Tramvia, TAV e Micrometrò: il prossimo sindaco di Firenze nascerà sotto una buona o una cattiva “stella”?…

download (1)In questo post mi riferisco alle “grandi opere” che insistono su Firenze, e agli uomini del centro-destra, autodefinitisi “moderati”  (che in realtà però non sono moderati per nulla, come dicevo qui, al punto 7) che si presentano alle elezioni di domenica 25 maggio 2014 per la carica di sindaco e per il consiglio comunale di Firenze.

Perché accenno appena alla sinistra di governo fiorentina, al PD?…  Perché, in questo caso, la situazione è più semplice, univoca. Il partito, anche a livello regionale e nazionale, è sempre stato a favore della TAV, a partire dalla genesi del progetto, del quale a suo tempo fu mallevadore anche Romano Prodi. L’opera grande fu imposta ai Comuni del Mugello dal Presidente della Regione Toscana dell’epoca, Vannino Chiti. Per una breve cronistoria, vedere qui. A livello del Comune di Firenze, si sono costantemente rivelati inattendibili, praticamente irrilevanti, i giri di valzer del già Sindaco Matteo Renzi. Vedere qui. Il PD è sempre stato convinto nel voler sacrificare Firenze alla TAV, con l’altrettanto determinato avallo del sindacato confederale, con COOPSETTE e tutto… d’altronde, questo è il keynesismo, bellezze!… vedere qui.

Ma, vediamo appunto cosa propone il centro-destra, in questa tornata elettorale.Vi è lo spunto per alcune importanti osservazioni.

images (2)1. Mario Razzanelli, che la tornata precedente correva con la Lega lombarda, è sempre stato contro il sottoattraversamento TAV per il nodo fiorentino. Lo vedete nel suo programma, qui. Contestualmente, ha sempre sostenuto l’idea della “micrometropolitana” sotterranea urbana, il c.d. “progetto Arecchi”. Qui www.ino.it/~arecchi/mu-M.ppt potete vedere in cosa consiste. Razzanelli è anche contro la Linea 3 della TRAMVIA, che in effetti è l’ennesimo rospo che la sinistra vorrebbe far ingoiare, ad ogni costo, a Firenze. Stavolta Razzanelli si presenta sotto l’insegna di Forza Italia, e nel suo simbolo, oltre al nome di Silvio Berlusconi, appare anche il nome del candidato locale forzista, Marco Stella, che egli appoggia.

download (2)2. Marco Stella è il candidato sindaco forzista. Vedete qui il suo programma. Stella, come Razzanelli, è contro la linea 3 della TRANVIA e a favore della micrometropolitana . Circa la funesta galleria TAV sotto Firenze, Stella nel suo programma non dice nulla. Ma suppongo che, in accordo con la direzione nazionale del partito, sia ancora favorevole a quella ipotesi.

Ricordo infatti un incontro pubblico forzista, a proposito del NO-Tramvia linea 3, un paio d’anni fa, in una sala dell’Hotel Raffaello in Viale Morgagni, a Firenze. In quella circostanza, feci una domanda: come poteva Forza Italia di Firenze voler fare, al tempo stesso, la TAV e la micrometropolitana?… Infatti, a quel punto, il micrometrò sarebbe dovuto passare SOTTO la megagalleria della TAV fiorentina, grossomodo a -50 metri sotto il piano stradale. Una sorta di “montagne russe” da luna-park, alla rovescia. Improbabile e costosetto, no?… Mi fu risposto “si può fare”. 

Quella sera, rammento che l’ora d’inizio dell’evento era prevista per le 21.00, ma che il primo intervento “vero” dal pubblico – era infatti previsto il “microfono aperto” – si ebbe verso le 22.45. Prima ci furono i panegirici dei diversi personaggi forzisti. Capisco, ed è giusto, che ai politici che organizzano un incontro faccia piacere far conoscere agli elettori il loro operato. Ma, se invitano i cittadini per sentire quello che hanno da dire, i politici dovrebbero aver cura di essere più sintetici. In quella circostanza, ricordo che, mentre i diversi interventi si susseguivano al microfono, al tavolo di presidenza Marco Stella masticava chewing-gum e spippolava incessantemente sul suo telefonino. Io sarò all’antica, ma non mi pare questo il modo di fare. E’ così che Forza Italia pensa di vincere le elezioni?…

In realtà, il vincitore di queste elezioni è ovviamente già scritto, e non può essere che il PD. Troppo forte, ancora, l’egemonia culturale del partito. Troppo forti la sua presenza nella scuola, nelle istituzioni, nelle municipalizzate, nella sanità, eccetera. I tempi non sono ancora maturi per un cambiamento, anche se quel potere non è più così monolitico come una volta. La crisi c’è per tutti.

D’altronde, credo che a FI non interessi vincere davvero le elezioni nel capoluogo toscano. A Firenze, certe manovre bi-partizan che interessano a tutti, come la TAV, si fanno  molto meglio con la sinistra al potere. Si soddisfano meglio, in questo modo, gli appetiti che gravitano sulle grandi opere anche inutili e/o dannose, pagate con i soldi del contribuente. In proposito, sulla TAV fiorentina pende una approfondita inchiesta della magistratura, alla quale accenno qui.

images (3)3. Silvio Berlusconi, d’altronde, è sempre stato notoriamente un super SI’ TAV, SI’ TUTTO. Un convintissimo promotore e sostenitore di quel modello di sviluppo keynesiano, “crescita & sviluppo” in “opere grandi” anche inutili, pagate con i soldi dello Stato. Ne parlo in maggior dettaglio, a esempio, in questo post. E’ anche così che l’Italia è finita in bancarotta, come dicevo qui


Ebbene, come si conciliano tra di loro le suddette posizioni contrastanti dei candidati del centro-destra,  e, ciascuna di esse, con la logica?…

Proviamo a fare un ragionamento semplice.

Maria Teresa Crespellani, geologa Università di Firenze

Maria Teresa Crespellani, geologa Università di Firenze

a) Se la galleria TAV fiorentina, voluta da Stella per conto di Berlusconi, peraltro incredibilmente in assenza di un serio confronto costi-benefici tra le varie soluzioni possibili per risolvere il nodo fiorentino, sarebbe inutile e distruttiva, c’è da presumere che anche il micrometrò Arecchi, pur di dimensioni più contenute, andrebbe a produrre danni sensibili al delicato tessuto urbano soprastante. Particolarmente inadatto agli scavi di questo genere.

Ricordo che a suo tempo si era progettato un  parcheggio interrato, pertinente al prospettato nuovo museo di arte moderna, presso l’area ex-meccanotessile in Via Taddeo Alderotti (altra storia infinita fiorentina, poi finita in un nulla di fatto). Nel corso dell’iter del progetto emerse che il parcheggio non si poteva fare, per via della presenza ingombrante della falda acquifera. Se tanto mi dà tanto… Qui potete vedere un breve clip, da Associazione Idra, nel quale Maria Teresa Crespellani, geologa dell’Università di Firenze, riferisce in modo qualificato sugli inconvenienti di scavi del tipo di quello preventivato:

D’altronde ancora, di già accaduto e riscontrabile, vi sono i pesanti danni subìti dalla famiglia Alvino, a Castello, sempre in conseguenza di impatti sulla falda acquifera, in relazione ai lavori del c.d. “scavalco” per la TAV fiorentina. Anticipazione esemplare di quanto accadrebbe a Firenze se questo progetto TAV andasse avanti. Ne leggete qui.

Infine, Stella e Razzanelli, diversità sulla TAV a parte (e non è un dettaglio!) non sembrano tenere in alcun conto i costi del progetto del micrometrò da loro sostenuto. In un momento nel quale, come dicevo poco sopra, lo Stato è praticamente in bancarotta. E il Governo Renzi cerca di tagliare le spese un po’ dappertutto, con risultati incerti.

b) Ma perché mai, intanto, si insiste pervicacemente a non voler ottimizzare quello che già c’è, ovvero la linea ferroviaria Campo di Marte-Statuto-Rifredi-Sesto Fiorentino-Prato?…  Prima di preventivare altri lavori, casomai andiamo con ordine e investiamo prima su quella. Facciamone, con un investimento ragionevole, perché l’infrastruttura c’è già, un’efficiente “metropolitana di superficie”. Poi vediamo i risultati dell’intervento, e successivamente, direi, mettiamo a punto eventuali altre strategie.

c) Incredibilmente, il dato più eclatante è però che ancora manca un serio piano integrato per il trasporto metropolitano fiorentino, integrato con quello nazionale!… Com’è possibile, specie di questi tempi, procedere così, all’impronta, senza una visione d’insieme, proponendo – come fa il centro-destra fiorentino – massicci e impattanti investimenti infrastrutturali, decontestualizzati tra di loro e rispetto al contesto generale, nonché al budget disponibile? Qui, alcuni dettagli in proposito, ancora da Associazione Idra.

Andrea De Bernardi, specialista di sistemi di trasporto

Andrea De Bernardi, specialista di progetti integrati di trasporto

Sarà passato forse un tre anni, e stranamente non riesco a trovarne traccia in rete, ma ne conservo ancora il ricordo, di una giornata di convegno in Palazzo Vecchio (forse organizzata dal gruppo Valdo Spini?), nella quale Andrea De Bernardi, specialista a livello nazionale di pianificazione trasportistica, segnalava infatti che nel nodo fiorentino dei trasporti mancava proprio quel progetto che esprimesse fondatamente l’idea precisa e documentata, in quanto ad esigenze degli utenti e di risultati attesi, di quello che gli enti decisori proponevano di fare. Se Stella ha in mano qualcosa del genere, sulla base del quale ha fondato la sua proposta infrastrutturale per Firenze, sarebbe bene la facesse conoscere agli elettori.

Ebbene, cari amici, al momento la prospettiva è purtroppo amara. Salvo prova contraria, pare che per Firenze, sul tema delle infrastrutture, delle grandi opere, centrale poiché implica scelte – vitali o mortali! – di grande portata e assai difficilmente reversibili, si seguiti a navigare a vista. E che, nel caso specifico, vi sia il rischio di barattare il NO alla linea 3 della Tramvia con i ben più impattanti – dal punto di vista strutturale, ambientale e finanziario – assensi alla TAV, e alla quantomeno prematura micrometropolitana. Stiano ben accorti gli elettori!…

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Pier Luigi Zampetti, intellettuale del '900, teorizzatore della "Società partecipativa"

Pier Luigi Zampetti, intellettuale del ‘900, teorizzatore della “Società partecipativa”

Concludendo, mi sembra importante, anzi vitale, dare il senso complessivo del quadro che ho dipinto, e vedere se esiste una soluzione al problema politico che lo sottende. Vedere se è possibile chiudere in positivo.

Emerge dunque il dato che anche a Firenze sia la destra che la sinistra (e pure il centro!…), al di là delle rivalità politiche di facciata, sono concordi, in modo bi-partizan, nel sostenere quel modello di sviluppo keynesiano che è ben rappresentato dalle vicende che abbiamo descritto. I promotori di tale modello perseguono dunque tendenze che si rivelano, insieme, oligarchiche, bancarottiere e inadeguate a risolvere i problemi. Anzi li aggravano. Al tempo stesso, quei promotori sono disposti a devastare la nostra città, pur di raggiungere i loro fini.

Ebbene, la buona notizia è che, nonostante tutto questo, nonostante questa situazione desolante e apparentemente senza via d’uscita, la soluzione, non solo per quanto concerne la politica infrastrutturale, ma la politica tout court, esiste!… Esiste, ma non è miracolistica.

L’unica via di soluzione, storicamente esperite senza successo tutte le altre, appare ormai essere quella della partecipazione dal basso, secondo il finora neglettato principio di sussidiarietà. Per rifondare la nostra società, in ogni ambito di vita della comunità civile, l’economia, il lavoro, la finanza, la famiglia, l’educazione, in una parola la politica nel senso più ampio, secondo il corretto parametro antropologico.

In questo arduo ma spettacolare compito, ci può ben soccorrere l’idea della “Società partecipativa”, elaborata da quel grande intellettuale del ‘900 che è stato Pier Luigi Zampetti, nelle linee della Dottrina sociale. Non è certo questa la sede per gli approfondimenti su questo tema articolato, per i quali vi rimando qui: https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/fiatpomigliano-darcomelfi-come-mettere-a-frutto-la-lezione-di-pier-luigi-zampetti-per-risolvere-il-conflitto-tra-capitale-e-lavoro/.

Buon lavoro a tutti, e un grande “in bocca al lupo” a Firenze!…

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4 pensieri su “Tramvia, TAV e Micrometrò: il prossimo sindaco di Firenze nascerà sotto una buona o una cattiva “stella”?…

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