Riflessione post-elettorale su NO-tramvia 3 a Firenze. Partono i lavori.

Manifestazione NO-Tramvia 3, di qualche anno fa

precedente manifestazione NO-Tramvia 3

Domani mercoledì 4 giugno, alle 16.oo, è prevista a Firenze, in via XX Settembre, una manifestazione contro l’avvio dei lavori per la linea 3 della tramvia. Quella che dovrebbe portare dalla stazione di SMN a Careggi.

L’avvio dei lavori era stato anticipato dall’amministrazione comunale alla immediata vigilia delle recenti elezioni: al Comune, a storica maggioranza PD, non hanno avuto paura delle frange di dissenso alla nuova infrastruttura e, dal loro punto di vista, hanno avuto ragione. Il successore di Renzi, Dario Nardella, ha vinto al primo turno con una maggioranza schiacciante. Non hanno fatto presa sull’elettorato i pur ragionevoli argomenti, circa il drastico peggioramento della situazione dei parcheggi e del traffico, oltre agli inutili danni e disagi provocati dai lavori, che sono stati segnalati, fin dall’inizio della fase progettuale, dagli oppositori alla tramvia.

2postLa circostanza della manifestazione offre lo spunto per qualche considerazione aggiuntiva rispetto a quelle che avevo fatto qui https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/05/20/tramvia-tav-micrometro-il-prossimo-sindaco-di-firenze-nascera-sotto-una-buona-o-cattiva-stella/, alla vigilia delle elezioni. Dove segnalavo le clamorose contraddizioni e l’illogico modo politico di procedere dei due candidati, Mario Razzanelli e Marco Stella (ambedue Forza Italia) che sostenevano la posizione, diciamo, alternativa alla tramvia. Dove l’alternativa si rivelava, così come era espressa – al posto del tram, improbabile micrometrò per Razzanelli e TAV+micrometrò per Stella –  non certo migliore del problema.

In effetti, il venerdì prima della domenica elettorale, viene capillarmente buchettato nelle case dei residenti di Statuto/Vittoria un ennesimo dépliant dell’Associazione “Firenze c’è”, firmato da Mario Razzanelli. L’Associazione non risulta essere dotata di un proprio sito internet autonomo, per cui il volantino non ve lo posso linkare. C’è qualcosa sul sito di Razzanelli, che ha fatto propria l’operazione, come vedete qui e qui. Vi riferisco però le parole, molto dure, di Razzanelli:

Il tradimento del 25 maggio: il Comune vorrebbe far partire i lavori delle linee 2 e 3 delle tramvie tradendo i fiorentini che nel 2008 le bocciarono con il referendum (130.ooo firme, contro le 35.ooo alle primarie di Renzi, e 10.000 a quelle del suo successore, Nardella)

(…) Chi non rispetta la democrazia e la volontà dei cittadini non merita di governare una città. (…) Nardella “se ne frega”. E’ un vero “democratico”. Gli consiglio di cambiare la sigla del PD con quello del PNF.

Tutto ciò premesso, faccio qualche considerazione. La prima, di ordine logico:

1. Nel 2008 al referendum-tramvie votarono 4 cittadini su 10. Molti, ma non moltissimi. Comunque il referendum era solo consultivo, non vincolante. Il successo di Nardella, che accede alla carica di sindaco con il 59,2% dei voti, evidenzia che, formalmente,  “attentati” alla democrazia, nel tenore descritto da Razzanelli, non paiono esservi. Il punto casomai è un altro, ed è a monte di quanto dice Razzanelli.

torrente seccato dalla TAV in Mugello

torrente seccato dalla TAV in Mugello

In realtà, come si è visto una ventina d’anni fa, quando la TAV doveva passare in sotterranea da Firenze (così fu deciso a priori, senza valutare preventivamente le diverse alternative) e più di una erano le ipotesi di “sfondamento”, vi fu effettivamente la sindrome NIMBY: comitati locali che, senza farsi troppe domande sul’opportunità generale dell’opera, si limitavano piuttosto a cercare di scaricarne i disagi su itinerari alternativi a quelli che li avrebbero coinvolti. Il resto dei cittadini, il resto del popolo fiorentino ha brillato per la sua assenza. Ugualmente è avvenuto, ancora con la TAV appenninica, in Mugello. Dove vi fu una qualche opposizione, ma infine la maggioranza politica a livello nazionale (Governo Dini, rigorosamente e in modo bi-partizan nella linea dei precedenti), coadiuvata dal livello regionale di sinistra, riuscì a imporre l’opera. Anche sotto minaccia di procedere comunque, senza nemmeno erogare agli enti locali le “opere compensative” per i disagi subìti. Questa storia molto istruttiva la potete leggere qui http://www.idraonlus.it/vecchiosito/29-1-'13.htm, sul sito web di Associazione Idra. download (2)L’opera poi si rivelò dannosa come era stato puntualmente previsto. E pure inutile, come conferma qui http://www.leoniblog.it/2011/10/24/abbiamo-risparmiato-un-minuto-%E2%80%93-ivan-beltramba/, ex-post, su Leoni blog, lo specialista ing. Ivan Beltramba.

download (4)Quindi, il primo problema vero è che, in regime di democrazia rappresentativa, se questa non è innervata di sussidiarietà, come nel nostro caso, la gente – che non è stata educata a interessarsi della cosa pubblica, ma piuttosto condizionata a delegare passivamente – non partecipa, non si informa. Si disinteressa, o è semplicemente scoraggiata. E’ in questo modo che chi governa riesce a far passare le cose peggiori, come negli esempi che ho portato.

In quanto a logica, ho detto, nel post precedente sulla tramvia, delle posizioni – incoerenti tra di loro e ciascuna di esse con la logica – di Razzanelli e Stella. Vado ora ad ampliare quelle note, riferendo quale avrebbe potuto essere una alternativa sensata, dal punto di vista politico.

Girolamo Dell'Olio, Presidente associazione Idra

Girolamo Dell’Olio, Presidente associazione Idra

2. Cominciamo col dire che la cosa incredibile è che sul nodo di Firenze non esiste, come potete leggere in  questo vecchio ma sempre attuale comunicato stampa di Associazione Idra http://www.idraonlus.it/vecchiosito/28-9-'06.htm, un documento ufficiale nel quale le istituzioni responsabili abbiano raccolto in modo unitario l’idea generale di pianificazione del trasporto nell’area fiorentina, integrando in essa tutti i sistemi che la compongono. Quindi, direi che Razzanelli  e Stella, invece di puntare – apparentemente in modo estemporaneo – su singoli progetti non coordinati tra di loro, anzi addirittura confliggenti, come l’ipotesi TAV+ micrometrò sponsorizzata da Stella, molto meglio avrebbero fatto ad esigere, da parte delle istituzioni preposte, la redazione di tale piano unitario. Al quale, eventualmente, dare il loro contributo.

Anche perché i due politici forzisti non paiono aver considerato:

a) il rischio idrogeologico indotto dal micrometrò, che nel progetto Arecchi viene risolto molto sbrigativamente.  E’ vero infatti che il micrometrò avrebbe una struttura non lineare, ma ad andamento di cerchi, di diametro inferiore a quelli della galleria TAV, tra loro intersecantesi. Cosa che in teoria dovrebbe essere meno impattante della rettilinea galleria TAV, col suo prevedibile effetto/sbarramento sulla falda acquifera calante da Monte Morello. Su questo, un breve commento della geologa dell’Università di Firenze, Maria Teresa Crespellani:

Ma, certo, gli effetti sul fitto, importante e delicato tessuto urbano soprastante, non mancherebbero. Lo dimostrano in modo palmare i danni importanti e irreversibili che nemmeno un sottoattraversamento in galleria, ma un semplice scasso per lo “scavalco” di Castello, ho provocato a casa Alvino (e presumibilmente anche in quelle limitrofe), a Castello. Vedi qui https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2013/09/28/i-disastri-della-tav-a-firenze-finalmente-in-evidenza-a-livello-nazionale/, anticipazione di quello che accadrebbe a Firenze, se le cose dovessero davvero procedere con la TAV.

b) il fattore finanziario. Si evince dal comunicato stampa di Idra (28 settembre 2006) che è lo stesso arch. Riccardo Baracco, all’epoca dirigente della Regione Toscana responsabile dell’”Area di Coordinamento Pianificazione Territoriale e Politiche Abitative” ad affermare che

(…) Si ritiene necessario evidenziare l’estrema complessità della definizione di un “documento tecnico unico” sull’assetto complessivo delle infrastrutture e del servizio di trasporto ad esse legato per il Nodo fiorentino, sia per la molteplicità degli Enti ed Uffici a vario titolo e competenza coinvolti per le infrastrutture ed il servizio di trasporto, sia per la continua evoluzione dello scenario di riferimento, in gran parte legato anche alla disponibilità finanziaria per la realizzazione degli interventi; un tale documento, attualmente non disponibile, rischierebbe di essere comunque incompleto e non aggiornato”.

Idra, logicamente, a quel punto commentava:

Come dire: siamo costretti a “navigare a vista”… Si programmano dunque investimenti colossali nelle infrastrutture (pensiamo alla TAV permanentemente incompiuta Bologna-Firenze, alla sofferta Variante di Valico, alla discussa Terza corsia A1) senza essere in grado di prevederne le ricadute l’una sull’altra, e tutte insieme sul trasporto di passeggeri e merci, sulla mobilità urbana e su quella metropolitana? Come si può giustificare tutto ciò? E’ davvero razionale attribuire questa sorta di disordine progettuale di programma alla “molteplicità degli Enti ed Uffici”, o alla “continua evoluzione” degli scenari per effetto delle oscillazioni nella “disponibilità finanziaria per la realizzazione degli interventi”? Dove si situa il ruolo di pianificazione della Regione? E perché, ancora, la giunta regionale toscana commissiona agli esperti studi strategici sulla mobilità, come quello pubblicato ormai nove anni fa col titolo rassicurante “Ambiente & trasporto – Verso una riconciliazione sostenibile”, per farsi attestare la schizofrenia delle proprie scelte e al tempo stesso ignorare olimpicamente le indicazioni che da quegli studi derivano?…

Ebbene, mentre il dirigente responsabile del Coordinamento Pianificazione Territoriale della Regione Toscana già metteva le mani avanti, mettendo nero su bianco che non si sapeva se i soldi per fare quanto preventivato dalla Regione – pur senza una pianificazione organica! – ci sarebbero stati, fra le slides del progetto Arecchi www.ino.it/~arecchi/mu-M.ppt, si evince che il micrometrò, pur molto meno costoso di una metropolitana tradizionale, costerebbe sempre un 50 miliardi (suppongo di vecchie lire, le slides devono essere datate ante anno 2000) a chilometro!… 

download (3)Mettendo insieme questi due dati, chi garantisce che vi siano le risorse per realizzare il micrometrò, specie considerando che lo Stato, benché tutti facciano finta, è sull’orlo della bancarotta, con 2300 miliardi di debito pubblico, come dico qui?… E perché, in attesa del piano complessivo di trasporto sul nodo di Firenze, non  si propone quantomeno di  ottimizzare quello che già c’è, ovvero la linea ferroviaria Campo di Marte-Statuto-Rifredi-Sesto Fiorentino-Prato?…  Prima di preventivare altri lavori, casomai andiamo con ordine e investiamo prima su quella. Facciamo di quella, con un investimento ragionevole, perché l’infrastruttura c’è già, un’efficiente “metropolitana di superficie”. E poi rifacciamo il punto della situazione. Per quanto riguarda la tratta SMN-Careggi c’è da pensare che, se davvero si volesse potenziare il servizio all’utenza, forse basterebbe aggiungere qualche autobus!…

Ma è ora il momento di andare ancora più a fondo nella questione, affrontando il terzo ordine di considerazioni, stavolta a livello antropologico.

3. Sul sito web “Riscossa cristiana” ho trovato, qui http://www.riscossacristiana.it/la-chiacchierata-domenicale-20-di-rigoletto-corsini/, questa recente annotazione elettorale. Espressa in modo forse un po’ troppo salace, ma indiscutibile nel merito:

(…)  L’altra sera ho partecipato al Convitto della Calza ad un dibattito tra gli aspiranti sindaci: tutti hanno carinamente guaito di gioia quando è stato chiesto loro, in caso fossero stati eletti sindaco, cosa avrebbero fatto in caso di dover celebrare un matrimonio gay. Ma certo… lo celebreremmo… perché è l’ora di farla finita etc… l’Italia è l’unico paese etc… insomma tutti pane e ciccia, in questa Frociopoli moderna, con i gay e con i matrimoni sodomitici. Una sola persona si è staccata dal branco di chi “caninamente latra”, la Signora Gianna Scatizzi, candidata sindaco per il Nuovo Centro Destra, che, papale papale, ha dichiarato senza paura: “No, io farei obiezione di coscienza… non sposerei mai due persone dello stesso sesso… sono contraria  a queste cose e lo proclamo a voce alta… io sono per la famiglia naturale, per il matrimonio tra un uomo e una donna…”

Fischi ed urla dei presenti non hanno fatto indietreggiare di un passo la coraggiosa signora… ma hanno fatto sì che qualcuno cogliesse al balzo l’occasione per mostrare il suo vero volto canino… e questo è stato il candidato a sindaco di Forza Italia, Marco Stella, che ha dato il meglio di sé – dimostrando quale Frociopoli diverrebbe Firenze (ma, almeno su questo possiamo stare tranquilli, perché lo Stella non verrebbe eletto sindaco neanche a Ficulle) se vincesse il partito che Stella rappresenta – e ha gagliardamente e “virilmente” dichiarato che non solo lui i due “Lui” li avrebbe sposati, ma sarebbe andato anche con loro… al ricevimento, per dimostrare la sua “apertura” mentale e non solo… in quanto il ragazzotto (non venire a dirmi papà, che ha almeno una quindicina d’anni più di me, perché io sto parlando d’età mentale) non vorrebbe – forse in riferimento alla recente sentenza del Magistrato di Grosseto – che la Magistratura dettasse le regole etc. etc.

download (5)Capito, cari amici?… Qui, ancor prima che con TAV, tramvie, micrometrò & co., siamo alla demolizione delle basi antropologiche della nostra civiltà. Anzi, sono del parere che le iatture infrastrutturali che incombono sulla nostra Firenze, e non solo, siano un portato diretto e inevitabile della destrutturazione dell’anima del popolo. Alla quale giustamente, dal loro punto di vista, i poteri forti che gestiscono la nostra società, sotto la peraltro sempre più logora apparenza di libertà delle nostre democrazie rappresentative, hanno avuto cura di procedere sistematicamente. Quindi, quando Mario Razzanelli accusa di  totalitarismo l’amministrazione comunale, farebbe meglio anche a guardarsi intorno.

Però, alle recenti elezioni – pur apprezzando molto la posizione personale di Gianna Scatizzi – NON ho votato il Nuovo Centro Destra, per vari motivi. In primis per considerazioni a livello nazionale. L’NCD è nato male, come dicevo qui. Inoltre esso è anche, in forza della sua matrice catto-liberale, alfiere di quel keynesismo bancarottiero che ha affossato l’Italia, come dico qui e qui.  Ancora, l’NCD si caratterizza per paurosi sbandamenti sui princìpi non negoziabili, come ha recentemente riferito Alfredo Mantovano sulla “Nuova Bussola, qui http://www.lanuovabq.it/it/articoli-divorzio-breve-partiti-uniti-per-dividere-la-famiglia-9338.htm

(…) Ncd, non pago della splendida performance elettorale, né del contributo determinante fornito all’approvazione della legge sulla droga, ha ufficialmente dichiarato il proprio favore al divorzio-sprint, con le eccezioni, manifestate in motivati dissensi e in voti contrari di Eugenia Roccella, Alessandro Pagano e Raffaele Calabrò.

Ma anche, non dimenticherò mai la giornata drammatica dellaudizione di Idra in Regione Toscanagiovedì 16 settembre 2010, a Palazzo Panciatichi. Dove l’associazione, come recita il comunicato stampa linkato, presentò

alla VI e alla VII Commissione congiunte (Ambiente e Territorio; Mobilità e Infrastrutture) le ragioni della radicale contrarietà al progetto di nodo ferroviario sotterraneo fiorentino, e alla faraonica quanto destabilizzante stazione Foster, la prima al mondo, forse, concepita per complicare piuttosto che per semplificare il sistema dei collegamenti su scala locale, regionale e nazionale.

In quella circostanza erano presenti, a portare la loro testimonianza, anche Callisto Valmori e Dino Schiavoni, diceva Idra

…in delegazione del Comitato di Via Carracci di Bologna, testimone diretta delle conseguenze intollerabili della cantierizzazione modello-TAV sul piano della salute, dell’ambiente, delle economie locali e della stessa abitabilità dei palazzi (alcuni fatti evacuare, altri grottescamente transennati, altri ancora afflitti da lesioni e da un martellante inquinamento acustico e atmosferico) attigui al cantiere della stazione sotterranea Isozaki.

images (3)Ero presente all’audizione, in quanto vice-presidente di Associazione Idra. Ebbene, mi sono rimasti impressi, mentre scorrevano le testimonianze di quello che era accaduto a Bologna e sarebbe poi dovuto toccare a Firenze, i volti di pietra dei consiglieri regionali. I quali, di maggioranza e d’opposizione, leggevano il giornale, spippolavano sui loro telefonini, guardavano gli orologi. Dando mostra di evidente impazienza, per tutte le cose urgenti che avevano da fare, invece di pensare a salvare Firenze.

TAV a Bologna

TAV a Bologna

Alla fine dell’audizione, nemmeno una domanda fu posta ai relatori. Silenzio di tomba. Vergogna. Fra i consiglieri di quelle commissioni sedeva anche Marco Carraresi, già UDC, oggi NCD. Anche per questo – e non è poco – non voto questa formazione. Unica eccezione: Carlo Casini.

E passiamo ora all’ultimo stadio, quello più profondo. Quello del trascendente.

4. Questo è il livello che lega tutto, e ci dà il senso finale di tutti gli spiacevoli avvenimenti che ho narrato. Lo risolvo copia-incollando quanto scrivevo, a suo tempo, nel capitolo 11 di questa pagina del blog:

Riflettendo sul senso dei suddetti eventi che stanno già  interessando drammaticamente Firenze, che se ne scampa è solo per miracolo, mi viene da fare una considerazione, come direbbe il buon teologo pratese Antonio Livi,  di ordine estremamente concreto. E cioè metafisico. Ho ripensato alla vicenda del popolo ebraico. Esso, paternamente prescelto da Jahvè,  nel fiume della Storia, per manifestare più compiutamente all’uomo la Sua presenza, è stato ripetutamente castigato dal Creatore, a motivo dei ricorrenti tradimenti idolatrici della vera fede.

Mi sono dunque chiesto se, anche per la nostra Firenze, la dura ma giusta pedagogia divina non stia contemplando una bruciante correzione, per scuotere e crettare – servendosi della TAV – assieme alle case e ai monumenti, la nostra abulia spirituale e le nostre ostinate sicurezze borghesi.

Se così fosse, la doverosa preghiera di misericordia per la salvezza della città da una triste sorte, dovrebbe prima essere urgentemente indirizzata alla conversione del nostro popolo fiorentino, che verso la salvaguardia del suo patrimonio abitativo e monumentale.

L’Associazione Idra scriveva, nel gennaio 2010, evocando i tragici avvenimenti dell’agosto del 1944, che quella che i responsabili della cosa pubblica hanno predisposto per la Città del fiore ha le caratteristiche di una vera e propria battaglia:

“Se l’attuale progetto di sottoattraversamento urbano per la TAV dovesse inopinatamente riprendere e  fosse portato avanti, le conseguenze sarebbero drammatiche. Nel ‘44, figure autorevoli come l’arcivescovo di Firenze Elia Dalla Costa, il direttore d’orchestra Igor Markevitch e il console onorario di Svizzera Carlo Steinhauslin, si adoperarono per una mediazione con i comandi militari germanici, affinché il ripiegamento di quelle truppe si facesse senza sacrificare l’intera città e senza sfregiare i suoi tesori più importanti. Ma, concludeva Idra, dove sono oggi i Dalla Costa, i Markevitch, gli Steinhauslin? Anche Gerhard Wolf, console tedesco a Firenze nel 1944, intervenne per la salvezza del Ponte Vecchio, e la sua azione fu determinante per il rilascio di ebrei e di perseguitati politici.

Si cercano dunque, oggi, gli eredi di quei grandi, friulano, francese, svizzero e tedesco, che seppero difendere Firenze. Al momento non c’è nessuno in vista, né italiano né straniero”.

Quindi, quando si è fatto tutto il possibile, non resta altro che far penitenza, e pregare.

Io, personalmente, mi sento di rivolgermi specialmente a sant’Antonino Pierozzi (1389-1459), grande vescovo riformatore e massimo operatore di carità. Compatrono di Firenze, il suo corpo incorrotto si venera nella basilica domenicana di San Marco.

E anche a don Giulio Facibeni (1884-1958), fondatore dell’Opera della Divina Provvidenza Madonnina del Grappa, annoverato tra i giusti tra le nazioni per la sua opera a favore degli ebrei a Firenze durante l’Olocausto.

A questi fiorentini di valore, in modo particolare, rivolgo la mia preghiera di intercessione per Firenze, presso il Dio Uno e Trino e  presso la Madre del Salvatore, che con la città del Fiore ha una speciale e antica relazione.

Sarà per questi interventi sovrumani che, non molto tempo addietro, l’inchiesta della Procura di Firenze, di cui riferivo poco sopra, ha bloccato i lavori, sulla base di gravissime ipotesi di reato? Non è dato sapere.

Nemmeno, comunque, a ciascuno di noi è dato sapere cosa ci porterà il futuro, quali prove riserverà a ciascuno e a Firenze. Biblicamente parlando, può essere che non vi siano, in città, quei dieci giusti  la cui presenza avrebbe salvato la città di Sodoma dalla punizione divina.

Possiamo, in ogni caso, stare sereni. Una persona intelligente come Juliàn Carròn, in un momento di particolare sofferenza per il movimento ecclesiale di cui è presidente, a motivo di una persecuzione strumentale subìta da quel movimento, ha detto recentemente che “ogni cosa della quale possiamo essere eventualmente privati, non può costituire per noi un mezzo motivo in meno per testimoniare Gesù Cristo, e stare quindi fiduciosi del Suo disegno imperscrutabile”.

*******

Bene, cari amici, ho concluso. Ovviamente, su quest’ultimo punto, quel che ho detto per la TAV vale anche per le tramvie, e per qualunque altro evento di ogni genere. Mentre ricordo che, politicamente, la soluzione a tutti i nostri problemi, c’era, c’è, e ci sarà sempre, risiedendo in quella turbo-sussidiarietà che è la “società partecipativa” https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/fiatpomigliano-darcomelfi-come-mettere-a-frutto-la-lezione-di-pier-luigi-zampetti-per-risolvere-il-conflitto-tra-capitale-e-lavoro/,  affido idealmente tutte queste mie considerazioni ai partecipanti alla manifestazione di mercoledì.

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