TEMPI & TAV: perché il settimanale sostiene la politica bancarottiera

images (1)Commento Facebook a questo articolo di TEMPI, sulla questione dell'”antagonismo” NO-TAV in Val di Susa.


A leggere TEMPI, la questione TAV Torino-Lione, che è esemplare nella sua follia – si sta parlando di un inutilissimo buco in terra keynesiano da diverse decine di miliardi di euro

http://www.brunoleonimedia.it/public/BP/IBL_BP_41_TAV.pdf

nell’Italia che ha 2300 miliardi reali di debito pubblico – parrebbe un inestricabile nodo gordiano fra protagonisti e antagonisti, magistratura, istituzioni, partiti politici, eccetera.

E invece è semplicissima.

La spiego ancora una volta, prendendo esempio attuale da quanto ha recentemente dichiarato il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia, circa la nuova autostrada Pedemontana: ovvero, che trattasi di opera inutile e costosissima. Pisapia ha suscitato scandalo, con questa sua affermazione “politically scorrect”. In effetti ha ragione, e ne parlavo giusto qui

https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/04/29/avvenire-e-pedemontana-che-cose-la-verita-2/

imagesperché dei “project-financing” fantasma lombardi, e delle “grandi opere” la cui “strategicità” è solo un costosissimo mito, pagato dai contribuenti e dai risparmiatori, ce ne eravamo già accorti perfino da Firenze. Senza nemmeno aver dovuto vedere i cantieri, né – men che meno! – aspettare alcuna inchiesta della magistratura. Basta infatti la semplice logica, e una breve ricerca in rete. Perché la realtà resiste ostinatamente alle manipolazioni. Tutto è infatti alla luce del sole… o quasi! Scrive infatti Giorgio Ragazzi, economista allievo di Francesco Forte, già collaboratore del Fondo Monetario Internazionale, circa gli investimenti pubblici autostradali, che

Giorgio Ragazzi, economista, esperto in politica autostradale

Giorgio Ragazzi, economista, esperto in politica autostradale

“Secondo il ministro Lupi i forti incrementi dei pedaggi autostradali (+3,9% in media, dal primo gennaio) sarebbero giustificati dai nuovi investimenti dalle concessionarie. Ma se per finanziare nuovi investimenti occorre aumentare i pedaggi, anno dopo anno, significa o che si fanno pessimi investimenti o che il ministero sbaglia i conti. Nel 2007 il Cipe stabilì un criterio per la remunerazione dei nuovi investimenti: l’incremento di tariffa deve essere determinato in modo che, sull’arco del periodo regolatorio, “il valore attualizzato dei ricavi previsti sia pari al valore attualizzato dei costi ammessi… scontando gli importi al tasso di congrua remunerazione”. Ma non ci viene detto quali siano i nuovi investimenti, come ne venga quantificato l’importo (concordato tra Ispettorato di vigilanza – ex divisione dell’Anas – e concessionaria). Tutto è segretato, convenzioni e piani finanziari”.

Capito, cari amici?… I piani finanziari di investimento autostradale sarebbero secretati. Ohibò!… e in base a quale logica di “trasparenza”?… Forse per la “sicurezza nazionale”?…

Quindi, la logica keynesiana sottesa a tali “opere grandi” è sempre la medesima: “progresso & sviluppo” finti, a carico del debito pubblico, evidentemente per favorire i costruttori e crearsi consenso politico dando lavoro purchessia. Anche se i soldi non ci sono. Anzi, c’è solo una montagna di debiti, nel’Italia già praticamente in bancarotta. Tutto questo avviene, e così è verificabile da chiunque, al netto della corruzione, in base a procedure decisionali perverse, di carattere squisitamente politico. E’ stata una politica che anche il settimanale diretto da Luigi Amicone ha sempre sostenuto col più grande entusiasmo, in forza della sua essenza catto-liberale. Raggiungendo così effetti anche paradossali, come dico qui:

https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/02/16/cosa-ce-dietro-la-maschera-della-rivoluzione-liberale-di-alfano/

In sostanza, il paradosso più eclatante, quello che spiega la questione TAV in Valle, è proprio questo: i cattolici, come nel caso di TEMPI,

Luigi Amicone, direttore di "TEMPI"

Luigi Amicone, direttore di “TEMPI”

in nome di un’idea di progresso solo materialista e comunque fallace, hanno abbracciato acriticamente quelle politiche di “spreco istituzionalizzato della spesa pubblica” (Sturzo dixit) e di corruzione dell’anima dell’uomo che hanno portato l’Italia allo sfascio. Mentre dall’altro lato, a opporsi alla suddetta politica, pur con metodi assolutamente inaccettabili e totalmente censurabili, e visioni antropologiche di stampo marxista e/o anarchico, assolutamente non condivisibili, e che portano a conclusioni pesantemente errate in altri ambiti, troviamo i cosiddetti “antagonisti”. Questo il dato di fatto oggettivo, sul punto trattato in questo articolo di TEMPI.

imagesE che però va integrato con il pacifico ed esteso dissenso popolare alla politica sottesa alla TAV in Valle, che ha visto uscire, ad esprimerlo in pacifiche manifestazioni, decine di migliaia di cittadini a viso scoperto.

Quando rinsaviranno i cattolici, dismettendo le corruttrici contaminazioni liberali di cui al link precedente, e passando dalla parte del buon governo?… Non è dato sapere.

Vi è da dire che pare che la situazione stia in qualche modo precipitando. Infatti i prestigiatori dei “project-financing” fittizi, una volta esaurito il plafond del debito dello Stato, ora stanno operando tramite le banche e la CDP, mettendo mano nei portafogli dei risparmiatori. Però, siccome il pozzo è davvero senza fondo, pare che adesso anche le banche abbiano qualche esitazione. Ne parlo qui

https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/03/31/paolo-viana-su-avvenire-il-quotidiano-e-attendibile-su-infrastrutture-e-project-financing-brebemiteem/

Allacciate le cinture di sicurezza, signori!…

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5 pensieri su “TEMPI & TAV: perché il settimanale sostiene la politica bancarottiera

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