Renzi 007: licenza di… affossare l’ENI!…

downloadCari amici, scelto per voi dalla “Nuova Bussola quotidiana”, a firma di Andrea Gaiani, Direttore di Analisi/Difesa, l’ultima su Renzi, che l’ha sparata  davvero grossa. E’ qui http://www.lanuovabq.it/it/articoli-leni-e-una-branca-dellintelligence-lo-dice-renzi-8895.htm e, una volta di più, mi interroga sulla affidabilità del Presidente del Consiglio. Cito:

L’Eni è una branca dell’intelligence? Lo dice Renzi

di Gianandrea Gaiani08-04-2014AA+A++

 

Alzi la mano chi non sapeva, o non immaginava, che le grandi compagnie energetiche internazionali costituiscono uno strumento di penetrazione politica, commerciale e strategica dei rispettivi Paesi cui fanno capo. Dai tempi delle “sette sorelle” ogni Paese ha utilizzato il peso delle sue grandi società energetiche attive in diverse aere del mondo per dare impulso e sostegno alla propria influenza. Oggetto di inchieste giornalistiche e a volte di interrogazioni parlamentari , questi rapporti non sono mai stati definiti in modo palese e schietto da esponenti governativi, almeno fino alle esternazioni di Matteo Renzi che venerdì sera a  “8 e mezzo” ha scatenato reazioni e polemiche parlando dell’Eni.

«Ieri a Londra mi hanno detto che potrei vendere l’Eni» ha detto il Presidente del Consiglio a Lilli Gruber. «Eh no, noi non vendiamo i nostri gioiellini. Non pensate che noi siamo terra di conquista» ha detto Renzi aggiungendo che «l’Eni è oggi un pezzo fondamentale della nostra politica energetica, della nostra politica estera e di intelligence. Cosa vuol dire intelligence? I servizi, i servizi segreti. È un pezzo fondamentale della nostra credibilità nel mondo». La palese associazione tra attività dell’ENI e servizi d’intelligence italiani è senza precedenti e l’esternazione , per così dire “dilettantesca”, non poteva non suscitare dure reazioni nell’opposizione.

(…)

download (1)…La gaffe di Renzi è grave per diverse ragioni anche se è scontato che l’Eni sia oggi azienda di Stato più presente nel mondo, soprattutto in aree delicate e ad alto rischio in Africa e Asia e di conseguenza rappresenti una parte consistente della nostra politica estera. Logico immaginare anche che il colosso energetico abbia rapporti con gli organismi di sicurezza dello Stato ma il tema è di quelli da mantenere nella più stretta riservatezza da parte degli organismi istituzionali. Per fare un esempio che può risultare calzante è noto che l’Italia, come altri Paesi, ha pagato riscatti per far liberare connazionali in ostaggio a pirati e terroristi ma gli organismi dello Stato lo hanno sempre negato per non indebolire la posizione dell’Italia. Così oggi rivelare che l’Eni «è un pezzo fondamentale dell’intelligence» non potrà che nuocere all’azienda, ai servizi segreti e al Paese.

Con conseguenze potenzialmente gravi se in molti Paesi si diffondesse il dubbio che gli uomini dell’Eni siano in realtà “spie” (segue).

 

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