“Colloqui fiorentini”: il germe del mondo nuovo

downloadSi è conclusa ieri sabato 1 febbraio a Firenze la XIII edizione dei “Colloqui fiorentini”, evento-concorso educativo di eccellenza, a livello nazionale. E’ organizzato da diesse, agenzia educativa nata a Firenze, che si occupa di didattica e innovazione scolastica. Quest’anno i 1.800 studenti partecipanti, delle scuole superiori di ogni ordine, si sono confrontati con Gabriele D’Annunzio.

imagesOgni anno è a tema l’incontro dello studente-persona con la persona di un grande autore italiano, che faccia parte del programma stabilito dal Ministero della PI. I ragazzi arrivano all’evento molto motivati, avendo lavorato nelle loro scuole, in gruppo, guidati dai loro prof, ad apposite tesine. L’intento è quello di proporre ai giovani l’incontro diretto con le parole dell’autore, per scoprire quello che egli ha da dire a loro, oggi. E far salire la risposta nella loro anima.

Si tratta dunque di una eccellente avventura educativa, nella quale gli studenti sono soggetti a pieno titolo, sia nella fase preparatoria, che in quella dell’evento propriamente detto. A Firenze, al Palacongressi, per i giovani sono previste quattro relazioni principali, di grande valore culturale e insieme esperienziale, sull’autore di turno. Ed anche seminari di gruppo dove i giovani sono guidati a esporre e condividere i loro lavori e a dibattere su come l’autore li abbia interpellati. In questo tempo di edonismo, di ricerca del piacere assoluto  e della “Grande Bellezza” alla Paolo Sorrentino, la figura di Gabriele D’Annunzio offriva spunti molto pertinenti.

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Davide Rondoni

Assai efficace nei contenuti e nello stile, come di consueto, l’intervento del poeta e studioso Davide Rondoni. Il quale ha offerto lo spunto inedito dell’invidia di D’Annunzio verso San Francesco, da lui citato ne “La sera fiesolana”.  L’invidia del Vate si fonda sulla sua incapacità di godimento assoluto, per via edonistica. Rispetto a quanto riusciva invece  pienamente al Poverello di Assisi, per il quale la “perfetta letizia” non consiste nell’appagamento dei sensi in massimo grado. Ma piuttosto nel lasciarsi godere intimamente dell’amore di Dio, ricambiandolo, sia nei momenti positivi della vita, ma specialmente nelle situazioni più difficili e imbarazzanti. Come quando, dopo una giornata difficile, in quel certo convento dove sei finalmente arrivato dopo un viaggio disagevole, i confratelli ti accolgono in modo poco garbato.

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sessione plenaria al Palacongressi

Entusiasti di questa esperienza, che li interpella come persone, i ragazzi. Alcuni di loro già sono desiderosi, appena tornati alla loro scuola, di incontrarsi con l’autore del prossimo anno, che è Umberto Saba. E sono stati, giustamente, molto grati agli educatori e ai relatori che si sono messi al loro servizio. Ieri mattina, alla giornata conclusiva, con il momento emozionante della premiazione dei lavori migliori, i 1.800 giovani hanno fatto in onore dei loro “grandi” una enorme “ola”, che si è levata da una parte all’altra del Palacongressi.

Quindi, questa esperienza educativa si qualifica a pieno titolo come germe del mondo nuovo, per tirarci fuori dalla crisi. Facendo crescere nelle nuove generazioni il senso della piena consapevolezza di sé stesse, nella libertà e nella responsabilità. Con – in prospettiva – l’attitudine a maneggiare gli strumenti di soggettività politica tipici della sussidiarietà, quindi verso la “Società partecipativa”.

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un giovane relatore a un seminario

Ha portato il suo cordiale e caloroso saluto, tra i rappresentanti delle Istituzioni, Gabriele Toccafondi, giovane neo-sottosegretario alla PI nel Governo Renzi. Toccafondi ha ricordato di esser stato allievo, a suo tempo, del prof. Gilberto Baroni, uno fra i principali promotori dell’iniziativa. La quale gode, tra l’altro, dell’alto Patronato della Presidenza della Repubblica.

Toccafondi ha parlato entusiasticamente del “Colloqui”, che sono ovviamente ben conosciuti al Ministero. Ed ha promesso il mantenimento del sostegno da parte dello Stato, compatibilmente alle risorse disponibili, anche in futuro.

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Una premiazione all’edizione su Manzoni

Già, l’educazione. Che ne sarà?… Ieri il Premier Renzi, a Roma al Congresso del Partito Socialista europeo, ha messo, ancora una volta, l’educazione in cima alla lista delle priorità. C’è un però. Renzi, più che di educazione, si è espresso nei termini di “scuola”. Ha parlato, più che di valori, di edilizia scolastica e di informatizzazione delle scuole. D’altronde, è un deja vu bi-partizan. Come non ricordare Silvio, con la sua “scuola delle tre I – Inglese, Internet & Impresa”?… Ma si sa, cioè alcuni sanno, che il problema di fondo è diverso. Inevitabile non pensare ai corsi della micidiale ideologia di gender e di  sbrigativa educazione genitale che il Ministero della PI sta cercando di imporre capillarmente  in modo vessatorio nelle scuole, fin da quelle elementari. Come si è visto fare anche a nel piccolo centro di Pontassieve, residenza di Renzi.

Impossibile non riandare col pensiero alla Francia del socialista Hollande, alla Spagna di ieri del socialista Zapatero, alla Croazia socialista di oggi. Dove i Governi tentano di modellare coattivamente le menti delle nuove generazioni al gender, all’omofilia e al libero amore. Questo preciso disegno di pianificata destrutturazione antropologica mira a deconsapevolizzare sistematicamente di sé stesso il popolo. A distrarlo dal vero sé, per meglio mantenerlo sotto controllo. Niente di nuovo, è così fin dalla Rivoluzione Francese. Dove il famoso Marchese De Sade istigava i francesi a scatenare liberamente le loro peggiori pulsioni sessuali, se volevano davvero essere repubblicani.

imagesE il buono-scuola, la effettiva libertà di educazione, che fine fa, anzi, che inizio avrà, con quest’aria che tira?… Per la verità si è letto sulla stampa che la montiana d’origine, neo-Ministro alla PI Stefania Giannini ha affermato che

è fondamentale garantire la libertà di scelta educativa.

Però si è letto anche che questa libertà di educazione, che va teoricamente espressa anche in parità economica, si concretizzerebbe per quest’anno in… 223 milioni di euro di contributi statali alle scuole paritarie,  mentre invece ci vorrebbero 4 miliardi.

Che, guarda caso, è la stessa cifra che lo Stato ha buttato, senza batter ciglio, in quel pozzo senza fondo che è stato il Monte dei Paschi di Siena. Paradossi, vero?…

Comunque, come dicevo qui, è chiaro che non ci sarà libertà di educazione fino a quando il popolo delle  famiglie, ancora anestetizzato dal potere, non ne sentirà, sulla sua pelle, la vera urgenza. Ci sta che le cose debbano andare ancora peggio, perché il popolo si desti dal torpore.

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