Primo maggio: le proposte sbagliate per il lavoro, e quelle giuste

imagesCommento facebook a questo articolo http://www.tempi.it/primo-maggio-cosa-festeggiamo-il-lavoro-che-non-c-e-vent-anni-di-riforme-per-la-missione-impossibile-di-creare-occupazione#.U2Hf5o4_pIc su TEMPI web, che recita:.

Primo maggio. Cosa festeggiamo, il lavoro che non c’è? Vent’anni di riforme per la missione impossibile di creare occupazione

Invia per Email Stampa
Maggio 1, 2014 Redazione

Ecco perché non basteranno le leggi e nemmeno il piano Garanzia Giovani di Renzi per abbattere i tassi di disoccupazione alle stelle. I numeri di Adapt

Manifestazione Cgil Non è con nuove leggi che si creano nuovi posti di lavoro, ma «il vero motore dell’occupazione è la crescita economica, la ripresa dei consumi e degli investimenti». Così recita un editoriale di Adapt-Centro studi Marco Biagi in occasione del «Primo maggio delle celebrazioni e del lavoro che non c’è», ricordando che «la Festa del Primo Maggio non deve essere occasione di una suadente retorica sull’importanza del lavoro e sui diritti dei lavoratori», ma «occasione per riflettere sulle azioni necessarie per rilanciare l’economia».

(segue)


Leggi di Più: Primo maggio. Il lavoro che non c’è e le riforme inutili | Tempi.it
Follow us: @Tempi_it on Twitter | tempi.it on Facebook


E’ il consueto errore capitale di TEMPI, e non solo, purtroppo:

«il vero motore dell’occupazione è la crescita economica, la ripresa dei consumi e degli investimenti».

Pier Luigi Zampetti, intellettuale del '900, teorizzatore della

Pier Luigi Zampetti, intellettuale del ‘900, teorizzatore della “Società partecipativa”

La questione va vista, invece, in modo diametralmente opposto. E’ il concetto di “occupazione” ad essere intimamente sbagliato, poiché dobbiamo partire, invece, dal senso che il lavoro ha per l’uomo. “L’uomo del lavoro”, diceva Pier Luigi Zampetti.
Dal primo errore discende il secondo, “la ripresa dei consumi”. Quando è proprio la “società dei consumi”, strutturalmente bancarottiera e corruttrice dell’anima dell’uomo, che ci ha portati – e non poteva essere diversamente! – nel vicolo cieco della crisi epocale nella quale ci troviamo, che è tutt’altro che passata, come qualche personaggio pubblico vorrebbe, strumentalmente, far credere.
Terzo, diceva Zampetti che questo modello portava in sé stesso, per sua stessa natura, i germi dell’implosione. E quindi, seguitando a perseguirlo, non ci sarà nessuna “crescita”, ma andremo avanti verso lo schianto finale.

Però, diceva San Giovanni Paolo II, “Non abbiate paura!… Aprite le porte a Cristo… anche quelle dei sistemi economici!…”.

Luigi Sturzo

Luigi Sturzo

Quindi, la soluzione del problema c’è, ma NON sta nell’approccio meccanicistico e tecnocratico, material-razionalista, di Adapt-Centro studi Marco Biagi, al quale TEMPI sembra credere. Bensì, la soluzione sta nella Dottrina sociale della Chiesa cattolica, così ben interpretata, in un’ottica di turbo-sussidiarietà, dall’idea di “Società partecipativa” di Pier Luigi Zampetti. Nella quale ci sta pure, visto che se ne parla in questi giorni, la “proposta giusta” di riforma del Senato della Repubblica, quella suggerita a suo tempo da Luigi Sturzo, e che però nessuno considera. Certo, essa dovrebbe essere praticata in un contesto politico, ma prima ancora sociale, che avremmo dovuto far evolvere in senso partecipativo.

Tutti i dettagli, qui:

https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/fiatpomigliano-darcomelfi-come-mettere-a-frutto-la-lezione-di-pier-luigi-zampetti-per-risolvere-il-conflitto-tra-capitale-e-lavoro/

images (4)Perché, come ha detto Papa Francesco, e non solo lui, ma a questo avviso ai naviganti nessuno sembra dar retta, la crisi è antropologica!… Eppure noi cattolici, che dovremmo essere gli alfieri di questo, che è il solo approccio risolutivo della questione, ostinatamente voltiamo gli occhi dall’altra parte. E’ evidente che le contaminazioni liberali, come quelle di sinistra, hanno severamente penalizzato la nostra lucidità di pensiero.
Si vede che i tempi non sono ancora maturi. Speriamo, per il bene di tutti, che lo diventino presto.

Buon primo maggio a tutti!…

Annunci

Un pensiero su “Primo maggio: le proposte sbagliate per il lavoro, e quelle giuste

  1. Pingback: LE “BAD BANK”. “AVVENIRE” NON HA CAPITO L’ORIGINE DELLA CRISI. | lafilosofiadellatav

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...