I misteri di Passera

download… E quelli di Della Valle, Montezemolo & Punzo. Ma andiamo con Ordine. Avrete visto che ieri Corrado Passera, abbastanza nuovo protagonista della politica – nel senso che lo abbiamo visto non molto tempo fa Ministro alle Infrastrutture nel Governo Monti – ha inaugurato il suo progetto “Italia Unica”. Che si configura, per adesso, ancora come un work in progress, un po’ think-tank, un po’ movimento, forse un partito politico in embrione. Meglio citare da questo articolo su Il Tempo web:

“Un viaggio di ascolto in giro per l’Italia, un lavoro di ascolto con le rappresentanze e poi un lavoro di confronto e consultazione via web”. Da qui parte il progetto politico di Corrado Passera, Italia Unica, che “a giugno avrà una tappa importante” con “il lancio di una vera organizzazione e, in quel momento, spiegheremo nel dettaglio quali sono le soluzioni ai problemi del Paese che abbiamo individuato”, ha spiegato l’ex ministro del governo Monti sottolineando che “questa start up politica, diventerà partito come e quando lo decideremo”. “Il messaggio è “si può e si deve”. La politica – ha proseguito Passera – deve fare la sua parte per tirare fuori il Paese dalla condizione in cui si trova. Io sono arrivato in politica nel novembre 2011. Sarebbe stato impossibile e incoerente dire di no. In tutti i modi ho sempre condiviso la convinzione che ognuno si noi si deve sentire responsabile della comunita’ di cui si fa parte: sentitevi custodi di tutto e di tutti, ha detto Papa Francesco. Parole semplici che sintetizzano tutto”. Infine una promessa: “Mai, per nessuna ragione chiederemo finanziamenti allo Stato e faremo della necessità di avere una legge sul conflitto di interessi una delle nostre bandiere”. 

Della tardiva ma sempre più convinta vocazione politica del ministro montiano, convinto fautore della TAV Torino-Lione, già Presidente di Banca Intesa, parlavo in questo post su NTV, alias Italo Treno. Commentavo la notizia che quella società,  Nuovo Trasporto Viaggiatori, fondata da Luca di Montezemolo, Diego Della Valle e Giovanni Punzo, che a suo tempo ci hanno investito  316 mila euro a testa, eppure deterrebbero il 35 per cento di un’attività che ora impegna oltre un miliardo di capitale, avrebbe perso 70 milioni di euro nel 2012.

download (1)E il resto dei molti soldi, chi ce li ha messi?..  Cito Dagospia: “chi viaggia sui treni ad alta velocità sa bene che fuori dei giorni e delle ore di punta è difficile vederli occupati anche a metà. La preoccupazione è soprattutto di Intesa Sanpaolo. Nel 2008 la banca milanese, sotto la regia dell’allora ad Corrado Passera, ha investito 60 milioni per diventare azionista di Ntv, e poi ha erogato prestiti per 650 milioni per dotare la società di treni e quant’altro”.

Restavo colpito, dicevo in quel post, dal fatto che nessuno, in Intesa Sanpaolo, nei media e nella politica, avesse avuto nulla da eccepire su questi passaggi.

Ora, noto che i maggiori protagonisti di questa vicenda sembrano tranquillissimi. Fossi io in un frangente del genere, non dormirei la notte, e terrei un profilo basso. Cioè, son socio in una Ditta che nel 2012 ha perso 70 milioni, anzi 77, dice qui il sito “Economia web”, in un articolo del luglio 2013. Che si aggiungono alle perdite precedenti: 39 milioni del 2011 e di 20 milioni del 2010. Non so se rendo.

Invece, poco tempo fa si è vista la notizia dell’ennesima energica plateale strigliata fatta da Della Valle a John Elkann, per lo spostamento all’estero del baricentro della FIAT. E ora Passera si è messo sotto i fari della politica, col suo progetto illuminato.

Quindi, nonostante qualcosa sembri non tornare, questi signori ostentano sicurezza. Mistero. Forse pensano che lo “sconto” di 15 milioni di euro fatto a NTV dal Ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi, rispetto ai 100 milioni di spesa per la concessione delle linee AV, pagate con molti soldi del contribuente (90 miliardi l’intero sistema), sia sufficiente a risollevare la partita?…

In effetti, “Economia web” dice che era tutto previsto:

…La perdita (del 2012, NdR), si legge nel bilancio, è infatti «in linea con il piano industriale», che prevede il raggiungimento del punto di pareggio nella seconda metà del 2014, così come lo sono i risultati della gestione operativa. Importante per Ntv sarà il 2013 quando la società opererà a regime con l’obiettivo di consolidare e migliorare i risultati sfruttando un mercato, quello dell’alta velocità, in crescita dal 2009 nonostante la crisi (+15% nel 2012).

Economia web parla anche del ripianamento delle perdite, ma non è chiaro chi ci mette i soldi. Altre notizie più fresche su NTV, in rete, non ne ho trovate.

Certo, resta un mistero il perché Passera, che – meno male! – ha detto che soldi dallo Stato non ne vuole, abbia imbastito questa operazione. Volgendo il ruolo di Intesa, da banca, a impresa di trasporto. Apparentemente con scarso successo. E di come mai nessuno, dentro e fuori Intesa, abbia detto “bai”.

Forse, a giugno di quest’anno, quando Passera avrà steso il programma del suo movimento, e sarà uscito il bilancio NTV del 2013, ci vedremo più chiaro. Forse…

 

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3 pensieri su “I misteri di Passera

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