Leonardo Becchetti e Avvenire: cronache economiche marziane

downloadDoverosamente, e pur dispiacendomi,  son costretto a segnalare ancora una volta che l’economista Leonardo Becchetti, e – di riflesso – il settimanale di ispirazione cattolica Avvenire, del quale egli è una delle firme più in vista, sembrano perdere sempre di più ogni contatto con la realtà, quantomeno in campo socio-economico.

Questo il link http://www.avvenire.it/Commenti/Pagine/fermare-impoverimento-e-italia-si-risollevera-becchetti.aspx?utm_content=buffer32d6e&utm_medium=social&utm_source=twitter.com&utm_campaign=buffer#  alla riflessione di Becchetti, alla quale mi riferisco. Incollo sotto il testo integrale e inserisco il commento nel corpo del testo, per brevità. Salvo diversa disposizione da parte di Avvenire circa la riproduzione del testo, in quanto al copyright, alla quale non mancherò di uniformarmi.

3 marzo 2013
Sette consigli per la politica economica del governo
 
Fermare l’impoverimento 
e l’Italia si risolleverà
 
 
L’avvio della strategia economica del nuovo governo Renzi sembra tener conto – consapevolmente o inconsapevolmente – che il gran problema dell’Italia è, come dicono gli economisti, quello della «debolezza della domanda aggregata» (cioè della domanda di beni e servizi da parte delle famiglie, ovvero dei consumi interni). E che la sua gravità non pare attenuarsi perché, a fronte di conti sostanzialmente in ordine, il dato sulla disoccupazione continua a peggiorare.
“Conti sostanzialmente in ordine”?!?  Questo lo affermavano ripetutamente, per ovvi motivi, anche il precedente Presidente del Consiglio, Enrico Letta, e il suo ministro all’Economia, Fabrizio Saccomanni. Ma la realtà è che lo Stato ha 2300 miliardi di euro di debiti, come dico meglio qui https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2013/09/09/governo-lettaberlusconi-la-realta-romanzata/  il che comporta 100 miliardi all’anno di soli interessi, e quindi lo Stato italiano è sostanzialmente in bancarotta!… L’affermazione di Becchetti ci lascia, pertanto, semplicemente allibiti. Stupefatti.
Per questo motivo, schiacciarsi sul lato di visioni mercantiliste che guardano solo alla competitività dell’offerta (magari riducendo i salari e, quindi, la capacità di acquisto dei lavoratori) rischia di non produrre alcun rilancio. Il programma annunciato dal nuovo presidente del Consiglio prevede, assieme a una riduzione di almeno 10 miliardi di cuneo fiscale, lo sblocco immediato dei crediti delle imprese verso la pubblica amministrazione, un piano (peraltro urgente) di ammodernamento dell’edilizia scolastica da 7 miliardi (che avvierebbe attività ad alta intensità di lavoro) e un sussidio universale di disoccupazione (in alternativa alla proposta di reddito di cittadinanza presentata da Acli e Caritas) che non costerebbe meno di altri 10 miliardi.
Prendo atto che non solo Becchetti e l’Avvenire sembrano aver perso contatto con la realtà, ma lo stesso sembrano purtroppo fare Le ACLI e la Caritas. Che, apprendo adesso, avevano fatto una “proposta di reddito di cittadinanza”. Iniziativa che dovrebbe essere finanziata dallo Stato. Il quale però è bancarottato, come segnalavo al commento precedente. Col che torniamo al punto di partenza. Si tratta, inoltre, di una misura di stampo tipicamente assistenzialista. Mentre invece, come dirò meglio di seguito, abbiamo urgente bisogno di politiche ispirate al principio di sussidiarietà.
Per compensare tutte queste uscite dal lato delle entrate, la “luna di miele” (ma ancor più la politica monetaria espansiva a lungo perseguita da Stati Uniti e Giappone) producono per ora un potenziale tesoretto di 2–3 miliardi. L’aumento dell’aliquota sulle rendite finanziarie, che tanto ha spaventato, può portare nelle casse dello Stato non più di 2 miliardi. Per il saldo dei crediti delle imprese verso la pubblica amministrazione, Renzi intende a quanto pare usare la Cassa Depositi e Prestiti per lo sconto delle fatture secondo un modello attuato in Spagna. I progetti di cui abbiamo letto sinora sono di fatto partite di giro che coinvolgono le banche che guadagneranno dall’anticipo delle fatture. E perciò finiranno all’esame della commissione Ue, per capire in che misura rientrano sotto il perimetro del debito.Insomma, nonostante l’obiettivo corretto sembri essere quello di una riqualificazione della spesa, si oscilla ancora una volta tra Scilla – una manovra a saldo zero sulla domanda aggregata (qualora si trovassero le coperture e dunque tagli che compensino le spese) – e Cariddi, uno sforamento dei vincoli europei sul deficit qualora le coperture non fossero trovate. Intanto, la situazione dell’inflazione europea – i prezzi stanno decelerando in modo così vistoso da prefigurare, secondo alcuni osservatori, uno scenario deflattivo – continua a essere preoccupante, aggravando il costo reale del debito del Paese e rendendo salatissimo il conto prossimo venturo del Fiscal Compact.
Esatto, il processo di deflazione è in  corso. Quel grande e misconosciuto intellettuale cattolico del ‘900, che è stato Pier Luigi Zampetti, affermava in tempi non sospetti che
“…L’oligarchia è prodotta  dalla delega dei poteri che gli elettori conferiscono ai partiti. La democrazia rappresentativa o democrazia delegata consente infatti alle oligarchie di poter gestire la società intera. E le oligarchie partitiche sono in simbiosi con le oligarchie economiche. Tale simbiosi ha creato il capitalismo consumistico. La crisi di tale forma di capitalismo coinvolge anche le oligarchie partitiche. Di qui la crisi del sistema politico occidentale che si accentuerà sempre più nella misura in cui il capitalismo consumistico manifesterà la sua crisi crescente, cessando di essere il modello di sviluppo economico paradigmatico, così come finora è stato (Pier Luigi Zampetti, “Partecipazione e democrazia completa, la nuova vera via” , Rubbettino, 2002)”.

Delle ragioni di questa spiacevole realtà, Becchetti e Avvenire non sembrano però essersi ancora resi conto.

Inoltre, Becchetti ragiona di una manciata di miliardi, mentre lo spaventoso ordine di grandezza del debito è di oltre 2000 miliardi!…
Il governo ha sicuramente bisogno dell’aiuto di tutte le migliori forze ed energie del Paese per rendere questo progetto più chiaro e sostenibile. Bisogna allargare il gioco a livello internazionale su alcuni tavoli decisivi se vogliamo uscire dall’impasse. Primo, è opportuno o no chiedere uno sforamento del 3% per coprire le uscite previste? Sono ormai in molti a pensare che questa sia l’unica possibilità a breve per emergere dall’impasse. Soprattutto se si dimostra ai nostri partner che si hanno buone idee, visto che la sostenibilità dei rapporti deficit/Pil, debito/Pil non migliora grazie a mere riduzioni del numeratore (il deficit e il debito) che spesso, anzi, deprimono l’economia facendo calare ancor più il denominatore (il Prodotto interno lordo), ma attraverso una riqualificazione che può anche aumentare il valore che sta sopra, se costruita attorno a iniziative che danno uno slancio fondamentale al valore che sta sotto. Secondo, bisogna spingere, sfruttando l’opportunità del semestre italiano, affinché arrivi dalla politica fiscale comunitaria uno stimolo diretto alla domanda aggregata dei Paesi membri.
 “Primo, è opportuno o no chiedere uno sforamento del 3% per coprire le uscite previste? Sono ormai in molti a pensare che questa sia l’unica possibilità a breve per emergere dall’impasse”. Ovvero, questa è la strategia perdente del keynesismo puro: fare ancora maggior debito pubblico per investimenti. Quando si è già visto che è stata precisamente questa politica a portarci nel baratro.
 
E’ vero, sono in molti a pensarla come Becchetti. Praticamente, per ovvi motivi, l’intera classe politica nazionale. Lo stesso ha fatto recentemente il banchiere cattolico Ettore Gotti Tedeschi. Approfondisco il tema in questo post: https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/02/20/debito-pubblico-tutti-gli-errori-di-gotti-tedeschi/.
Terzo, con il contrasto all’elusione fiscale (cosa più articolata della “Google tax”) attraverso una serie di direttive la Ue cercherà di metter mano a un “tesoretto” di ben mille miliardi (per noi circa 60). Abbiamo tutto l’interesse a portare avanti questo processo. Quarto, la riforma della finanza con il ripristino della separazione tra banca commerciale e banca d’affari può aumentare il credito all’economia, e il progetto europeo a undici di tassazione delle transazioni finanziarie può portare in dote altri 2–3 miliardi.
Contrasto all'”elusione fiscale”, cioè in sostanza all’evasione fiscale. Non una parola di Becchetti sul fatto che lo Stato dilapida sistematicamente, ancora per motivi keynesiani, i denari del contribuente, come approfondisco qui: https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2013/12/08/costi-del-non-fare-in-italia-900-miliardi-per-i-bocconiani-ma-il-problema-vero-sono-i-costi-del-fare-male/.
Quinto, servirebbe molta meno timidezza nei confronti del gioco d’azzardo, dato che dal condono della maxi evasione denunciata dalla Corte dei Conti è finora uscita una multa–topolino.
Si tratta di una questione strettamente educativa, come è per tutte le dipendenze. In luogo di concepire il tema in modo legalistico, si esiga il buono-scuola per la effettiva libertà di educazione, si educhi il popolo alla sussidiarietà e alla partecipazione. Si renda il popolo soggetto, e si vedrà che, proporzionalmente, le dipendenze andranno a calare.
Sesto, un progetto ancora più ambizioso anche se non foriero di risultati a breve è quello di spingere per riforme della Banca centrale europea spostando l’attuale consenso Ue in direzione di strategie e comportamenti più simili a quanto avviene oltreoceano.
 
Non risolviamo il problema in questo modo. Gli USA non sono messi molto meglio della UE. Pensiamo al fiscal cliff, come dicevo meglio qui: https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2013/02/04/tempi-cronache-economiche-marziane/
Settimo, all’interno del nostro Paese bisogna fare di tutto per colmare il gap di competitività con i maggiori partner europei (banda larga, efficienza della giustizia e della pubblica amministrazione) e per valorizzare i nostri vantaggi competitivi non delocalizzabili, cioè lo shale gas del nostro Paese che è rappresentato dai giacimenti culturali, ambientali, artistici. Mettendo il genius loci dei nostri territori dentro beni, servizi e turismo.
La freschezza, l’ariosità e l’impostazione di questo governo lasciano prefigurare il potenziale di una visione non riduzionista della persona, dell’impresa e del valore proprio secondo i princìpi che la scuola dell’economia civile sta portando avanti da anni nella sua missione culturale. Ma tutto questo rischia di diventare un pericoloso boomerang se non si passasse l’esame decisivo di dare risposte al Paese sulle urgenze della disoccupazione e della povertà di ritorno. Dobbiamo vincere con concretezza la sfida di sempre se vogliamo cambiare la cultura di questo Paese.
Leonardo Becchetti
 “La freschezza, l’ariosità e l’impostazione di questo governo lasciano prefigurare il potenziale di una visione non riduzionista della persona, dell’impresa e del valore proprio secondo i princìpi che la scuola dell’economia civile sta portando avanti da anni nella sua missione culturale”. Son costretto a chiedermi: ma… su quale pianeta vive Becchetti?… Per quanto riguarda la visione della persona espressa dal Governo Renzi, la cifra antropologica di fondo è quella espressa dalla sinistra, ed è negativa. Ne parlo qui.
Ancora, NON una parola di Becchetti sulle potenzialità della “Società partecipativa”, secondo Dottrina sociale. L’unica via – Zampetti dixit! – per uscire davvero dalla crisi, come dico meglio qui.
Quindi, ancora una volta, il bilancio conclusivo della qualità dell’informazione socio-economica offerta dal quotidiano di ispirazione cattolica risulta, purtroppo, pesantemente negativo. D’altronde, questa non è una novità. Sono stato costretto a parlarne poco tempo fa in questa pagina del blog.
 
Doverosamente, segnalo ancora una volta, anche direttamente ai responsabili dell’Avvenire, che il peso che grava su di loro è assai rilevante.
Annunci

Un pensiero su “Leonardo Becchetti e Avvenire: cronache economiche marziane

  1. Pingback: LEONARDO BECCHETTI SU AVVENIRE: LE MEZZE VERITA’ SUL P.A.D.R.E. | lafilosofiadellatav

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...