Renzi l’ha ridetto: “Faremo operazione keynesiana”. Ecco perché cadrà lì.

downloadRenzi, come leggete qui http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/ELEZIONI2014/renzi_europee_elezioni_europa_merkel/notizie/711914.shtm, l’ha ridetto ieri a “Porta a porta”:

Se l’Europa cambierà le sue politiche di rigore e si aprirà alla crescita «potremo fare un’operazione keynesiana straordinaria in cinque anni: più di 150 miliardi di euro», ha sostenuto Renzi ieri sera a Porta a Porta su Rai 1 la sua volontà di riprendere il cammino di Governo con ancora maggiore determinazione.

Si vede che Renzi al keynesismo ci crede molto. Infatti, questa sua simpatia per l’economista del New Deal, già espressa in passato, l’avevo già commentata, il 7 marzo scorso, in questo post https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/03/07/gotti-tedeschi-non-capisce-perche-renzi-cadra-sul-new-deal/.

Ma, per chi non lo avesse letto, cos’è dunque questo famoso keynesismo, prediletto da Renzi, come dal suo maestro – per l’appunto anche lui già sindaco di Firenze, vedi com’è strana la storia! – Giorgio La Pira?…

Tra l’altro,  degli inconvenienti in cui è incorso La Pira abbracciando il keynesismo, leggete estesamente qui https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/i-maestri-2/pier-luigi-zampetti/i-due-e-book-sulla-lezione-di-pierluigi-zampetti/, al Quaderno del Covile” n. 11, specie al capitolo 4.

Giorgio La Pira

Giorgio La Pira, “fan” di Keynes

Il keynesismo non è altro che la vecchia ricetta del “New Deal” di Roosevelt, ispirato appunto dal famoso economista. E’ la linea di pensiero che ci ha portati nel bel mezzo della crisi: “Crescita & sviluppo” drogati e fittizi, a carico del debito pubblico, con l’aggiunta del corollario della corruzione dell’anima del popolo, indotta dai meccanismi perversi della “società dei consumi”. Tanto per esser chiari.

Ripeto, per tutti i dettagli, chi fosse interessato, rimando al “Quaderno del Covile” di cui sopra. Ovviamente, da Vespa, a Renzi questa cosa nessuno l’ha contestata. Perché, sul keynesismo, sinistra, destra e finti “moderati” son tutti d’accordo, tutti insieme appassionatamente. Anzi, il nostro problema è proprio che questa classe politica, altro non sa concepire.

Quindi Renzi vorrebbe, sulla base che abbiamo detto, escludere gli “investimenti” per infrastrutture e simili dal “patto di stabilità” europeo. Come hanno fatto altri demagoghi- sarei tentato di dire populisti – prima di lui.

John Maynard Keynes, l'economista del "New Deal"

John Maynard Keynes, l’economista del “New Deal”

Ma se i soldi non ci sono, non ci sono!… Anzi, c’è solo una montagna di debito pubblico: in Italia, 2300 miliardi di euro, come dicevo qui.

Quindi, il “bluff” di Renzi, l’enorme bolla speculativa gonfiata secondo il vecchio metodo della catena di sant’Antonio, debiti su debiti che s’innestano sui meccanismi della finanza creativa, è destinata a deflagrare rumorosamente. Con noi dentro, purtroppo, cari amici… succede che il popolo si rifiuta di riconoscere questo vecchio trucco. Anzi vi acconsente, nella vana speranza e malriposta fiducia nel deus-ex-machina di turno, che dia finalmente pane e lavoro.

Pier Luigi Zampetti

Pier Luigi Zampetti

La soluzione sana al problema, per la verità, c’era. Stava, come coloro che fra di voi seguono questo blog avranno forse già avuto occasione di vedere, nella “società partecipativa”, idea zampettiana secondo Dottrina sociale. Ne parlo, chi è interessato, nel medesimo “Quaderno del Covile” di cui sopra, e anche nel n. 8.

images (4)Ma, sono ancora troppo forti i poteri oligarchici che comandano la musica, perché il popolo arrivi a rendersene conto. I tempi non sono ancora maturi. Ci attende una grande prova. Speriamo di saperne reggere l’impatto.

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3 pensieri su “Renzi l’ha ridetto: “Faremo operazione keynesiana”. Ecco perché cadrà lì.

  1. il keynesismo è l’alleanza tra capitalisti e lavoratori. il consumismo permette all’industria di guadagnare e alla gente di soddisfare in modo drogato alle esigenze materiali. per questo ce l’hanno con gli immigrati: fino a quando avranno uno stile di vita sobrio, poiché venendo da una vita modesta hanno delle priorità diverse nello spendere, metteranno a rischio la crescita dei salari. ma lo spendere l’indispensabile e risparmiare, anche per i figli, se non ce lo insegnano con una motivazione (cioè con un senso in positivo) come lo apprenderemo? chi ce lo deve insegnare? non è che qualche prete deve curarsi di più del gregge?

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