Corruzione su EXPO, MOSE, TAV, eccetera: la soluzione è solo la “società partecipativa”

downloadD’accordo su leggi e pene che non servono a contenere la corruzione, ma la soluzione al problema proposta dal magistrato Carlo  Nordio in questo articolo su TEMPI non è realistica.

La corruzione fa parte integrante della “società dei consumi” di stampo keynesiano, che lavora in sinergia con la democrazia rappresentativa. Maggiori dettagli qui, in ambedue i “Quaderni del Covile”: https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/i-maestri-2/pier-luigi-zampetti/i-due-e-book-sulla-lezione-di-pierluigi-zampetti/.

Uno dei corollari del sistema, come diceva il mio maestro Pier Luigi Zampetti, citando Sturzo, è “l’stituzionalizzazione dello spreco della spesa pubblica”. Quindi, Mose, piuttosto che EXPO, o TAV a Firenze, come dico qui

https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2013/09/17/nuovo-scrollone-giudiziario-sulla-tav-fiorentina/

piuttosto che un ipotetico appalto statale per 10.000 rotoli di carta igienica, dovrebbe essere ormai chiaro e lampante che qualcuno, anzi parecchi, inevitabilmente ci faranno la cresta sopra. E’ sicuro come l’oro. La struttura del sistema di cui sopra non può essere emendata. E’ la “società dei consumi”, casomai, che deve evolvere.

Detto questo,

1. il sistema-Renzi, in quanto statalista, fa parte del gioco. Quindi anche Renzi cadrà proprio sul keynesismo, che lui ha ribadito di voler fare, come dicevo qui
https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/05/27/renzi-lha-ridetto-faremo-operazione-keynesiana-ecco-perche-cadra-li/. Purtroppo ci siamo dentro anche tutti noi.

Cicconi

Ing. Ivan Cicconi, specialista analisi contratti pubblici, project-financing e… loro magagne.

2. Corruzione a parte, deve ancora scoppiare il mega-bubbone delle scelte prettamente politiche apparentemente “legali”, ma in realtà assolutamente bancarottiere e suicide per la finanza pubblica. Come i project-financing FINTI (come quelli vecchi dellla TAV!…) fino a prova contraria, delle nuove autostrade lombarde. Finanziate quasi totalmente con i soldi dei contribuenti e degli inconsapevoli risparmiatori delle banche e di Poste Italiane Spa, vedi a:
https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/04/29/avvenire-e-pedemontana-che-cose-la-verita-2/. Per rendersi conto di questi passaggi, cari amici, NON servono inchieste della magistratura, o avere particolari accessi a carte segrete. E’ tutto alla luce del sole, riscontrabile in rete. Questo la dice lunga sulla potenza nefasta del sistema politico.

3. Chiaramente, a questo punto, l’unico e solo rimedio a questo status quo è quella “turbo-sussidiarietà” rappresentata dalla “società partecipativa” secondo Pier Luigi Zampetti. Trattasi di Dottrina sociale cattolica, ai massimi livelli. Questa, chiaramente, NON si fa, e anzi nemmeno se ne parla. Perché se fosse messa in pratica, in forza dei meccanismi di sussidiarietà che andrebbero a innervare il potere decisionale del “popolo delle famiglie”, a partire dal basso, gli spazi per la corruzione andrebbero gradatamente a sparire.
Chi vuole, ne può leggere estesamente nei due “Quaderni del Covile” che ho linkato in apertura.

Ma, al momento, sembra che i corruttori non abbiano di che temere. Il “popolo delle famiglie” è ancora inconsapevole, e i tempi della “società partecipativa” paiono lontanissimi. A meno che lo schianto finale del sistema, che pare imminente, non dia un’ imprevista accelerazione alla storia.


P.S.: C’è la risposta di un lettore di TEMPI al mio commento facebook, che era questo post. E’ questa:

Ftax

@Pier Luigi Tossani. Con quel bel nasone puoi dire quello che vuoi…
Non significa però che le tue proposte siano meno irrealistiche delle soluzioni che critichi.
Vacci tu ad asciugare piazza San Marco quando c’è l’acqua alta.

e mi sollecita questo approfondimento:


Caro Ftax,

Pier Luigi Zampetti, intellettuale del '900, teorizzatore della "Società partecipativa"

Pier Luigi Zampetti, intellettuale del ‘900, teorizzatore della “Società partecipativa”

ti ringrazio per l’attenzione a quanto ho scritto. In realtà, il mio commento si riferiva più che altro al fattore corruzione, di cui parlava TEMPI, non tanto al merito delle opere che ho citato. Peraltro, capisco bene il tuo comprensibile giudizio di infattibilità in merito alla proposta partecipativa di Zampetti. Tanto che, nella pagina di presentazione del grande intellettuale lombardo del ‘900, sul blog “la filosofia della TAV”, qui, https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/i-maestri-2/pier-luigi-zampetti/, a suo tempo scrivevo:

(…) In effetti, si possono avere perplessità circa il pensiero di Zampetti, circa la fattibilità della società partecipativa, ed anche, a monte di questa, dell’economia partecipativa. Tali perplessità, in sostanza, ruotano attorno ad un unico tema. Vale a dire, ci si può chiedere: è possibile che, con la compartecipazione di ogni lavoratore al capitale e alla gestione d’impresa, ogni uomo sia effettivamente libero e responsabile della propria sorte, di quella della società e, in ultima analisi, di quella dell’umanità intera, oppure questa è pura utopia?E sarebbe invece l’uomo, per il buon funzionamento della società, quindi inesorabilmente destinato a dipendere da qualcuno che pensi per lui, che disponga di lui, che gli ordini quello che deve fare?

e anche, rispondevo:

(…) Non dimentichiamo però, a questo proposito,che peraltro la visione zampettiana è sottesa dallo spiritualismo storico, cioè ad una consapevolezza interiore di sé e della realtà che l’uomo, fino ad oggi, come comunità non ha ancora mai sperimentato. E d’altronde ancora, lo stato dell’arte del mondo di oggi, da ogni punto di vista, finanziario, economico, sociale, morale, ecc., è quello del fallimento conclamato sia del socialismo che del liberalismo. Deve quindi essere assolutamente trovata un’alternativa. Ci troviamo in mezzo a un guado. Per arrivare all’altra riva, la teoria zampettiana deve comunque essere almeno dibattuta, cosa che ancora non si fa, e, da chi ci crederà e se la sentirà, anche esperita nella pratica economica e politica. In ogni caso, la lezione di Zampetti è talmente importante che, nonostante le distrazioni in buona fede da una parte, e i deliberati tentativi di cancellarla dall’altra, è inesorabilmente destinata a emergere con potenza dalle sabbie della Storia.

images (4)Inoltre, ricordo che l’idea di Zampetti non nasce dal nulla, ma nella nobile tradizione della Dottrina sociale. Entrando poi nel merito delle “opere grandi” che ho citato, la TAV  la conosco bene, perché me ne interesso da una quindicina d’anni. E so che è una iattura integrale, da ogni punto di vista. Potrai trovare documentazione di ogni genere, in merito, in tutto il blog “la filosofia della TAV”.

Su EXPO, francamente mi sembra assai stucchevole questo slogan per il quale l’EXPO aiuterà a risolvere la fame nel mondo. Che è invece un fatto squisitamente politico, non di tecnica agricolturale. Comunque faccio alla manifestazione i miei auguri. D’altronde, il tema si collega a quello delle “nuove autostrade lombarde”, che sarebbero anche al servizio dell’EXPO. Ebbene, dicevo in questa piccola ricerca che ho fatto, qui, https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/03/31/paolo-viana-su-avvenire-il-quotidiano-e-attendibile-su-infrastrutture-e-project-financing-brebemiteem/, che risulterebbe che queste autostrade l’agricoltura vera l’abbiano penalizzata, piuttosto che favorirla. Ne parlo al capitolo 7, dove c’è un’intervista video a due agricoltori “veri”, nel senso di persone reali. Fa riflettere, no?… Sono le cose che sui media non sentiamo mai. Datti tu una risposta sul perché questo succede.

Fragoroso silenzio dei media anche sul fatto che BREBEMI è, in sostanza, un costoso doppione dell’A4, che corre poco più a nord. E silenzio anche sul fatto che i project-financing di queste nuove autostrade sono, fino a prova contraria, un bluff così spudorato che anche un bambino dell’asilo se ne accorge. Basta andare in rete e raccogliere qualche dato manifesto, non segreto. Anche se ci sono pure i documenti segreti, ma si capisce lo stesso, anche senza di quelli. D’altronde, ugualmente séguita il clamoroso silenzio globale sul senso dei 700 mln con i quali  Banca Intesa, a suo tempo, su disposizione dell’allora AD Corrado Passera, ha finanziato al 99,9% l’operazione  finanziariamente e manifestamente fallimentare che è stata NTV- Italo Treno. Si deve dedurre che c’è tutto un mondo mediatico e istituzionale asservito ai poteri forti. Vediamo fino a quanto dura, questo teatrino!…

downloadPer quanto riguarda il MOSE, vedo, caro Ftax, che ti sta a cuore Venezia. Anche a me, come al mondo intero, penso. Non sono un tuttologo, e del MOSE non mi sono mai interessato. Però, basta una breve ricerca in rete per vedere che l’ex- sindaco Massimo Cacciari ha qualche perplessità sull’opera, qui, http://www.misteriditalia.com/grandiopere/mose/ACQUEALTE.pdf. Anzi, ne parla come di “un imbroglio”. Qui, sul sito di Italia Nostra – Veneziahttp://www.italianostra-venezia.org/index.php?option=com_content&view=article&id=66&Itemid=119&lang=it, c’è una pagina che dettaglia le 28 ragioni per le quali l’associazione ritiene che il MOSE sia la soluzione sbagliata al problema dell’acqua alta. Le ho appena scaricate, ho dato solo una scorsa veloce. Giusto per dire che i giudizi non sono unanimi.

Infine, caro Ftax, per quanto riguarda il mio “bel nasone”, beh, quello me l’ha fatto il Creatore… che download (1) è Uno (e trino!…) un po’ difficile da criticare…

ti saluto cordialmente

Pier Luigi Tossani

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3 pensieri su “Corruzione su EXPO, MOSE, TAV, eccetera: la soluzione è solo la “società partecipativa”

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