi con le oligarchie economiche. Tale simbiosi ha creato il capitalismo consumistico. La crisi di tale forma di capitalismo coinvolge anche le oligarchie partitiche. Di qui la crisi del sistema politico occidentale che si accentuerà sempre più nella misura in cui il capitalismo consumistico manifesterà la sua crisi crescente, cessando di essere il modello di sviluppo economico paradigmatico, così come finora è stato”. (Zampetti, “Partecipazione e democrazia completa, la nuova vera via” , Rubbettino, 2002)

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Secondo me dobbiamo partire da questo. C’è un nesso preciso tra questa realtà e la difesa della vita.  Perché, seguita Zampetti,

“Che cos’è l’inflazione?
È uno strumento per redistribuire i redditi e quindi per elevare
i livelli di consumo che consentano l’assorbimento dei beni
continuamente prodotti. Questo strumento viola gravemente i
princìpi morali.
…L’inflazione espropria in maniera illegittima i lavoratori di
una parte della loro retribuzione, togliendo loro la libertà con
cui provvedere a destinare i propri redditi. In questo caso la
destinazione è sollecitata ad orientarsi verso i consumi, anziché
verso gli investimenti od il risparmio.
…Era proprio quello che il nuovo capitalismo voleva: ai
cittadini i consumi, gli investimenti ai capitalisti privati o allo
Stato. Al vecchio capitalismo, che si può denominare liberal-
capitalismo, viene sostituito un nuovo capitalismo che potremo
denominare capitalismo liberalsocialista, perché unisce alla
proprietà e alla conduzione dei mezzi di produzione dei pochi la
redistribuzione del reddito, attraverso l’intervento dello Stato,
che riguarda l’intera collettività.
Ma il discorso non si ferma qui. Il nuovo capitalismo ha avuto
profonde ripercussioni di carattere etico. La redistribuzione del
reddito, ottenuta in maniera meccanicistica attraverso
esproprio invisibile, ha favorito la nascita del permissivismo
che ci conduce ad affermare che la società dei consumi o società
dell’inflazione è altresì una società altamente permissiva. Dove
cioè nascono e si sviluppano i fenomeni aberranti della
violenza, della droga, dell’erotismo, dell’aborto, della
dissacrazione familiare, della criminalità economica e della
criminalità organizzata. Il permissivismo è cioè una
conseguenza del consumismo e dell’inflazione.
…Perché è stata introdotta l’inflazione nella società? Per
ridistribuire il reddito in modo da dare al maggior numero di
persone il denaro da destinare all’acquisto di beni di consumo.
Ma l’applicazione di questo principio, come ho già ricordato, ha
precise e gravi conseguenze. Il reddito non è più percepito per il
lavoro prestato, ma per il consumo da effettuare. Chi compie
lavori inutili, chi non lavora, o lavora poco, è posto, in certa
misura, sullo stesso piano di chi lavora o lavora molto.
L’uomo viene disincentivato, scoraggiato…L’importante è che
consumi, quali che siano gli oggetti consumati. Abbiamo in tal
maniera una immagine negativa dell’uomo: non più l’uomo
persona che è in grado di autodeterminarsi, ma l’uomo robot
che compie scelte che altri hanno già deciso diverso tempo
prima di lui, o, meglio, sostituendosi a lui…L’uomo è una
macchina di consumo. Si diffondono costumi di vita sempre
meno controllati, Il permissivismo si estende gradualmente
all’intera società. E con il permissivismo non possono essere più
controllati gli istinti deteriori dell’uomo”.
(La Dottrina Sociale della Chiesa, Sanpaolo, 2003, estratti da pag. 23 e seguenti)

 Capito, cari amici?… Ecco spiegato perché, alla Basilica di san Marco, ci siamo trovati davanti non a persone consapevoli, ma a dei “robot”!… 
images (1)

Come dico da tempo su queste colonne, a questo punto bisogna decidere come si intende procedere. Se, dinanzi a questo status quo, seguitare a far finta di nulla e  magari combattere battaglie buone ma di retroguardia, destinate a restare perdenti a tempo indefinito.

Oppure invece prenderci carico di questa realtà, che interpella non solo le tematiche attinenti alla Legge 40, ma assolutamente tutti gli ambiti della società: il lavoro, l’economia, la finanza. E far evolvere la presente realtà verso il modello davvero a misura d’uomo, quello della“società partecipativa” secondo il principio di sussidiarietà come lo intende la Dottrina sociale. Circa l’attuazione di questo programma, Pier Luigi Zampetti ha avuto intuizioni originali e potenti, che ci potrebbero essere davvero utilissime.

Non è questa la sede per gli approfondimenti sui passaggi per l’attuazione di questo nuovo modello di sviluppo, anzi per il quarto modello di civiltà, diceva Zampetti, dopo la società romana, quella feudale e quella capitalistica, per i quali rimando a questa pagina del blog.

Allora, va bene la campagna prima culturale che politica suggerita dal Direttore Cascioli. Ma che essa sia fatta non solo sui temi collegati alla Legge 40, bensì sulla necessità di un diverso approccio antropologico alla crisi. Sulle ragioni della sussidiarietà, le ragioni del perché abbiamo bisogno della “società partecipativa” come dell’aria, se non vogliamo rassegnarci allo schianto finale del sistema.

Ma siccome il tema è davvero troppo vasto, perché non andare a monte della questione, e fare sì una grande campagna unitaria, fra tutti gli uomini di buona volontà, una campagna per la libertà di educazione, per il buono-scuola per tutte le famiglie, da SUBITO?... E’ solo attraverso l’educazione del popolo che la questione potrà essere affrontata in modo serio.

E’ inutile farsi illusioni. Ci vorrà del tempo. Se non sblocchiamo da subito il nodo del buono-scuola, non andremo da nessuna parte. Resteremo a beccarci tra di noi come i manzoniani polli di Renzo, mentre attorno a noi tutto seguiterà ad andare in rovina e a crollarci addosso.

Da parte mia, ringrazio per il dibattito la Morresi e il Direttore Cascioli, col quale concordo quando le scrive

Almeno, come vedi, sulla Bussola c’è possibilità di confrontarsi…

Che non è poco.

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2 pensieri su ““Bussola quotidiana” – MPV: non facciamo i “polli di Renzo”

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