TEMPI: ancora ambiguità sulla guerra dell’immigrazione mossaci dalla Libia

imagesC’è lo spinosissimo tema della non dichiarata, ma già estremamente concreta, “guerra dell’immigrazione” che la Libia sta facendo all’Italia da lunga pezza, prima sotto Gheddafi e ora ancor più con il Paese sempre più destabilizzato, dopo che nel 2011 Francia, USA, UK, e poi la NATO, Italia inclusa, hanno dato mano ai “rivoluzionari” a buttar giù il raìs. Così la Libia è finita dalla padella nella brace. Sul tema séguita a esprimersi con piglio deciso e disinvolto – ma lasciando aperte sensibili ambiguità e grossi vuoti concettuali, il settimanale diretto da Luigi Amicone.

L’articolo oggi è questo, a firma di Gian Micalessin, e titola “Mentre l’Italia cerca di salvare migliaia di migranti, gli euroburocrati pensano al grigio rispetto delle regole”. Cito:

“Il Commissario europeo Cecilia Malmström è la tipica esponente di questa linea. È sconosciuta a gran parte degli italiani che non l’hanno mai votata né, tanto meno, hanno mai espresso un giudizio sulle sue visioni politiche. Eppure è lei, in qualità di ministro degli Interni dell’Unione Europea, a dettarci le linee spiegandoci chi deve entrare nel nostro paese. “Lungimirante” come pochi non esitava – all’inizio della crisi libica del 2011 – a mettere a tacere chi in Italia prevedeva un’invasione di migranti sentenziando di non «veder persone in transito dalla Libia all’Europa».

Mesi dopo quando, in barba alle sue previsioni, l’Italia si ritrovò costretta ad “agevolare” il transito verso la Francia delle migliaia di disgraziati approdati sulle proprie coste, l’amabile Cecilia non mancò di condannarci e difendere, invece, la decisione di Parigi di bloccare treni e immigrati.

mare-nostrum-marina-lampedusa-migranti5Lo scorso ottobre fu anche grazie ai suoi “autorevoli” rimproveri che il governo Letta decise di lanciare la dissennata operazione Mare Nostrum. Quell’operazione, oltre a costarci 9 milioni di euro al mese, attira sulle coste della Libia disgraziati di tutto il mondo convinti di poter approdare in Europa sulle navi della nostra Marina. Ma purtroppo Mare Nostrum moltiplica anche il numero delle organizzazioni criminali pronte a mettere in mare le più usurate bagnarole pur di fare utili. Il risultato, conseguenza dei diktat della simpatica Cecilia, è sotto gli occhi di tutti. Oltre ai trentamila disgraziati salvati dalle nostre navi, ma condannati ad un esistenza di stenti nei centri d’accoglienza, dobbiamo prepararci, come dimostrano i recenti naufragi, a nuove stragi”.

Ebbene, intanto ricordo ancora una volta, dopo che l’avevo fatto qui https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/05/12/libia-guerra-dellimmigrazione-allitalia-la-giusta-risposta-secondo-lnbq/ che TEMPI ha cambiato disinvoltamente linea rispetto a quando, appena il 18 aprile scorso, pubblicava, senza chiosarla, quindi dando per buoni gli argomenti, questa

“Intervista al contrammiraglio Mario Culcasi, comandante dell’operazione nello Stretto di Sicilia Mare Nostrum: «Questa missione è per tutta l’Italia motivo di orgoglio»”

così recitava il catenaccio, qui http://www.tempi.it/noi-non-abbandoniamo-nessuno-perche-dobbiamo-essere-fieri-della-marina-italiana-26-814-migranti-salvati-in-sei-mesi.

Ora Gian Micalessin dà la colpa all’Europa, dicendo con toni sdegnati che la democrazia europea è finta. E su questo sono pienamente d’accordo, come argomentavo in dettaglio, in merito a un altro tema, in questa pagina del blog https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/tav-il-nodo-delloligarchia-colpevoli-di-difendere-la-nostra-terra-e-i-beni-comuni/.

Ma, detto questo, qui il punto però mi sembra un altro, anzi due.

1. Micalessin non dice una parola circa la questione che giustamente ricordava Gianandrea Gaiani, direttore di Analisi/Difesa, qui

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-immigrati-creare-una-fascia-di-sicurezza-in-libia-9155.htm

articolo sulla “Nuova Bussola quotidiana”, dal quale cito

“(…) Paradossi che inducono a riflettere non solo sulle capacità di chi ci governa ma anche sulle opzioni disponibili per gestire in modo risolutivo l’emergenza immigrati. Opzioni possibili a patto di rendersi conto che il problema è e resterà italiano e che è inutile attendersi aiuti dai partner europei in termini di navi o di disponibilità ad accogliere immigrati. Assurdo anche pensare di risolvere il problema con la semplice sospensione dell’Operazione Mare Nostrum, come pretendono Forza Italia e Lega Nord, perché i flussi non si interromperebbero ma tornerebbero a confluire tutti su Lampedusa ripetendo quelle situazioni d’emergenza già conosciute negli anni scorsi.

L’unica risposta che l’Italia può dare a questo punto, vista la sordità della Ue e delle agenzie internazionali, è la creazione di una “fascia di sicurezza” sulle coste libiche da gestire insieme alle autorità libiche e all’Alto Commissariato Onu per i rifugiati (Acnur). Se vogliamo è una versione migliorata dei vecchi “respingimenti”, che sono però necessari sia perché non è più tollerabile che Roma si renda complice del crimine organizzato nordafricano sia perché l’Italia non ha né le risorse né il dovere di accogliere chiunque voglia venire nel nostro Paese dove le condizioni di vita sono dure anche per tanti nostri connazionali (…)”.

2. Scrive Micalessin che “purtroppo Mare Nostrum moltiplica anche il numero delle organizzazioni criminali pronte a mettere in mare le più usurate bagnarole pur di fare utili. Il risultato, conseguenza dei diktat della simpatica Cecilia, è sotto gli occhi di tutti. Oltre ai trentamila disgraziati salvati dalle nostre navi, ma condannati ad un esistenza di stenti nei centri d’accoglienza, dobbiamo prepararci, come dimostrano i recenti naufragi, a nuove stragi”.

downloadIn effetti, se così è, osservo che, se è vero quello che ha detto il Viminale, che ci sono 800.000 persone pronte a essere spinte dalle mafie africane verso l’Italia, si dovrebbe prendere atto che c’è già una guerra in corso, e non fare finta di nulla, come i Governi italiani hanno fatto fino ad oggi. E trarre le conseguenze da questo dato. Mi pare che, a non farlo – evidentemente per paura – ci si renda però anche corresponsabili dei tanti morti in mare. TEMPI titola infatti che l’Italia “cerca di salvare migliaia di migranti”. Ma Micalessin scrive che il risultato della “mare nostrum” è sotto gli occhi di tutti. Non capisco se, secondo TEMPI, i migranti li stiamo salvando, oppure no.

Infine, se l’Italia la responsabilità di prendere atto della realtà non se la assume ora, smettendo di fare scarica-barile sulla pur infingarda e indifferente UE, presumo che sarà costretta a farlo tra 800.000 ingressi, oppure 1.600.000… Oppure ancora fino al momento in cui, molto prima di tutto questo, presumibilmente l’anarchia sarà giunta al punto di non ritorno. Questa, la dura lezione della Storia, che nemmeno il settimanale diretto da Luigi Amicone sembra aver colto.

Ricordo che sul post precedente circa questo argomento, trovate i link a tutti i relativi articoli di Gaiani, sulla “Bussola”.

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Un pensiero su “TEMPI: ancora ambiguità sulla guerra dell’immigrazione mossaci dalla Libia

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