Senato SI-TAV: la prova del fallimento del bicameralismo perfetto. Manca la “riforma perfetta”

downloadLa notizia la prendo qui http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/alta-velocita-legge-accordo-italia-francia.aspx, dall’Avvenire, in un articolo a firma di Fabrizio Assandri:

È legge l’accordo tra Italia e Francia sulla Torino-Lione. L’ok definitivo è arrivato ieri in un Senato incandescente, dove s’è anche sfiorata la rissa. Ad essere stato ratificato da un’ampia maggioranza e senza modifiche è il disegno di legge del governo Letta sulla linea ferroviaria ad alta velocità. L’accordo è un tassello fondamentale nel percorso di realizzazione dell’opera e nei confronti dell’Unione Europea, che chiede impegni precisi ai due Paesi come condizione al cofinanziamento.

i giochi non sono però del tutto fatti, perché, seguita l’Avvenire

…Ci vorrà ancora un passaggio, cioè un accordo aggiuntivo tra i due Paesi per la ripartizione dei costi, che dovrebbero ammontare complessivamente a 8 miliardi e mezzo di euro. E ieri il voto ha fatto riesplodere nell’aula del Senato la guerra di cifre e argomentazioni che da sempre dividono pro e contro all’opera. Inutile, costoso, dannoso per l’ambiente secondo i contrari, all’opposto un’opera importante per lo sviluppo del Paese, che darà lavoro.

E, in Italia, i soldi non ci sono. C’è solo una montagna di debito pubblico. Che dire?…

1. In primis, il fatto non stupisce, anzi è assolutamente coerente alla politica bi-partizan fin qui seguita. Quella TAV non serve a nulla, lo Stato è praticamente in bancarotta, l’Europa ci bacchetta per via del nostro mega-debito pubblico fuori controllo. Il “Corridoio 5” è un mito, l’Europa sta ridisegnando al ribasso la rete TEN-T http://www.lavoce.info/trasporti-ue-corridoi-ferrovie-risorse/, Renzi ha detto che bisogna smettere di fare debito pubblico a carico delle nuove generazioni – ma questo l’aveva detto anche il medesimo Letta che, come dice l’Avvenire, aveva istruito la pratica della TAV Torino-Lione, eppure… le cose cattive vanno avanti lo stesso. “Come è possibile?!?”, direte voi. Semplice, è il keynesismo, bellezze,  e – sulla base della lezione di quel grande intellettuale del ‘900 che è stato Pier Luigi Zampetti – lo spiego in sintesi qui https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/04/08/elezioni-in-val-di-susa-no-keynes-no-tav/, da dove cito:

…Vale a dire, “crescita” e “sviluppo” drogati e fasulli. Basati, come una bomba a orologeria che farà deflagrare le casse erariali, sulla “istituzionalizzazione dello spreco della spesa pubblica” (Luigi Sturzo dixit). Tipo grandi opere inutilissime, fra le quali alla TAV Torino-Lione spetta un menzione speciale sul Guinness dei primati.

La TAV Torino-Lione non c’entra assolutamente nulla con il buon funzionamento dei trasporti. E’ solo un grosso favore che lo Stato, nelle sue varie articolazioni istituzionali, vuol fare a chi la scaverebbe, rigorosamente con i soldi del contribuente. Italiano o europeo che sia.

download2. L’Avvenire ha dato la notizia, ma in punta di forchetta, stando ben attento a non pestare i piedi ai poteri forti, come fa abitualmente quando corre lo spreco del soldo pubblico. Vale a dire, il “quotidiano di ispirazione cattolica” ha notiziato che c’è stato un dissenso in Parlamento. Ma ancora una volta il quotidiano si è ben guardato dall’andare a vedere, nella materia del contendere, come stanno davvero le cose. Per il quotidiano di ispirazione cattolica la verità infrastrutturale resta inconoscibile, molto di più della realtà metafisica. Ho approfondito in dettaglio la mia critica ad Avvenire in questo testohttps://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/03/31/paolo-viana-su-avvenire-il-quotidiano-e-attendibile-su-infrastrutture-e-project-financing-brebemiteem/.

3. Il ruolo del Senato. Questa vicenda è la prova provata che il bicameralismo perfetto, il fatto di avere il Senato che verifica quanto disposto dalla Camera dei Deputati, non serve a nulla. L’interesse pubblico, il bene comune, sono abitualmente calpestati nei due rami del Parlamento. In altre parole, abbiamo due Camere, ma di per sé la cosa non ha creato una buona amministrazione della cosa pubblica, non ci ha evitato di finire in bancarotta – 2300 miliardi di euro di debito pubblico, come dico meglio qui https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2013/09/09/governo-lettaberlusconi-la-realta-romanzata/.

In questo tempo, come ben sappiamo, è in ballo la riforma renziana del Senato, che dovrebbe convertirlo in “Camera delle autonomie”, senza indennità per i rappresentanti regionali che dovrebbero sedervi. I senatori, del cui interesse al bene della cosa pubblica abbiamo già detto, ovviamente si oppongono. Abbiamo visto la proposta alternativa del sen. Vannino Chiti di, casomai, di dividere i sacrifici: dimezzamento del numero dei parlamentari delle due Camere, riducendo i costi della politica e conservando così il bicameralismo perfetto – circa la pessima riuscita del quale abbiamo già riferito. Ma, a questo punto, voi avete già capito che il problema è ben altro  che quello dei costi della politica.

Diciamo intanto che ambedue le proposte di riforma del Senato sono sonoramente errate.

Per il semplice motivo che i nostri rappresentanti dimostrano di non rendersi conto (buona o cattiva fede che sia) che il nocciolo del problema risiede del tutto a monte delle ipotesi di riforma di cui abbiamo appena detto. Esso sta, propriamente, nel cuore della democrazia rappresentativa. La quale, quando non è innervata dai princìpi di sussidiarietà e partecipazione – come nel nostro caso – vira inevitabilmente in oligarchia. Di tutto questo ragiono in maggior dettaglio in questa pagina,ancora basata sul lavoro di Pier Luigi Zampetti https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/fiatpomigliano-darcomelfi-come-mettere-a-frutto-la-lezione-di-pier-luigi-zampetti-per-risolvere-il-conflitto-tra-capitale-e-lavoro/, dalla quale cito:

(…) Quindi, nella visione personalistica cattolica, l’insufficienza della democrazia rappresentativa viene integrata con la democrazia partecipativa, che è la democrazia della società. Nel piano zampettiano sono previste anche adeguate riforme istituzionali, come la trasformazione del Senato in “camera della programmazione economica”, cioè di fulcro, come vedremo poco oltre, della “programmazione economica partecipata”, punto di forza della “Società partecipativa”. Direi che si tratta dell’evoluzione della proposta originaria di don Luigi Sturzo, quella del Senato elettivo, come rappresentanza direttiva degli organismi nazionali, accademici, amministrativi e sindacali” , inclusa, assieme ad altre valide ancora oggi, nel famoso “Appello ai liberi e forti” del 1919. Non un “Senato delle Regioni”, quindi, come da più parti si auspica oggi nel dibattito politico. Tale organo verrebbe verosimilmente a configurarsi come un pericolosissimo “doppione politico” del potere regionale, che storicamente, al di là di rarissime eccezioni virtuose, si è  connotato per clientelismo e irresponsabilità nella gestione della spesa. Precederebbe, per ovvi motivi, tale passaggio, la riforma dei partiti in senso partecipativo: partiti nei quali i dirigenti saranno designati non più dai soli iscritti, ma da tutti gli elettori. La partecipazione si esplicherà anche perché, come scrive Zampetti, la realtà delle cose si evolverà nel senso di  abbassare i  “ponti levatoi” tra i partiti e la società civile. Si arriverà ad un momento in cui i partiti saranno costretti dalla storia a rinnovarsi,  candidando in sede elettorale i delegati di quei “corpi intermedi”, di quei “gruppi”  che essi vorranno rappresentare ed ai quali andranno a chiedere il voto. Dunque la “società civile” attraverso i suddetti “corpi intermedi” entrerà nei partiti e sarà infine in grado di gestire il potere in sede parlamentare. Il potere dei gruppi sarà esercitato non in modo diretto, ma indiretto, in quanto mediato dal partito. Ciò eviterà le dinamiche corporative, in quanto sarà compito del partito “filtrare” le posizioni particolari, ed anzi fare sinergia fra le diverse componenti di gruppo al suo interno (segue…).

images (1)Voi capite che si tratta di una prospettiva, purtroppo, ancora lontanissima da quella, infausta, attuale. E’ presumibile che dovremo soffrire ancora molto, e per molto tempo. Quindi, come finirà, cari amici?… Che succederà, prossimamente, circa il Senato? Vincerà, o perderà, Renzi, nella sua pur bislacca proposta di riforma?… Difficile da dire, ma personalmente propendo per la seconda ipotesi. Comunque vada, il caso Senato-SI’-TAV dimostra ancora una volta che il Paese procede con determinazione verso il baratro. Chi può, prepari l’orto e le galline.

Annunci

9 pensieri su “Senato SI-TAV: la prova del fallimento del bicameralismo perfetto. Manca la “riforma perfetta”

  1. Pingback: RIUNIONE DEI MINISTRI ALLE INFRASTRUTTURE, UE, A MILANO: PER L’ITALIA, E’ IL SOLITO KEYNESISMO. | lafilosofiadellatav

  2. Pingback: LA “BUSSOLA”: “POLITICI DITTATORI”. SVEGLIA, RAGAZZI, E’ LA DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA CHE E’ FINTA. | lafilosofiadellatav

  3. Pingback: IL SENATORE ESPOSITO VUOLE VEDERCI CHIARO SULLA TAV TORINO-LIONE. SPERIAMO ANCHE IL MINISTRO LUPI… E ANCHE “TEMPI”. | lafilosofiadellatav

  4. Pingback: LA “BUSSOLA” ALZA IL VELO SULLE COOP. GIUSTO, MA OMETTE CHE IL PROBLEMA E’ A MONTE, NEL KEYNESISMO. | lafilosofiadellatav

  5. Pingback: Inchiesta e arresti TAV: basterà? No, urge la “società partecipativa”. | lafilosofiadellatav

  6. Pingback: Il Ministro Lupi e il ghiaccio sottile | lafilosofiadellatav

  7. Pingback: Lupi si dimette. Il suo successore perseguirà il medesimo disastro infrastrutturale. | lafilosofiadellatav

  8. Pingback: Politica infrastrutturale. Dove punta l’ago della “Nuova Bussola quotidiana”? | lafilosofiadellatav

  9. Pingback: La TAV secondo TEMPI. Chi sono i lupi di chi?… | lafilosofiadellatav

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...